Sei Nazioni: l’Inghilterra passeggia sull’Italia e ci consegna il “cucchiaio”

Successo schiacciante per i giocatori di Jones e Italia che termina mestamente all'ultimo posto con un turno di anticipo in virtù del punto guadagnato dalla Scozia contro il Galles.

Sei Nazioni: l’Inghilterra passeggia sull’Italia e ci consegna il “cucchiaio”

Londra – Londra non ci porta mai fortuna. A Twickenham di solito prendiamo sempre tanti punti ed anche questa volta il copione è rispettato. Ma le “brutte” notizie arrivano anche da Glasgow, dove la Scozia perde di misura contro il Galles e raccoglie un punto che gli permette di salire a 6 nella classifica del Torneo Sei Nazioni 2019. Anche un eventuale (sperato ma non certo) successo degli Azzurri nell’ultima partita casalinga contro la Francia, quella che vale la Coppa Garibaldi, con bonus offensivo non ci metterebbe al riparo dal cucchiaio di legno. Alla vigilia del torneo eravamo i maggiori candidati per il poco ambito trofeo, e così è stato.

Forse ci sbagliamo e pur avendo profonda simpatia per il tecnico irlandese, abbiamo la sensazione che in caso di 0 al termine di questo 6 Nazioni, O’Shea non vedrà la Coppa del Mondo in Giappone seduto in panca. Troppe le sconfitte consecutive accumulate, pochi i progressi evidenziati. Pagherebbe lui, ma forse i veri responsabili sono seduti in altre poltrone. Ma il movimento italiano non è quello che le 21 sconfitte consecutive nel torneo più antico del mondo ci dicono. Qualcosa bisognerà fare. Anche perché in molti hanno taciuto riguardo la dichiarazione di Eddie Jones alla vigilia: “Ci siamo allenato duramente con la Georgia, non temiamo l’Italia”. I caucasici godono dell’apprezzamento degli Inglesi e vengono considerati ottimo sparring per preparare la partita contro di noi. Loro crescono, nel confronto con i giocatori della rosa, noi invece imbarchiamo brutte figure. Così non può andare. Anche a livello di amicizie internazionali la Federazione stenta ad uscire dall’angolo.
Dal punto di vista tecnico, qualche colpa a nostro avviso ce l’ha anche O’Shea. La sofferenza di Esposito e Campagnaro nei confronti dei centri inglesi è apparsa subito evidente. Invece di sacrificarli (fisicamente e moralmente) in duelli che sono apparsi fortemente sbilanciati forse vale la pena allestire una fase difensiva diversa. O solo cambiare prima gli uomini.
Intanto ci attacchiamo alle piccole cose positive di questa partita. O’Shea durante la conferenza stampa post partita: “Non abbiamo mai alzato bandiera bianca. L’Inghilterra è una squadra molto fisica, la migliore del torneo per me. Abbiamo sbagliato tanti placcaggi, è inutile negarlo. In seguito ai vari infortuni abbiamo dovuto cambiare lo schieramento in campo. Non è una scusante, è un dato di fatto. Sicuramente l’Inghilterra ha giocato una partita di altissimo livello e ha meritato di vincere

“Preferisco parlare di cose che possiamo migliorare. In alcune situazioni siamo stati troppo leggeri. Probabilmente questo è stato l’impegno più duro in questo Sei Nazioni. Testa alla prossima sfida e a ripartire meglio di prima”.

“Gli infortuni sono una parte dello sport anche se non piacevole. Castello e Campagnaro sono usciti anticipatamente e non saranno a disposizione per la prossima partita. Nelle prossime settimane sapremo di più sulle loro condizioni” ha concluso O’Shea.

“Fisicamente sono stati dominanti – ha esordito Sergio Parisse – hanno giocatori come Tuilagi che fanno la differenza. Sapevamo che sarebbe stata molto dura. Non possiamo soffermarci sulle due mete che abbiamo regalato, va dato atto che l’Inghilterra si è mostrata una grandissima squadra. Dispiace anche vedere giocatori infortunati nello spogliatoio ma fa parte del gioco e della vita di noi atleti e non possiamo fare altro che accettarlo. Per quanto riguarda le mie condizioni fisiche, l’esperienza mi ha consigliato di uscire dal campo e non forzare per evitare il rischio di avere un infortunio più serio. Credo di essermi fermato al momento giusto e nella prossima settimana potrò avere un quadro della situazione più chiaro”.

Inghilterra v Italia 57-14 (31-7)

Marcatori: p.t.8’ m. George tr. Farrell (7-0); 11 m. Allan tr. Allan (7-7); 15’ m. May tr. Farrell (14-7); 21’ m. Tuilagi tr. Farrell (21-7); 25’ c.p. Farrell (24-7); 32’ m. Shields tr. Farrell (31-7); s.t. 46’ m. Tuilagi (36-7); 55’ m. Morisi tr. Allan (36-14); 64’ m. Kruis tr. Ford (43-14); 67’ m. Robson tr.  Ford (50-14); 79’ m. Shields tr. Ford (57-14)

Inghilterra: Daly; Cokanasiga, Tuilagi M. (62’ Slade), Te’o, May; Farrell (cap) (61’ Ford), Youngs (61’ Robson); Vunipola B., Curry (55’ Wilson), Shields; Kruis, Launchbury (66’ Hughes); Sinckler (55’ Cole), George (58’ Cowan-Dickie), Genge (58’ Moon).

All. Jones

Italia: Hayward; Padovani, Campagnaro (23’ Castello) (33’ McKinley), Morisi (61’ Palazzani), Esposito; Allan, Tebaldi; Parisse (cap) (61’ Traorè), Steyn, Negri (48’ Polledri); Budd (48’ Sisi), Ruzza; Ferrari (48’ Pasquali), Bigi (48’ Ghiraldini), Lovotti.

All. O’Shea

Arb. Nic Berry (Aus)

Calciatori: Farrell (Inghilterra) 5/6, Allan (Italia) 2/2; Ford (Inghilterra) 3/3

Note: Pomeriggio freddo, campo in ottime condizioni. Presenti 82.022 spettatori

Punti conquistati in classifica: Inghilterra 5; Italia 0

Man of the match: Cokanasiga (Inghilterra)

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