
Poteva andare in un altro modo il secondo turno per l’Italia nel Sei Nazioni 2026 contro l’Irlanda. I ragazzi di Quesada invece escono dall’Aviva Stadium con un solo punto di bonus difensivo; la consapevolezza di aver giocato una partita solida contro una Irlanda che ha dovuto alzare il livello nel secondo tempo per piegare la resistenza azzurra ma con la netta sensazione di aver perso un’occasione. Ffinisce 20-13 per i padroni di casa, al termine di un confronto combattuto e rimasto aperto fino all’ultimo pallone. Se però Lamaro e compagni avessero preso altri punti quando l’Irlanda appariva piegata, almeno fino al 50°, non avrebbero rubato nulla e adesso staremo a raccontare un’altra partita.
L’avvio è equilibrato e l’Italia prova subito a muovere la difesa irlandese con un calcio passaggio di Paolo Garbisi, che libera al largo Louis Lynagh. L’azione prosegue fino al calcio a seguire di Tommaso Menoncello, ma il pallone termina oltre la linea di fondo. Poco dopo gli Azzurri restano in inferiorità numerica per il cartellino giallo a Lynagh, punito per un in avanti volontario che interrompe un attacco irlandese.
I padroni di casa provano a sfruttare il momento e al 17’ trovano la prima meta con Jamie Osborne, bravo a inserirsi dopo un multifase nei ventidue italiani. La trasformazione di Sam Prendergast non va a segno e il punteggio resta aperto sul 5-0, prima che Garbisi riduca dalla piazzola.
L’Italia continua a cercare spazi con il gioco al piede e con le accelerazioni dei trequarti. Lorenzo Pani inventa un calcetto a seguire che sorprende la difesa irlandese, ma l’azione sfuma a pochi metri dalla linea. Nel finale di primo tempo arriva però il sorpasso azzurro: con l’Irlanda in quattordici per il cartellino giallo a Craig Casey, l’Italia imposta una maul avanzante che porta in meta Giacomo Nicotera. La trasformazione di Garbisi vale il 5-10 con cui si chiude la prima frazione. Gli Azzurri avrebbero una ghiotta occasione a tempi scaduto, con una penaltouche che però non riescono a concretizzare.
Al rientro dagli spogliatoi l’Irlanda cambia ritmo. Dopo una touche nei ventidue azzurri e una serie di pick and go arriva la marcatura di Jack Conan che vale il pareggio. L’Italia reagisce con una bella azione al largo e con un break di Menoncello che libera Lynagh per quella che sembrava la meta del nuovo vantaggio, ma il TMO annulla per un passaggio in avanti.
L’ingresso dalla panchina di Jamison Gibson-Park e Jack Crowley cambia l’inerzia della gara. Al 57’ gli irlandesi tornano avanti con la meta di Robert Baloucoune, servito da un passaggio a una mano dopo una giocata veloce nel traffico. Crowley trasforma e poco dopo centra anche un calcio piazzato che porta il punteggio sul 20-13, dopo la risposta dalla piazzola di Garbisi.
Nel finale l’Italia prova a restare agganciata al match e costruisce un’ultima lunga sequenza offensiva nei ventidue avversari. A spegnere le speranze azzurre è però l’intercetto di James Lowe all’83’, che chiude di fatto la partita. L’Irlanda avrebbe anche la possibilità di cercare il bonus offensivo, ma il calcio finale termina oltre la linea di pallone morto.
Finisce 20-13 per l’Irlanda. Gli Azzurri tornano da Dublino con un punto di bonus e indicazioni positive, confermando la crescita già mostrata nella vittoria contro la Scozia. Per la squadra di Gonzalo Quesada resta il rammarico per alcune occasioni non concretizzate, ma anche la consapevolezza di poter competere ad alto livello in un torneo che continua la prossima settimana con la sfida alla Francia.
