A meno di due settimane dalla cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Parigi 2024, la ministra dello sport Amelie Oudea-Castera ha fatto il bagno nella Senna, accompagnata da Alexis Hanquinquant, campione paralimpico di triathlon e portabandiera della delegazione francese.
La ministra, che si è presentata in riva al fiume attorno alle 7.30, ha nuotato per alcuni minuti vicino al ponte Alexandre III, compiendo un gesto simbolico in risposta alle critiche e alle preoccupazioni in merito alla balneabilità del fiume, dove sono in programma le gare olimpiche del nuoto in acque libere e del triathlon. E fin qui verrebbe da dire che va tutto bene. Finalmente tutto bene visto che quello sulla balneabilità della Senna in questi mesi (meglio in questi anni) è stato il vero tormentone che ha segnato l’avvicinamento a questa XXXIII Olimpiade.
Fine? Per nulla purtroppo. Perché se il tuffo della ministra nella Senna chiude una vicenda sportivamente tormentata e fa tirare un bel sospiro di sollievo agli organizzatori dei Giochi, purtroppo ne apre un’altra parimenti spinosa dal punto di vista politico. Già perchè l’onore del primo tuffo nel fiume parigino, dopo tutti i soldi spesi, dopo tutte le polemiche, dopo tutte le riunioni e tutti i dubbi lo voleva, in esclusiva Anna Hidalgo, sindaca di Parigi, che si era prenotata il prossimo 17 luglio. Ma così non è stato. E pare che non l’abbia presa bene. Ma, come diceva il Principe Antonio De Curtis, in arte Totò, dopo tutto quello che è successo queste paiono “quisquiglie…”.

