
Ci sono storie che neppure il più romantico degli sceneggiatori oserebbe scrivere. Quella di Arthur Rinderknech e Valentin Vacherot appartiene a questa categoria. Cugini nella vita e compagni di giochi e allenamenti fin da bambini, domenica si troveranno uno di fronte all’altro per un titolo Masters 1000, quello del Rolex Shanghai Masters 2025. Un sogno “impossibile”, come lo ha definito lo stesso Rinderknech, diventato realtà dopo una settimana che ha sconvolto ogni pronostico: il monegasco Vacherot ha eliminato Novak Djokovic, il francese Rinderknech ha piegato Daniil Medvedev.
“È un sogno che non potevamo nemmeno immaginare – ha detto Arthur –. È come se non potesse esistere, eppure eccoci qui. Non so da dove arrivi tutto questo, ma forse abbiamo fatto qualcosa di buono per meritarcelo.”
Un cammino diverso, un traguardo comune
I due hanno condiviso anni di formazione, anche al college statunitense di Texas A&M, prima di intraprendere strade professionali differenti. Rinderknech, oggi 30enne, è salito fino al numero 42 del ranking nel 2022 e aveva disputato una sola finale ATP (ad Adelaide). Con il suo tennis aggressivo e il servizio potente, è diventato un avversario temibile per chiunque. A Shanghai ha confermato la sua crescita battendo due volte Alexander Zverev, fino al trionfo su Medvedev che lo ha proiettato tra i primi 30 del mondo.
Per Valentin Vacherot, invece, questa è la settimana che gli ha cambiato la vita. Prima di Shanghai aveva vinto una sola partita ATP. Ha rischiato persino di uscire nelle qualificazioni contro il canadese Liam Draxl, due punti dal ko. Da lì in poi, una cavalcata inarrestabile: ha eliminato Holger Rune, Tomas Machac, Alexander Bublik e infine Novak Djokovic, quattro volte campione del torneo. Con questa impresa è diventato il primo monegasco nella storia a raggiungere una finale ATP, scalando fino al numero 58 del ranking live (e potrebbe salire al 40 in caso di vittoria).
La favola di Monaco
Dietro al successo di Vacherot c’è anche il fratellastro e coach Benjamin Balleret, ex tennista arrivato al n. 204 ATP: “È una favola – ha raccontato –. Sta scrivendo la storia per sé e per Monaco. È già nel Top 100, è semplicemente incredibile. Non so come spiegare quello che sta facendo.”
Dopo la vittoria su Djokovic, Vacherot ha raccontato di essersi commosso leggendo i messaggi arrivati da casa: “È stato difficile trattenere le lacrime. Mi sento come in un sogno.”
Una finale che nessuno avrebbe previsto
Rinderknech e Vacherot si erano affrontati solo una volta da professionisti, nel 2018, in un torneo ITF in Francia vinto dal francese. Domenica lo scenario sarà completamente diverso: uno dei palcoscenici più importanti del tennis mondiale, e in palio un titolo che cambierebbe la vita a entrambi.
“Domani ci saranno comunque due vincitori – ha sorriso Rinderknech –. Abbiamo già vinto tutto quello che potevamo.”
Una finale “di famiglia”, ma soprattutto una celebrazione di quanto il tennis sappia ancora regalare emozioni autentiche. Qualunque sarà il risultato, Shanghai 2025 resterà nella storia come il torneo che ha trasformato due cugini in protagonisti di una delle più belle favole sportive dell’anno.
