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Sei Nazioni 2026, l’Italia affonda la Scozia 18 a 15 nella piscina dell’Olimpico

Sei Nazioni 2026
La meta di Menoncello (Photo by Giampiero Sposito/Federugby via Getty Images)

All’Olimpico l’Italia batte la Scozia 18-15 al termine di una partita tesa, fisica, giocata sul filo fino all’ultimo pallone, con gli Azzurri capaci di costruire il successo nel primo tempo e poi di difenderlo con carattere nella ripresa. Su un campo reso insidioso e a tratti impossibile dalla pioggia, le due squadre non hanno offerto un grande spettacolo ma hanno interpretato fino alla fine lo spirito più antico di questo sport. Il Sei Nazioni 2026 comincia quindi nel migliore dei modi per la formazione di Quesada che batte gli hihglanders proprio sul loro terreno fatto di fango, fatica, fisicità e coraggio.

Con questo esordio gli Azzurri pongono una seria ipoteca su un torneo che potrebbe regalare grandi sorprese positive alla nostra formazione. Se, per capirci, l’Irlanda è quella vista venerdì, è lecito sperare di fare il colpo anche sabato prossimo. Dall’altra parte del campo abbiamo visto una Scozia a tratti irriconoscibile. Incapace di sfruttare i tanti calci piazzati a propria disposizione, cercando sempre la touche e mai i pali. Touche che non hanno quasi mai funzionato. Un peccato di presunzione che, alla luce del punteggio finale, hanno pagato caro.

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L’avvio è tutto italiano. Dopo pochi minuti gli Azzurri trovano subito ritmo e profondità: al 7’ l’azione si sviluppa larga, il pallone arriva sull’esterno e Louis Lynagh affonda sulla fascia per la prima meta della partita. Lo stadio spinge e l’Italia insiste, costringendo la Scozia sulla difensiva. Al 13’ arriva il raddoppio: avanzamento centrale, sostegno rapido e Tommaso Menoncello rompe il primo placcaggio e schiaccia oltre la linea. Paolo Garbisi trasforma al 14’ e l’Italia vola sul 12-0.

La Scozia reagisce con ordine e potenza. Al 23’, dopo una lunga fase nei 22 azzurri, Jack Dempsey trova lo spazio giusto vicino al raggruppamento e segna la meta che rimette in partita gli ospiti; Finn Russell trasforma al 24’. L’Italia però non si disunisce, continua a difendere con intensità e a colpire quando può: al 34’ Garbisi centra i pali su calcio di punizione, portando il punteggio sul 15-7. Si va al riposo con gli Azzurri avanti e con la sensazione di una partita tutt’altro che chiusa.

Nella ripresa la Scozia aumenta la pressione territoriale. Russell accorcia subito al 46’ dalla piazzola, ma la risposta italiana è immediata: al 48’ Garbisi ristabilisce il margine con un altro calcio preciso per il 18-10. Da lì in avanti è una battaglia fatta di placcaggi, ruck contestati e gestione del possesso. L’Italia difende con orgoglio, ma al 66’ la Scozia trova il varco giusto: George Horne si infila vicino al breakdown e segna la meta che riapre tutto, 18-15.

Gli ultimi minuti sono di sofferenza pura. La Scozia attacca alla ricerca del sorpasso, l’Italia respinge ondata dopo ondata, affidandosi alla disciplina difensiva e a una serie impressionante di placcaggi. Dopo 84 minuti, l’arbitro fischia la fine: l’Olimpico esplode, l’Italia conquista una vittoria pesantissima, costruita con un primo tempo di grande qualità e una ripresa di sacrificio e lucidità. Una partita vinta con il cuore, prima ancora che con la tecnica.

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