EditorialiSindarov e la scuola uzbeka: la conferma di una nuova potenza nel...

Sindarov e la scuola uzbeka: la conferma di una nuova potenza nel mondo degli scacchi

fan di Sindarov
Tifo per il nuovo sfidante in occasione del Torneo dei Candidati

Il Torneo dei Candidati ha emesso il verdetto: Sindarov e Vaishali sono gli sfidanti ufficiali rispettivamente dei Campioni del Mondo di scacchi Gukesh D. (open) e Ju Wenjun (donne). Ancora una volta la geografia del gioco più antico del mondo esce ridisegnata dal torneo più importante. Due anni fa avevamo raccontato la rinascita del movimento indiano come contraltare allo strapotere cinese; oggi ci troviamo ad esaltare una nuova scuola, quella uzbeka.

Se la prima volta è un accidente e la seconda non fa tendenza, la terza invece rappresenta una prova certa. Vale per il nostro calcio, ormai chiaramente uscito dai radar dei paesi che contano con il terzo fallimento mondiale, e vale, soprattutto, per il mondo degli scacchi, che ha ormai stabilmente spostato il baricentro dell’élite in Asia. Scompare dai radar mondiali la scuola americana, che anche a questo torneo dei candidati aveva due autorevoli rappresentanti, il n. 2 e il n. 3 del ranking Nakamura e Caruana, squagliatisi, ancora una volta, quando si è trattato di stringere i denti e soffrire.

È scomparsa ormai da tempo la scuola russa, anche se la rinascita uzbeka può essere ricollegata a questa, per il sistema instaurato nelle scuole del paese caucasico ed anche per gli istruttori chiamati a formare i giovani talenti di cui Sindarov è il rappresentante più autorevole. Gli scacchi in Uzbekistan non sono un’invenzione recente.

Riprendo quanto riportato in un recente articolo da The Times of Central Asia che ricorda come gli esperti di scacchi attribuiscono il successo dell’Uzbekistan all’attenzione rivolta ai programmi scacchistici nelle scuole e a livello di base, basandosi su una solida tradizione scacchistica sviluppatasi durante il periodo in cui il paese era una repubblica sovietica. Rustam Kasimdzhanov, il primo uzbeko a diventare campione del mondo FIDE (2004), ha affermato che il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991 favorì la sua carriera perché è diventato “improvvisamente” campione del suo paese appena indipendente, ottenendo così maggiori opportunità di partecipare a competizioni internazionali.

Altre analisi su geopolitica, potere e narrazione sono disponibili su La Penultima Verità.

Iscrizione gratuita →

“L’Uzbekistan oggi vanta un’infrastruttura ben sviluppata e finanziamenti statali per gli scacchi che hanno permesso ai migliori giocatori di emergere fin dalla più tenera età”, ha dichiarato Kasimdzhanov in un’intervista del 2024 a Millennium Chess.

Il punto di svolta è arrivato nel gennaio 2021 quando il presidente Mirziyoyev firmò un decreto nazionale intitolato “Sulle misure per l’ulteriore sviluppo e la diffusione degli scacchi e il miglioramento del sistema di formazione dei giocatori.” Questo stabilì un programma statale fino al 2025 con obiettivi numerici concreti: portare al 3% della popolazione il numero di persone che giocano regolarmente a scacchi, aprire 25 nuove scuole e club di scacchi, enfatizzare l’educazione scacchistica fin dalla prima infanzia.

Il programma prevedeva anche di aumentare del 20% le scuole scacchistiche per bambini fino a coinvolgere 10.500 ragazzi, espandere il gioco in 40 distretti e portare l’Uzbekistan nella top 10 FIDE entro il 2025.

Per molti il merito della rinascita uzbeka è da attribuire in buona parte a Ivan Sokolov, GM bosniaco. Il suo approccio è stato insolito: “Ho controllato le loro partite degli ultimi 12 mesi e non ho dato molta importanza alle aperture. Ho cercato di capirli meglio come giocatori, come lavorano. Ho dovuto capire come funzionavano le loro teste per poterli aiutare a fare le scelte giuste in autonomia.”

Il risultato di tutto questo è che nel 2023 la Federazione uzbeka ha vinto il premio “Best National Team” all’Asian Chess Summit di Abu Dhabi, e Abdusattorov e Sindarov hanno ricevuto la “Tour d’Or” al Tata Steel Chess 2023, oltre al più volte ricordato successo alle Olimpiadi di Scacchi del 2022.

Per capire cosa sono diventati gli scacchi in Uzbekistan vale quanto dichiarato da una blogger uzbeka di Chess.com: “Prima, se un bambino diceva ‘voglio diventare un giocatore professionista di scacchi’, i genitori potevano rispondere ‘forse studia qualcosa di più serio’. Ma ora? Vedi bambini in ogni parco con una scacchiera. Gli scacchi sono diventati il nostro sport nazionale. È la nostra arte, la nostra maratona e il nostro orgoglio.”

Non male per un paese che vanta, dal punto di vista storico, il primo reperto archeologico della presenza degli scacchi nel paese e che fino a poco tempo fa era conosciuto solo per Samarcanda. Gli scacchi hanno avuto la forza di riposizionare, agli occhi del mondo, la considerazione che gode a livello mondiale.

Sarà forse un caso che i destini del pianeta, anche per quanto riguarda la guerra e la pace, improvvisamente si stiano discutendo nel centro dell’Asia (Pakistan), vicino agli emergenti India e Uzbekistan e lontano da un Occidente che ha perso, con la leadership mondiale, anche quella degli scacchi?

Sport24h su Telegram
Entra nel canale ufficiale
Notizie essenziali, risultati in tempo reale e analisi selezionate. Niente spam. Solo sport.
Iscriviti al canale

LEGGI ANCHE

Antonio Ungaro
Antonio Ungaro
Giornalista sportivo e blogger. I primi ricordi sportivi sono le imprese di Gimondi al Giro d'Italia e il 5 Nazioni raccontato da Paolo Rosi. Dietro ad ogni sportivo c'è una storia da raccontare; tutte insieme raccontano un Paese che cambia. Sono convinto, parafrasando Mourinho, che chi sa solo di uno sport non sa nulla di sport.

Calendario sportivo 2026

Ultimi articoli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui