Sei Nazioni: i ragazzini della Banda Brunel… e la nave va!

Sei Nazioni: i ragazzini della Banda Brunel… e la nave va!

Alex Cuthbert scores the opening try despite Angelo Esposito 1/2/2014E la nave va. Quella che doveva essere una tranquilla passeggiata di salute del Galles nella prima giornata del Sei Nazioni, si è invece rivelata la migliore prestazione esterna dell’Italia di Jacques Brunel. Il 23 a 15 finale in favore dei gallesi ci può stare, considerando soprattutto le solite sbavature difensive degli azzurri che, a Cardiff in un Millennium Stadium pieno come un uovo, hanno regalato (è davvero il caso di dire) la prima meta ai padroni di casa. Dopo il colpo ricevuto la formazione di Brunel, che presentava una trequarti “bella fresca” con ragazzotti del 1993, non si è persa d’animo. Tutt’altro. Dopo la prima marcatura di stampo gallese, l’Italia mostra il suo lato volenteroso, ma poco incisivo, un cliché che abbiamo visto tante volte, insomma una storia che conosciamo bene: quella delle sconfitte onorevoli. In effetti Tommaso Allan, uno degli “enfant terrible” della “Banda Brunel” mette dentro un piazzato che da un po’ di respiro, ma la prima frazione di gioco termina con un parziale che sembra un epitaffio apposto sull’intero incontro: prima Halfpenny (due calci), poi Williams (meta) mandano gli azzurri negli spogliatoi sul 17 a 3. Il rugby, tuttavia, è uno sport spietato: puoi essere un All Black, ma se la concentrazione non la mantieni per 80 minuti (guardate quel che è accaduto allo Stade de France ai poveri inglesi), sta pur certo che da qualche parte c’è un trequarti pronto a purgarti nel peggiore dei modi. Le due squadre rientrano in campo e un ragazzino italiano di poco più di vent’anni, che risponde al nome di Michele Campagnaro, nato, cresciuto e pasciuto rugbisticamente tra Mirano e Treviso (suo attuale club), si trasforma in una confezione formato famiglia di “mannitolo”. Il ragazzino – 100% italiano – piazza una meta e l’Italia riprende in mano il match. Dall’altra parte c’è sempre Mr. Halfpenny che continua a martellare la porta italiana con i suoi calci, ma anche questo non fiacca il morale degli uomini in azzurro. Al 29’ sempre il ragazzino di Mirano intercetta una palla e, come se niente fosse, la va a piazzare in mezzo ai pali dei gallesi. Allan (altro ragazzino terribile), che nell’intero incontro segnerà il 50% dei calci (2 su 4), stavolta mette dentro e, sentitamente ringrazia. Sul 20 a 15 l’Italia gioca come meglio non poteva fare, ma c’è sempre Halfpenny a rovinare la festa con altri tre punti. Morale della favola: la prestazione, visto l’atteggiamento dei gallesi, poteva anche andare meglio (vincere), ma nessuno tra le fila azzurre, Brunel per primo, può dire di non aver dato il massimo. Il pacchetto di mischia italiano fa un lavoro egregio e i trequarti raccolgono a piene mani le situazioni che possono sfruttare. Prestazioni immense di “senatori” come Sergio Parisse, Mauro Bergamasco (un ciborg di 35 anni) e Alessandro Zanni. Man of the match all’esordio in una partita del Sei Nazioni risulterà “quel” Campagnaro di cui sopra che tanto dispiacere deve aver dato a Mr. Warren Gatland. Una nota sull’arbitro irlandese Lacey: all’altezza per tutto il match, ogni tanto sembrava parlasse con un TMO alieno di stanza su Marte. La fine della prima giornata del torneo, intanto, offre una panoramica decisamente più completa rispetto alle reali forze in campo. Francia strepitosa (e candidata a vincere questo Sei Nazioni), Inghilterra distratta (e pasticciona), Irlanda ancora più “vecchietta” (ma velenosa), Scozia alla portata dell’Italia (basta crederci a Roma), Galles supponente (da rivedere dinanzi alle “grandi”). Intanto le ragazze azzurre del rugby hanno vendicato in Galles i loro colleghi uomini vincendo contro le “dragone” per 12 a 11.
Alessandro Cini

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