Sei Nazioni 2020: curiosità per la Nazionale di Smith

E' stato presentato il torneo e le Nazionali azzurre impegnate; curiosità per il gruppo diretto da Franco Smith ("dobbiamo trovare il gioco adatto per noi...") e speranze per la Nazionale femminile di Di Giandomenico, seconda lo scorso anno.

Sei Nazioni 2020: curiosità per la Nazionale di Smith

Roma – E’ stato presentata ieri l’edizione 2020 del Sei Nazioni di rugby, il torneo più antico di questo sport e forse in assoluto. A salutare e rivolgere i migliori auspici ai tecnici e agli atleti che nelle prossime settimane sfideranno Galles, Francia, Scozia, Irlanda e Inghilterra c’era il presidente del CONI Giovanni Malagò, il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e il presidente federale Alfredo Gavazzi, i vertici di Cattolica Assicurazioni, di Roma Capitale la Sindaca Virginia Raggi e di Discovery Italia – rappresentata dall’AD Alessandro Araimo – che, anche quest’anno, garantirà la copertura integrale in diretta su DMAX del Sei Nazioni maschile e delle gare dell’Italdonne su Eurosport.

Giovanni Malagò: “Il Sei Nazioni è una manifestazione unica per importanza, capace di mobilitare pubblico da tutta Italia e dall’estero. Roma offre il contesto ideale per questo appuntamento e le dirette in chiaro di Discovery contribuiscono a diffondere questo sport e questa manifestazione incredibile, che ha attraversato tutta la mia vita di sportivo e dirigente, nel nostro Paese. Lo Stadio Olimpico è la sede naturale, rivolgo un augurio speciale a Franco Smith che inizia la sua avventura di allenatore dell’Italia maschile. Siamo orgogliosi delle nostre Azzurre, che hanno sempre brillato in questo torneo nelle ultime stagioni. Sento aspettativa e attesa per le tante novità che caratterizzeranno i prossimi mesi e rivolgo un plauso a tutta la Federazione per aver ottenuto nuovamente l’organizzazione del Mondiale U20, una manifestazione cruciale per la crescita dei nostri giovani talenti. Sento aria nuova ed entusiasmo attorno alle nostre Nazionali, sono ottimista per le settimane a venire”.

“In questi anni il nostro sport è profondamente mutato, in campo e fuori – ha dichiarato il Presidente della FIR, Alfredo Gavazzi – ma il fascino del Sei Nazioni così come l’hanno vissuto e amato coloro che appartengono alla mia generazione è rimasto intatto. Lo dimostra il crescente entusiasmo dei fans, l’appetibilità per sponsor, broadcaster e investitori, la costante capacità del Sei Nazioni di alimentare il dibattito sui social media”.

“Alla Nazionale Maggiore e al nuovo staff tecnico guidato da Franco Smith auguro, a nome di tutti gli appassionati, di tornare a regalarci il brivido che il successo di un test-match del Sei Nazioni sa garantire a giocatori e pubblico. Dagli incontri degli Azzurrini e delle Azzurre non posso che ricevere le emozioni che hanno caratterizzato le loro uscite in questi anni e che ci danno fiducia circa il cammino di sviluppo che abbiamo intrapreso in questi anni” ha concluso Gavazzi.

Franco Smith: “Dobbiamo trovare e costruire un gioco che sia valido per noi e non provare a battere le altre sul loro terreno. Credo che sia questa la lezione che possiamo imparare dal Giappone, rivelazione del Mondiale dello scorso anno. La mia storia personale, come allenatore, è contrassegnata da squadre che per portare a casa il risultato hanno dovuto giocare sopra le proprie possibilità. Per questo quando mi hanno offerto questa opportunità ho pensato che fosse naturale accettare. L’Italia deve andare oltre le proprie possibilità per poter giocare al pari con le altre. Mi auguro che alla fine del mio percorso con l’Italia abbia lasciato qualcosa di duraturo, in grado di caratterizzare il rugby italiano per lungo tempo. Infondo il rugby, anche in campo è proprio questo: lasciare la palla a qualcuno che arriva in una posizione migliore per avanzare.”

Riguardo l’addio di Parisse, il tecnico “protempore” ha ricordato: “E’ un giocatore difficilmente sostituibile in poco tempo, ma dobbiamo ripartire proprio immaginandoci un Italia senza Sergio, che comunque sarà con noi, per dare il suo contributi, per la partita di addio, che non sarà una formalità, ma una partita vera.” Riguardo la scelta di Luca Bigi quale capitano, Smith ha illustrato il metodo usato per designarlo: “Una volta compreso che Sergio non avrebbe più fatto parte del gruppo della Nazionale abbiamo deciso di selezionare un gruppo di leader, sei sette persone, con i quali lavorare per creare una leadership in grado di accompagnare la Nazionale per i prossimi anni. Ci serve gente in grado non solo di parlare, ma soprattutto di portare avanti la squadra sul campo, giocando, con l’esempio. Luca è sicuramente uno di questi e merita questo riconoscimento.”

Di Giandomenico, allenatore della Nazionale donne: “Inghilterra sicuramente di un altro livello, ma credo che anche la Francia possa rappresentare un avversario veramente ostico. Noi proveremo a fare il nostro gioco e completare la crescita di questi anni. La sfida più grande per noi sarà proprio quello di mantenere fede alle aspettative che, girando per i campi di tutta Italia, è alta.”

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