
Lorenzo Musetti torna oggi sul centrale del Rolex Shanghai Masters per affrontare Felix Auger-Aliassime in un match che vale non solo l’accesso ai quarti di finale, ma anche punti decisivi nella corsa alle ATP Finals di Torino. Il match è in programma non prima delle 18:30 ora locale (12:30 italiane), e promette di essere una delle sfide più interessanti di giornata, con due tennisti dal talento simile ma da percorsi molto diversi.
Il giocatore italiano arriva a questo appuntamento dopo aver superato Luciano Darderi, in due set molto combattuti chiusi 7-5, 7-6(1). Musetti, testa di serie numero 8, sta vivendo una delle sue stagioni più solide sul circuito, con un rendimento costante nei tornei Masters 1000 che gli consente di mantenersi in piena corsa per Torino. Davanti troverà però un avversario che, dopo un lungo periodo di risultati altalenanti, sembra finalmente tornato competitivo. Auger-Aliassime, numero 13 del mondo, ha eliminato prima Alejandro Tabilo e poi Jesper de Jong, mostrando una buona condizione atletica e un servizio che può diventare un’arma determinante su questa superficie veloce.
Tra i due esiste una rivalità ormai consolidata: sette confronti diretti, con un bilancio leggermente favorevole a Musetti, che ha saputo imporsi negli ultimi due precedenti e nella semifinale di Parigi. Il canadese aveva invece avuto la meglio sulla terra di Madrid nel 2024, in una partita molto equilibrata. Su cemento, il confronto resta aperto, con entrambi capaci di adattarsi al ritmo e alle variazioni dell’altro.
La sfida di oggi non riguarda solo il presente ma anche le prospettive future dei due giocatori. Entrambi sono in corsa per le Finals di Torino. Attualmente il carrarino è ottavo, il canadese decimo. Un successo dell’italiano gli permetterebbe di tenere a distanza un pericoloso concorrente diretto, di tenere il passo di De Minaur e avvicinare Shelton e Fritz, tutti ad una manciata di punti.
Inossidabile Nole
Il torneo cinese, intanto, continua a essere teatro di imprese e resistenze, come dimostra la vittoria di Novak Djokovic su Jaume Munar, arrivata nonostante le condizioni proibitive di caldo e umidità. A 38 anni, il serbo ha dimostrato ancora una volta di essere un punto di riferimento ineguagliabile per mentalità e capacità di gestione del corpo. Durante il match ha sofferto per un dolore alla caviglia, ha chiesto più volte l’intervento del fisioterapista e si è trovato a dover fronteggiare un’umidità superiore all’82%, tanto da vomitare a bordo campo e crollare a terra alla fine del secondo set. Eppure, nel terzo parziale, ha trovato energie che sembravano scomparse, chiudendo 6-3, 5-7, 6-2 dopo due ore e quaranta di battaglia.
Djokovic, che raggiunge così per l’undicesima volta i quarti di finale a Shanghai — torneo vinto già quattro volte — affronterà ora il belga Zizou Bergs. È il più anziano tra i giocatori rimasti in corsa, ma anche quello che mostra la maggiore capacità di adattamento. Mentre molti dei più giovani, da Sinner in poi, hanno sofferto le condizioni estreme del torneo, il serbo ha dimostrato ancora una volta che la vera differenza non la fa l’età, ma la padronanza del proprio corpo e della propria mente.
