
Il Sei Nazioni 2026 lascia in eredità all’Italia un risultato storico sul campo e dati economici e di pubblico che confermano il peso crescente del Torneo. La vittoria del 7 marzo allo Stadio Olimpico contro l’Inghilterra, decisa dalla meta di Leonardo Marin per il 23-18, rappresenta il punto più alto nella storia azzurra nella competizione, ma è solo una parte del bilancio complessivo.
Sul piano sportivo, l’Italia chiude con un doppio successo interno – contro Scozia e Inghilterra – e con l’imbattibilità casalinga, un dato inedito nei ventisei anni di partecipazione al Sei Nazioni. L’Olimpico si conferma un fattore, sia per rendimento che per presenza di pubblico.
I numeri certificano la crescita dell’evento. Le due partite di Roma hanno fatto registrare 137.230 spettatori complessivi: 68.245 contro la Scozia e 68.985 nel sold out con l’Inghilterra, pari a circa il 99% della capienza. L’incasso da biglietteria ha superato i 7 milioni di euro, con un incremento del 51% rispetto al 2024.
Accanto allo stadio, il Parco del Foro Italico e il Terzo Tempo Village hanno coinvolto oltre 120.000 persone, confermando il modello del Sei Nazioni come evento diffuso e non limitato ai soli 80 minuti di gioco. Anche sul digitale si registrano numeri rilevanti: oltre 100 milioni di visualizzazioni sulle piattaforme Meta della Federazione Italiana Rugby e una crescita di oltre 60.000 follower durante il Torneo, con un aumento delle visite compreso tra il +366% e il 380%.
Il valore del Sei Nazioni si misura anche sull’impatto economico e turistico. Secondo le stime precedenti, l’edizione 2025 aveva generato un impatto di 6,3 milioni di euro, in crescita del 19% sul 2023, con dati attesi in ulteriore aumento nel 2026. Roma beneficia di flussi internazionali significativi e di una visibilità globale: tra il 2023 e il 2025 le partite nella capitale hanno raggiunto oltre 332 milioni di persone sui social, con più del 70% delle interazioni provenienti dall’estero.
Il presidente della Federazione Italiana Rugby, Andrea Duodo, ha sottolineato: “E’ stato un Torneo magnifico sotto ogni punto di vista, e insieme al Consiglio ho già avuto modo di ringraziare la struttura federale per il grande lavoro nella pianificazione, promozione e organizzazione delle nostre gare interne. Abbiamo portato all’Olimpico quasi 140.000 spettatori in due partite, generato oltre sette milioni di incasso dalla sola biglietteria, offerto al pubblico insieme al nostro title sponsor per il villaggio Birra Peroni due indimenticabili pomeriggi di divertimento, prima e dopo la partita, con l’intrattenimento di Radio Deejay, la possibilità di assistere alle altre gare del Torneo, aumentato la spettacolarizzazione del cerimoniale con spettacoli pirotecnici e la collaborazione con Esercito Italiano. Innovare e sviluppare sono le basi su cui continuare a lavorare per rendere le partite della Nazionale dei momenti di aggregazione della nostra comunità e uno strumento per generare quelle risorse necessarie alla crescita del nostro movimento, sia di alto livello che di base. Sul fronte sportivo abbiamo confermato di poter giocare alla pari con ogni avversario, in un Torneo mai scontato, dove l’equilibrio ha caratterizzato tutte le quindici partite: la vittoria interna con l’Inghilterra, per me come per ogni rugbista italiano, è stata un momento di profonda felicità, la concretizzazione di un sogno iniziato con il nostro ingresso nel Championship, più di un quarto di secolo fa. Michele e i suoi compagni saranno, per sempre, i protagonisti di questa straordinaria impresa del rugby italiano. Con tre atleti nel XV ideale e Menoncello candidato per il terzo anno consecutivo al titolo di MVP, la qualità e la capacità di questa Italia di essere competitiva contro ogni avversario è oggi sotto gli occhi di tutti”.
Sul piano organizzativo, la vicepresidente FIR Antonella Gualandri evidenzia la continuità nella crescita di ricavi e partecipazione, mentre per Sport e Salute il Torneo rappresenta un modello di evento capace di generare valore per il territorio e per il movimento. Anche Roma Capitale conferma il ruolo strategico del Sei Nazioni come leva turistica e di visibilità internazionale, oltre che come strumento di promozione sportiva tra i giovani, con oltre 4.000 studenti coinvolti nel progetto scuole.
Il dato complessivo è chiaro: il Sei Nazioni non è solo una competizione sportiva, ma un evento con impatto economico, mediatico e sociale rilevante. Per l’Italia, i risultati del 2026 indicano una crescita strutturale del movimento, sostenuta da pubblico, ricavi e competitività internazionale.
