Lun, 16 Febbraio 2026
RugbySei Nazioni 2026: George, Dupont e Lamaro lanciano la sfida

Sei Nazioni 2026: George, Dupont e Lamaro lanciano la sfida

La prima meta di Dupont in Italia Francia, Sei Nazioni 2025

Il tema dominante del Sei Nazioni 2026 sarà la sfida (eterna) tra Inghilterra e Francia. E’ quello che emerge dalle dichiarazioni dei due capitani George e Dupont in occasione della presentazione del torneo che si è svolta ieri ad Edimburgo.

In particolare l’Inghilterra ambisce legittimamente a portare a casa il trofeo che manca nella sua bacheca ormai da sei anni. Per questo motivo il primo pensiero del tallonatore dei Saracens vola alla partita finale, contro la Francia, a Parigi: «La prima partita sarà contro il Galles e sappiamo bene quanto sia sempre una sfida enorme. Aprire il Guinness Sei Nazioni è una vera prova per tutti e credo che, indipendentemente dall’avversario, la gara d’esordio del torneo sia sempre estremamente difficile. E’ il momento in cui stai ancora cercando il ritmo, devi capire dove sei come squadra, ed è per questo che abbiamo avuto una preparazione molto intensa, con tante partite di alto livello prima dell’inizio.

Vogliamo metterci nella condizione migliore possibile perché quella prima gara sia decisiva. Sappiamo, però, che più avanti affronteremo una Francia straordinaria, una squadra incredibile, ma allo stesso tempo la nostra attenzione deve essere totalmente sul Galles, poi sulla Scozia, e solo dopo si guarda avanti. Le prime due settimane possono dirci molto su dove siamo e su quanto possiamo migliorare».

Risponde Dupont, anche lui concentrato sulla prima partita, eccezionalmente giovedì 5 febbraio, contro l’Irlanda, per la prima vera sfida che vale la vittoria: «Sarà un po’ strano giocare di giovedì sera. La prima partita del torneo è sempre un momento speciale: tutti la guardano, quindi dobbiamo farci trovare pronti.

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Sappiamo tutti che quando giochi in casa l’energia è diversa e ti dà un’energia in più. Questo può aiutare la squadra. L’atmosfera durante la preparazione alle partite è diversa, anche se il piano di gioco resta lo stesso.

La maggior parte dei giocatori – se non tutti – è la stessa degli ultimi anni, quindi ci conosciamo molto bene. Anche i giocatori che sono arrivati in finale erano già presenti a novembre o negli ultimi Sei Nazioni. Anche chi non ha giocato fa comunque parte del gruppo: è semplicemente la fase successiva di un percorso collettivo completo.

La prima partita in casa è fondamentale. Se non inizi bene, diventa molto difficile vincere il torneo. È quindi estremamente importante partire nel modo giusto, soprattutto quando ogni anno sei considerato una favorite».

Spazio, infine, anche a capitan Lamaro, alla quinta stagione da capitano della formazione azzurra con 50 caps. L’Italia non vede l’ora di scendere in campo per provare a ricoprire il ruolo di quarta forza: «È ovviamente questo il periodo dell’anno che aspetti sempre con ansia, perché è il più emozionante: sai che andrai ad affrontare grandi sfide contro le migliori squadre del mondo. Sono davvero molto emozionato e non vedo l’ora di iniziare.

Sappiamo che dobbiamo prepararci bene dal punto di vista fisico: abbiamo questa settimana di lavoro e poi entreremo subito nella settimana di gara. La priorità è concentrarci su noi stessi, su ciò che possiamo fare meglio e su come crescere come squadra. Allo stesso tempo iniziamo a guardare gli avversari, a capire cosa portano in campo e come possiamo metterli sotto pressione, non solo difendendoci ma anche sfruttando le nostre opportunità.

È sempre qualcosa di incredibile e non do mai nulla per scontato. Quella che sta per iniziare è la mia quinta stagione da capitano, eppure mi sento ancora come se fossi il più giovane della squadra. È una sensazione strana, ma anche molto bella, perché affronti ogni sfida con entusiasmo e quasi con divertimento. Quando riesci a divertirti in quello che fai, spesso arrivano anche i risultati».

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