Sei Nazioni 2019, Italia spaventa l’Irlanda ma è sconfitta 16-26

Ottimo primo tempo per gli Azzurri che chiudono in vantaggio 16-12. Nel secondo l'indisciplina non permette di portare a casa un risultato che avrebbe permesso di guardare al mondiale con fiducia.

Sei Nazioni 2019, Italia spaventa l’Irlanda ma è sconfitta 16-26

L’Italia prova seriamente a interrompere la lunga scia di sconfitte nel Sei Nazioni (19 prima dell’inizio della partita contro l’Irlanda, dopo siamo a 20) e per un tempo sembra anche in grado di farcela. Alla distanza, però, viene fuori la maggior attitudine dell’Irlanda a giocare a questi ritmi e la “panchina” corta della formazione di O’Shea, che cala vistosamente nella seconda parte di gara all’uscita dei flankers titolari. Finisce 16-26 con gli azzurri che a tempo scaduto cercano i pali per provare almeno e raccogliere il punto di bonus difensivo e muovere la classifica. Ma il calcio sulla sinistra ad una trentina di metri di McKinley finisce alla destra.

La seconda partita casalinga di questo Sei Nazioni 2019 comincia subito in salita. All’11° Roux va in meta dopo un’azione insistita di raccogli e vai centrale. Sembrava l’inizio della fine. Invece l’Italia inizia a macinare gioco: palla veloce e avanzamento per linee centrali. L’Irlanda appare addormentata, forse un po’ presuntuosa (al primo penalty a favore cerca la touche invece dei pali). Proprio le rimesse laterali sono la nota dolente dei campioni in carica: nel primo tempo ne perdono diverse. L’Italia invece fa tutto bene. Soprattutto i flanker, Mbandà e Tuivaiti, che placcano tutto quello che si muove sopra il campo e non permettono a Murray di smistare palloni decenti. Verso il 20° Allan trova i pali, dopo aver sbagliato una precedente punizione. Sulla rimessa dei verdi Campagnaro confezione il regalo di Natale fuori data agli irlandesi, consegnando con un goffo avanti la palla a Stockdale che vola verso la meta.

Si torna a giocare nella metà campo avversaria. Tebaldi è sicuramente uno dei migliori e porta ritmo e visione di gioco. Prova uno sfondamento centrale con calcio che viene ostacolato, nella corsa, forse in modo irregolare, con un arbitraggio più favorevole ci poteva stare anche una meta tecnica. Ma dirà il tecnico azzurro al termine su questo argomento:

“Non voglio lamentarmi dell’arbitro ne trovare giustificazioni che non aiutano a crescere. Sono orgoglioso di questo gruppo e di questa prestazione. Ho visto sul campo una squadra che ha commesso tanti errori e la nostra disciplina non è stata perfetta. Il prossimo turno contro l’Inghilterra in casa loro ci permetterà di vedere quanto stiamo crescendo. Dopo le due partite avevo detto che dobbiamo scalare una montagna. Dobbiamo salire. Non so dove è la vetta e quando la raggiungeremo, ma dobbiamo continuare a crescere.”

Al 32^ arriva la prima meta per l’Italia di Padovani, che finalizza sulla destra un’incursione di Hayward dalla parte opposta, fermata a pochi metri dalla meta. Passano 6′ e l’Italia marca ancora, questa volta grazie ad una palla rubata da Tebaldi nella nostra 22 e rapido capovolgimento di fronte. Si va al riposto con gli azzurri avanti 16-12. Sembra un sogno, ma c’è la consapevolezza che nel secondo tempo succederà qualcosa.

Il secondo tempo lo racconta capitano Ghiraldini: “Tutto è cambiato nei primi 20′ del secondo tempo. Eravamo pronti a giocare veloce come fatto nel primo. Ci siamo trovati, però, in alcuni momenti, nonostante tutto, sempre gli avversari nella nostra metà campo, con touche a favore. La disciplina in quel frangente ha giocato un ruolo decisivo.

A nostro avviso la partita è cambiata quando sono usciti dal campo, per infortuni, prima Mbandà e poi Tuivaiti. I sostituti non sono stati all’altezza: hanno concesso fiato al mediano di mischia avversario, che ha trovato il tempo e il modo di far viaggiare la palla. Così arrivano le due mete irlandesi di Earls, al 50′, e Murray, al 66°.

L’Italia prova a tornare sotto e soprattutto, con il calcio a tempo scaduto, a muovere la classifica, in previsione dell’ultimo match casalingo contro la Francia che potrebbe valere il cucchiaio di legno, ma nulla da fare.

Stiamo seminando per un futuro migliore – ha detto in conferenza stampa O’Shea -, un futuro che magari non vedremo né io, né Leonardo (Ghiraldini, vicino a lui in sala stampa, ndr), ma che sicuramente ci sarà…”. Speriamo di poterlo vedere, un giorno.

Italia v Irlanda 16-26 (16-12)

Marcatori: p.t. 11’ m. Roux tr Sexton (0-7), 20’ cp Allan (3-7), 21’ m. Stockdale tr Sexton (3-12), 25’ cp Allan (6-12),  32’ m. Padovani (11-12), 38’ m. Morisi (16-12); s.t. 50’ m. Earls tr Murray (16-19), 66’ m. Murray tr Murray (16-26)

Italia:
 Hayward; Padovani, Morisi, Campagnaro (72’ Castello), Esposito; Allan (74’ McKinley), Tebaldi; Steyn, Mbandà (43’ Zanni), Tuivaiti (51’ Sisi); Budd, Ruzza; Ferrari (51’ Pasquali), Ghiraldini (cap), Lovotti (60’ Traore’)

All. O’Shea

Irlanda: Kearney; Earls, Farrell, Aki (12’ Conway), Stockdale; Sexton (cap) (77’ Carty), Murray (71’ Cooney); Murphy, O’Brein (58’ Van Der Flier), O’Mahony; Roux (58’ Henderson), Dillane (31’-38’ Henderson); Furlong (62’ Ryan), Cronin (47’-74’ Scannel), Kilcoyne (62’ McGrath)

All. Schmidt

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