Profondo …azzurro. Anzi sprofondo, sarebbe più corretto. Crediamo che questo Sei Nazioni 2021 possa rappresentare la peggiore campagna elettorale per la dirigenza federale attuale (ricordiamo che le elezioni si svolgeranno il prossimo 13 marzo). In particolare Italia Francia di oggi (punteggio finale 10 a 50) rischia di pesare nella memoria delle società sportive che si recheranno a votare.

“Fino a quando”, si chiedono gli appassionati e speriamo anche i grandi elettori. Fino a quando saremo condannati a vedere uno spettacolo simile?

La giovane Italia è stata asfaltata dalla giovane Francia. Loro (i Francesi) lanciati verso la conquista del Sei Nazioni 2021. Noi costretti a ricostruire il morale dopo l’ennesima cocente Caporetto.

Franco Smith ci sembra che non abbia ancora le idee chiare su cosa debba essere questa nazionale. Ha iniziato il primo tempo con una prima linea e una mediana che in molti avevano destato qualche dubbio (come alcune sue giustificazioni non richieste alla vigilia hanno lasciato intendere).

Dopo 30′ di gioco e un passivo già pesante (24 a 3) l’allenatore della Nazionale di rugby cambia i piloni. Al momento avevamo giocato una sola mischia: persa. Le successive non hanno avuto esito migliore.

La scelta di non schierare Canna, l’uomo sicuramente di maggior talento ed esperienza, per l’esordiente Brex e confermare Garbisi all’apertura era sembrata azzardata. Il ragazzotto calcia sempre nello stesso modo e sempre nelle mani dell’estremo opposto; è una dote (se così possiamo chiamarla) che si porta dietro da quando aveva 16 anni. Evidentemente ai tecnici italiani piace, anche se vorremmo capire anche noi l’utilità.

Ma dare la colpa soltanto ad un’apertura non all’altezza sarebbe ingeneroso nei confronti degli altri. Ognuno dei quali divide con i propri compagni il peso di questa sconfitta. Ma, visto l’andamento della partita, le scelte tecniche iniziali e quelle tattiche, temiamo che la responsabilità maggiore sia nella conduzione.

Smith, dobbiamo essere sinceri, ha provato a dare una sferzata al paludato mondo della nostra nazionale, investendo sui giovani. Dovrebbe però avere il coraggio di contestare alla dirigenza il lavoro delle Accademie e, soprattutto, di aver lasciato al proprio destino tutto il resto.

Emblema della Caporetto del rugby italiano a nostro avviso non è la sconfitta di oggi, ma i campionati fermi e le società abbandonate a loro stesse. Continuando così, da dove verranno i giocatori che domani potrebbero lavare l’onta di queste sconfitte? Veramente crediamo di continuare a costruire le nostre Nazionali con il mediocre frutto delle Accademie e soprattutto con qualche naturalizzato con nonno (o nonna) italiano?

Se non è una Caporetto questa…

Jules Elysard

ITALIA – 10
Paolo Garbisi (Punizione al 19′); Luca Sperandio (Meta al 65′); Paolo Garbisi (Trasformazione al 66′)

FRANCIA – 50
Dylan Cretin (Meta al 6′); Matthieu Jalibert(Trasformazione al 7′); Matthieu Jalibert (Punizione all’11’); Gael Fickou (Meta al 27′); Matthieu Jalibert (Trasformazione al 28′); Arthur Vincent (Meta al 30′); Matthieu Jalibert (Trasformazione al 31′); Brice Dulin (Meta al 49′); Matthieu Jalibert (Trasformazione al 51′); Antoine Dupont (Meta al 53′); Matthieu Jalibert (Trasformazione al 54′); Teddy Thomas (Meta al 57′);  Matthieu Jalibert (Trasformazioni al 58′); Teddy Thomas (Meta al 74′).

 

Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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