
Cosa racconta la stampa internazionale il giorno dopo il secondo turno del Sei Nazioni 2026? Nell’articolo precedente abbiamo detto la nostra. In questo invece proviamo a leggere i titoli e i commenti più interessanti della stampa estera.
La Francia ha già vinto il Sei Nazioni?
Forse. La stampa francese si mantiene prudente e rileva un fatto incontrovertibile: i Bleus sono padroni del proprio destino. “Dopo il secondo turno… solo la Francia può ancora riuscire nell’impresa quest’anno” (AFP, ripresa da Inkl). Forse per scaramanzia, ma domina soprattutto la prudenza. Capitan Dupont, in una intervista ad AFP, ricorda: “Il torneo non sarà finito fino all’ultimo giorno”. Del resto la partita finale contro l’Inghilterra assume un valore decisivo e, come ricorda nell’editoriale il sito specializzato Rugbyrama, “chi oggi lo incensa, domani lo demolirà se sbaglia”, riferendosi proprio ad Antoine Dupont: un concetto che però può valere per tutto il team francese.
Inghilterra, è crisi?
Del resto, spostandoci dall’altra parte della Manica, nessuno è disposto a credere che i giocatori della Rosa abbiano ormai perso ogni chance di vittoria. L’autorevole The Guardian sottolinea come la sconfitta contro la Scozia sia stata “non tanto una sveglia, quanto un colpo pesante in piena testa”. Seppure i “sogni di Grande Slam sono volati via” (L’Équipe), coach Borthwick non dispera e ne fa solo una questione di concentrazione: “Non abbiamo eseguito abbastanza bene nei primi 20 minuti” (Reuters).
Galles, le ragioni del disastro
I giornali e i siti specializzati gallesi vanno giù duro e non cercano scusanti, ma cause profonde alle difficoltà, sempre maggiori, dei Dragoni. Per Courrier International si tratta di “una crisi esistenziale”. Nation.Cymru parla di “un’altra umiliazione” e di una “squadra a corto di fiducia e di chiarezza”. Per Rugbyrama la nazionale gallese è “alle corde”. Le ragioni, secondo il racconto della stampa internazionale, sono più profonde di una semplice errata conduzione tecnica.
L’Italia ha stupito qualcuno?
Rispondiamo subito: sì. The Independent rileva un dato evidente anche nella partita contro l’Irlanda: “Una prova di mischia che manda un messaggio: l’Irlanda è stata piegata e ha ceduto”. Arriva poi l’ammissione dell’Irish Times: “L’Italia ha fatto così tante cose bene… e avrebbe potuto battere l’Irlanda”. Considerazione condivisa anche dal Guardian, dove si legge: “È stata una prestazione brillante dell’Italia”. Se anche i commentatori inglesi, di solito poco generosi nei confronti degli Azzurri, se ne sono accorti, vuol dire che l’Italia sta crescendo nella considerazione complessiva del rugby europeo, e non soltanto agli occhi dei tifosi italiani.
Il quadro che emerge dalla stampa internazionale è quindi chiaro: la Francia è vista come la squadra da battere ma anche come quella con più pressione sulle spalle; l’Inghilterra si muove sul filo sottile tra reazione e crisi; il Galles cerca risposte che vanno oltre il campo; l’Italia, invece, non è più una sorpresa episodica ma una realtà che comincia a essere presa sul serio anche fuori dai propri confini. Il terzo turno dirà se queste impressioni diventeranno tendenza definitiva o se il Sei Nazioni, come spesso accade, saprà ancora rimettere tutto in discussione.
