Sab, 7 Febbraio 2026
CiclismoSerse Coppi, fratello d’Italia

Serse Coppi, fratello d’Italia

L’omaggio del Museo Alessandria Città delle Biciclette con il Museo del Ghisallo è stato bello, sincero, toccante. Il ciclismo che ha memoria sa come fare vivere ricordi che sono valore.

In un abbraccio ideale tra due luoghi simbolo della memoria ciclistica italiana, il museo “Alessandria Città delle Biciclette” ha ospitato una giornata speciale, dedicata a Serse Coppi. Il 19 marzo, giorno del suo compleanno. Al fianco degli amici del Museo del Ghisallo, è stato ricordato il gregario che fu fratello di sangue e di vento di Fausto, custode di un ciclismo che sapeva essere ancora epopea umana prima che sportiva. E soprattutto è arrivato un cimelio ad impreziosire fino a settembre la collezione di Palazzo del Monferrato dedicata alla storia della prima bicicletta giunta in Italia nel 1867. 

“Il nostro museo quest’anno compie dieci anni – ricorda Gian Paolo Coscia, presidente della Camera di Commercio di Alessandria-Asti, proprietaria del palazzo ove ha sede ACdB e dall’inizio sostenitrice del museo. “Stiamo celebrando questa ricorrenza con una serie di eventi che mirano a rendere più ricco il patrimonio del museo, e quindi a potenziare ancora la nostra capacità di custodire e raccontare tante storie legate al ciclismo”.

Questi obiettivi sono condivisi fin dall’inizio con il museo del Ghisallo, con cui ACdB è legato da un gemellaggio stretto e ricco di attenzione all’umanità dei protagonisti: “Quello di oggi è stato prima di tutto un saluto che diventa un abbraccio – le parole di Antonio Molteni, presidente della Fondazione del Museo del Ghisallo – tra luoghi che custodiscono la memoria del ciclismo e dei suoi uomini.” 

L’incontro è avvenuto nel segno della riscoperta di un pezzo prezioso di storia: la prima bicicletta Bianchi di Serse Coppi, datata 1945, che Paolo Amadori ha riportato alla luce e portato ad Alessandria. Un vero e proprio scrigno di emozioni e memorie, oggi esposto al terzo piano del Museo AcdB, diretto da Roberto Livraghi.

“Conosciamo Paolo Amadori da tanti anni e abbiamo avuto l’onore di ospitarlo ad Alessandria ancora in compagnia del suo amico Paolo Tullini (coautore del volume “Le bici di Coppi”, che nel frattempo ci ha dolorosamente lasciato). Di Amadori apprezziamo la passione infinita per la bicicletta e allo stesso tempo il rigore nell’analisi degli esemplari autentici, il cui numero si è infinitamente ridotto grazie al suo lavoro certosino. Lo ringraziamo di cuore per avere scelto Alessandria quale sede per esporre per la prima volta in assoluto questa meraviglia”.

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Il romanzo di Serse Coppi

Lucio Rizzica, giornalista di SkySport, ha tracciato un ritratto vivo e profondo di Serse, presentando il suo libro dedicato al fratello minore di Fausto, pubblicato nel 2019. Un atto d’amore e di memoria, nato quasi per caso, “grazie a Riccardo Magrini – racconta Rizzica – che mi suggerì questa idea, e con il supporto di molti amici e colleghi che hanno messo a disposizione materiali preziosi”. Fra questi Egidio Coppi, le famiglie Carrea e Cuniolo…

Serse Coppi, descritto come “fratello, amico, confidente, angelo custode, gregario, amalgama, ambasciatore con gli avversari”, è stato il compagno di squadra che Fausto avrebbe forse voluto essere: meno eroe solitario e più uomo tra gli uomini. “Era la coscienza e la leggerezza che Fausto avrebbe voluto avere. Sono convinto che se Serse fosse stato vivo, anche la storia di Fausto sarebbe stata diversa”, riflette Rizzica. E poi, quel ricordo della Roubaix vinta in maniera rocambolesca nel 1949 da Serse, quando confessava che il premio più grande non fu la vittoria, ma l’abbraccio e il bacio del fratello.

La bicicletta che racconta un uomo

Paolo Amadori ha raccontato la storia affascinante del ritrovamento della bicicletta di Serse una delle 9 originali secondo i registri Bianchi. “Era il 2011, mi chiama una persona da Genova dicendo di avere una bici di Fausto Coppi. Non mi precipito subito, ci vado un mese e mezzo dopo e la trovo in un’officina meccanica”. Grazie ai registri del meccanico Pinella De Grandi, Amadori può confermare che quel telaio apparteneva proprio a Serse. “È la sua prima bici da professionista, stagione 1946. Ed è identica a quella di Fausto, cambia solo un numero di telaio e un centimetro di altezza”.

“Il valore di una bicicletta lo fa la persona che la rende unica – conclude Amadori – e questa racconta Serse, ma anche un’epoca del ciclismo che dobbiamo continuare a tramandare”.

Il futuro del Ghisallo e la memoria che pedala avanti

Carola Gentilini, direttrice del Museo del Ghisallo, e Antonio Molteni, presidente della Fondazione, hanno ricordato come i musei della bicicletta siano “scrigni di storie, luoghi dove la memoria pedala sempre in avanti”. È con questo spirito che hanno annunciato la prossima grande avventura del Ghisallo: una mostra dedicata a Eddy Merckx, il Cannibale, in arrivo a fine aprile 2025, per celebrare gli 80 anni del campione. Un progetto che, per la prima volta, si apre a una campagna di raccolta fondi, per continuare insieme a preservare e trasmettere la leggenda del ciclismo alle nuove generazioni.

Alla fine della giornata, una consapevolezza resta chiara a tutti: il ciclismo, come ha detto Rizzica, “è della gente lungo le strade, è stare insieme. È squadra, è famiglia. Forse è l’unico sport che, pur cambiando materiali e regole, conserva la sua essenza più vera. Che non bisogna mai smettere di raccontare”. E oggi, quella storia, ha il nome di Serse rappresentato con emozione in un telaio celeste esposto al museo di Alessandria Città delle Biciclette. 

Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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