
La stagione 2025 del tennis maschile verrà ricordata soprattutto per una rivalità che ha saputo alzare l’asticella del gioco, trasformando ogni scontro in un evento globale. Carlos Alcaraz e Jannik Sinner si sono affrontati sei volte nel corso dell’anno (+ 1 dimostrazione a Ryhad), sempre in finale, un dato che testimonia in modo eloquente la loro superiorità sul resto del circuito. Secondo ATPTour.com, che ha inserito il loro duello nella serie annuale “Best Of”, lo spagnolo ha conquistato quattro successi portando il parziale del Lexus ATP Head2Head sul 10-6, ma il bilancio numerico non racconta fino in fondo la profondità e l’intensità di questa sfida.
La prima grande battaglia dell’anno va in scena a Roma, dove Alcaraz interrompe il tentativo di Sinner di diventare il primo italiano dal 1976 a vincere il titolo agli Internazionali d’Italia. È un match denso di tensione, con l’azzurro, appena tornato dalla sospensione di tre mesi per la questione clostebol, che spreca due set point nel primo parziale prima di cedere alla qualità dello spagnolo, decisivo con la variazione del servizio slice sul lato pari e con un rapporto vincenti-errori nettamente superiore. “Ha un’aura diversa quando lo affronti”, ammette Alcaraz dopo aver spezzato la striscia di 26 vittorie consecutive di Sinner.
A Parigi il copione si capovolge, ma solo in parte. La finale di Roland Garros, racconta l’articolo di ATPTour.com, diventa una delle partite più memorabili dell’era moderna: cinque ore e ventinove minuti, due set di vantaggio Sinner, tre match point cancellati da Alcaraz e un quinto set chiuso al tie-break. Il pubblico impazzisce, lo spagnolo regala colpi irreali e diventa il terzo uomo nell’era Open a salvare un championship point in una finale Slam e a vincere il titolo. “I veri campioni si costruiscono sotto pressione”, riflette Alcaraz, protagonista di un ribaltone destinato a entrare negli annali. Per il pubblico italiano resta l’amarezza dei match point buttati, in particolare il secondo nel quale una risposta al fulmicotone di Sinner si spegne a pochi millimetri dalla linea di fondo.
Cinque settimane più tardi, sull’erba di Wimbledon, è Sinner a rispondere. Reduce dalla ferita parigina, l’italiano mostra una forza mentale straordinaria e ferma la corsa di Alcaraz verso il terzo titolo consecutivo a Church Road, conquistando il primo Wimbledon della carriera. La sua performance al servizio, la solidità da fondo e la capacità di prendere il centro del campo nei momenti caldi gli consegnano un successo pesantissimo, che chiude una striscia di cinque sconfitte consecutive contro il rivale. “Abbiamo accettato la sconfitta di Parigi e abbiamo continuato a lavorare”, dice Sinner davanti al pubblico del Centre Court.
A Cincinnati, però, l’atteso capitolo successivo si interrompe sul nascere: Sinner appare debilitato, chiama il medico già sotto 0-5 e dopo ventitré minuti è costretto al ritiro. Alcaraz conquista così il suo primo titolo in Ohio, un trofeo che desiderava “davvero tanto” dopo la finale persa contro Djokovic nel 2023.
Il duello riparte a Flushing Meadows, in un’altra finale Slam. Questa volta Alcaraz gioca una partita quasi perfetta, negando a Sinner la difesa del titolo e riprendendosi il numero uno del mondo al termine di una prestazione definita “perfetta” persino dal suo coach Juan Carlos Ferrero. Lo spagnolo domina gli scambi, colpisce 42 vincenti e perde appena nove punti con la prima di servizio. Per il secondo anno consecutivo i due si spartiscono i quattro Major, segno evidente di un duopolio tecnico e mentale che non ha precedenti recenti. “La mia pratica è tutta orientata a capire come migliorare per battere Jannik”, ammette Alcaraz.
Il palcoscenico finale della loro saga annuale è quello, elettrizzante, delle Nitto ATP Finals di Torino. Qui Sinner chiude un cerchio iniziato un anno prima e completa la stagione più matura della sua carriera. Vince in due set grazie a un servizio trasformato dal lavoro con Darren Cahill e Simone Vagnozzi, decisivo per cancellare un set point nel primo parziale con una seconda a 117 miglia orarie. Sinner non perde un set per tutta la settimana, chiude con un perfetto 5-0 e si porta a casa un montepremi record. “Sento di essere un giocatore migliore rispetto allo scorso anno”, riflette a fine match. “È il processo che conta, e i risultati arrivano”.
È così che si conclude un’annata irripetibile, in cui Alcaraz e Sinner hanno incarnato una rivalità che trascende il tennis, trasformandosi in un evento sportivo globale. Hanno condiviso sei finali e otto titoli dello Slam in due stagioni, spingendosi a vicenda verso livelli di gioco mai visti. La sensazione, conferma ATPTour.com, è che il 2025 sia stato solo un capitolo e che il meglio debba ancora arrivare.
