L’Italia schianta la Serbia in casa 102 a 95 e vola alle Olimpiadi di Tokyo. Dopo il pass conquistato dalle ragazze del 3×3, la FIP coglie forse il suo primo grande risultato degli ultimi 17 anni.

La vittoria azzurra è frutto di una prova corale in grado di sovvertire i pronostici e la storia di questo sport. La Serbia è una di quelle nazionali con le quali conserviamo un saldo estremamente negativo. Dalla dissoluzione della Yugoslavia l’avevamo battuta solo due volte prima di oggi e mai in partite importanti. Oggi l’Italia ha giocato da Serbia e il destino di tornare alle Olimpiadi, dopo 17 anni, è diventato realtà.

Il merito principale va a coach Sacchetti, capace di allestire una squadra giovane e ricca di talento, anche se non di nomi altisonanti. Per capirci, non fanno parte di questa festa (e crediamo che difficilmente potranno farne parte a luglio in Giappone) Belinelli, Datome e Gallinari. Se per il terzo l’assenza è giustificata da una finals ancora da giocare, per i primi due la scelta di non rispondere alla chiamata suona, alla luce del successo di oggi, come una sconfessione complessiva della loro esperienza in azzurro.

Erano loro, infatti, le colonne portanti di una Nazionale che negli scorsi anni si è infranta contro squadre meno forti di questa Serbia, collezionando sconfitte e delusioni.

Oggi, in loro assenza, si è concretizzato un sogno che appariva impossibile solo questa mattina. Oltre alla Serbia di Teodosis, esce sconfitti dal campo di Belgrado anche chi non ha risposto a questa chiamata.

Veniamo alla partita. Gli azzurri partono forte. Attaccano il ferro quando possono, con le penetrazioni di Mannion che spaccano la difesa avversaria. Per fermarlo la Serbia stringe le maglie e gli spazi sotto canestro; gli azzurri trovano conforto nel tiro da tre.

La Serbia gioca in confusione per tre quarti di partita. Accumula uno svantaggio che arriva addirittura a toccare i 25 punti. A metà tempo si va al riposo con gli azzurri avanti di 12, oltre 50 punti all’attivo e i Plavi lontani. La chiave del vantaggio, come sempre (nel basket e in ogni sport) la difesa: arcigna, coraggiosa, grintosa, pronta al raddoppio.

I padroni di casa, come nelle ultime partite di questo torneo, si svegliano nell’ultimo quarto, anzi negli ultimi 4′, proprio mentre sale la paura degli Azzurri di vincere. Ma questa Nazionale dimostra di avere risorse sparse nel talento di ogni suo giocatore. Quando il tiro scotta la tiene a galla Polonara che, insieme a Fontecchio e Mannion terminerà con oltre 20 punti all’attivo.

Gli ultimi secondi sono al cardiopalmo. La Serbia nella bolgia di Belgrado recupera punti su punti fino a -7. Mannion e Tonut sono freddi dalla lunetta e non permettono agli avversari di avvicinarsi oltre.

Finisce con un trionfo. Adesso comincia l’avventura olimpica.

Serbia-Italia 95-102 (22-28, 23-29, 18-23, 32-22)

Serbia: Petrusev 22 (6/6, 0/1), Teodosic 5 (1/2, 0/6), Bjelica* 5 (1/3, 1/6), Kalinic 2 (1/1, 0/1), Milosavljevic ne, Micic 8 (1/1, 1/2), Jovic ne, Davidovac ne, Avramovic* 2 (1/4, 0/1), Dobric* 17 (2/3, 2/3), Andjusic* 27 (2/2, 7/12), Marjanovic* 7 (3/5). All: Kokoskov

Italia: Spissu ne, Mannion* 24 (6/12, 1/5), Tonut* 15 (3/9, 2/6), Melli* 5 (1/3, 1/4), Fontecchio* 21 (7/12, 1/4), Tessitori 2 (1/1), Ricci 3 (1/2 da tre), Abass ne, Moraschini, Vitali M. (0/2 da tre), Polonara* 22 (1/2, 6/8), Pajola 10 (1/3, 2/3). All: Sacchetti

Tiri da due Ser 18/27, Ita 20/42; Tiri da tre Ser 11/32, Ita 14/34; Tiri liberi Ser 26/32, Ita 20/23. Rimbalzi Ser 36 (6 Kalinic), Ita 39 (12 Polonara). Assist Ser 23 (5 Kalinic e Teodosic), Ita 17 (6 Pajola).

Usciti 5 falli: Teodosic (Ser)

Arbitri: Guilherme Locatelli (Brasile), Yohan Rosso (Francia), Martins Kozlovskis (Lettonia)

Spettatori: 3.000.

Sport24h.it nasce dall’idea che ogni disciplina sportiva è portatrice di un sistema di valori, emozioni e linguaggio unici. Contrariamente alla narrazione imperante: non esistono i fatti separati dalle opinioni (in questo ci sentiamo un po’ eretici). La realtà è sempre, inevitabilmente, interpretata dalla sensibilità di chi la racconta.

Commenta