Ci sono libri che non ti aspetti proprio. Difficile che chi scrive legga di calcio. Invece, l’hai fatto e ti ha sorpreso, ti ha fatto sorridere, ridere persino, e ti ha portato lontano. Quest’anno, da lettrice della giuria “dei grandi lettori”, hai avuto il privilegio di scoprire “Provaci ancora, mister Cascione” di Marco Marsullo, fra i bei finalisti del premio letterario sportivo di Lab DFG. Un privilegio da vivere così: come una corsa leggera e irresistibile nel rettangolo del calcio, fra porta e porta e anche cuore, del cambiamento che sta attraversando lo sport femminile. Anzi, lo sport in genere e senza genere. È un fuoriclasse Marsullo: è bravo, scrive da Re. Ti ha regalato un romanzo che abbatte stereotipi senza mai rinunciare all’ironia e alla grazia narrativa. Ti prende, ti molla, ti diverte. Ha vinto il Premio, poi, ma questo è un bel dettaglio.

Il Premio Letterario Sportivo Invictus, organizzato da Lab DFG con la compartecipazione del Ministro per lo Sport e i Giovani, il sostegno del Gruppo FS, dei Comuni di Cisterna di Latina e Sermoneta, dell’Istituto del Credito Sportivo e Culturale, della Camera di Commercio di Frosinone Latina e della Fondazione Roffredo Caetani, è arrivato alla sesta edizione confermandosi il più importante riconoscimento italiano per la letteratura sportiva.
Non a caso è stato scelto – insieme allo Strega e ai Lucca Comics – per rappresentare i premi letterari italiani alla Fiera del Libro di Francoforte, dove l’Italia è tornata ospite d’onore dopo 36 anni. Quest’anno, come ha sottolineato l’editore Giovanni Di Giorgi, «si è proprio percepita la crescita di affetto e attenzione per questo premio, andato benissimo anche grazie a chi ci ha creduto investendo in comunicazione e valore». Parole che risuonano con la passione che si respirava in sala: un’energia condivisa fra autori, giurati, sponsor e pubblico.
Il verdetto della giuria – presieduta dall’olimpionico Davide Tizzano e coordinata dal decano dei giornalisti sportivi Italo Cucci – è stato unanime: Marco Marsullo vince l’edizione 2025 con un allenatore tanto sfrontato quanto umano, Vanni Cascione, costretto a fare i conti con una squadra femminile e con i propri pregiudizi. Accanto al titolo principale, altri riconoscimenti hanno completato il quadro: il Premio Grandi Lettori – Gruppo FS a “Senna: le verità” di Franco Nugnes (Minerva), il Premio Blu Banca a “F1 Backstage” di Riccardo Patrese e Giorgio Terruzzi (Rizzoli), il Premio Consorzio Stabile per lo sviluppo sostenibile a “Il mio calcio eretico” di Filippo Galli (Piemme) e il Premio STI a “Il giallo del Tour” di Beppe Conti (Minerva).
La serata ha offerto anche momenti di grande emozione: il tributo a Nino Benvenuti, raccontato da Dario Ricci alla presenza della figlia Nathalie Bertorello e del suo storico sparring Elio Calcabrini; la celebrazione di Chiara Pellacani come atleta dell’anno; il video messaggio dell’ambassador 2025 Ambra Sabatini e il saluto della squadra del Cisterna Volley. Tutto in un clima di festa che dimostra come lo sport, quando si intreccia alla cultura, sa generare valore autentico.
Per chi ama leggere e ama lo sport, Invictus è ormai un appuntamento imprescindibile. Da giurata popolare, hai percepito la responsabilità e la gioia di contribuire a un riconoscimento che non si limita a premiare un libro: premia un’idea di sport aperta, inclusiva, capace di far sorridere e pensare. E, almeno per una sera, ci ricorda che si legge sport, ma si scrive vita. Filo conduttore anche per gli altri finalisti, con una nota importante che si può attribuire al bel lavoro di Giorgio Teruzzi (che penna! ma si sapeva già), capace anche qui di portarti nel backstage della Formula “Patrese” e capire anche davvero cosa significhi rischiare la pelle per un pilota.
The winner is… Mister Cascione
Sfrontato e genuino, sognatore e canaglia, ostinato a vincere ma abituato a perdere, Vanni Cascione, l’allenatore di calcio più esonerato della storia, ha un unico comandamento: non mollare mai. Lo sanno bene sua moglie, stufa di stare sempre al secondo posto rispetto al pallone, e sua figlia Chiara, forse l’unica in grado di tenergli testa. Dopo un paio di stagioni da disoccupato – il suo telefono non squilla più come negli anni gloriosi dell’Atletico Minaccia – riceve un’offerta irrinunciabile: la Guardia Rovente Calcio, del presidente (anzi, del Grande Capo, come ama farsi chiamare) Guerino Rovente, ha deciso di puntare su di lui. Cascione non ha dubbi: le sue competenze tattiche, unite ai soldi della società, saranno un binomio vincente. Così infila in fretta una valigia nella sua auto e si dirige verso un paesino della costa calabrese che si affaccia sul mare, poche anime diffidenti che in estate si triplicano per l’arrivo dei villeggianti. Ma, appena arriva a destinazione, scopre un dettaglio che, complice l’entusiasmo e la voglia di tornare in panchina, gli era sfuggito: la Guardia Rovente è una squadra di calcio femminile. Sgomento e spiazzato, Cascione – che non ha mai pensato che le donne siano in grado di giocare a pallone – accetta comunque l’incarico. Inizierà una stagione calcistica bellissima e surreale, con le peripezie tragicomiche che coinvolgono mister Cascione ogni volta che scende in campo. Un romanzo ironico e molto attuale, che smonta uno per uno gli stereotipi legati allo sport femminile, a partire dal calcio, diventato popolarissimo in Italia. Una commedia generazionale, nello stile di Marco Marsullo.
La scrittura creativa di Marsullo
Marco Marsullo (Napoli, 1985) insegna scrittura creativa in una scuola elementare e scrive per il “Corriere del Mezzogiorno”. Ha pubblicato Atletico Minaccia Football Club (Einaudi Stile Libero, 2013; Feltrinelli Universale Economica, 2023), con protagonista l’allenatore Vanni Cascione; L’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache (2014), I miei genitori non hanno figli (2015), Due come loro (2018), L’anno in cui imparai a leggere (2019), tutti per Einaudi Stile Libero, e Tutte le volte che mi sono innamorato (Feltrinelli, 2022). I suoi romanzi sono tradotti in Spagna, Olanda e Sud America.
