Roma, 17 maggio 2025 – Se c’era un epilogo che il pubblico del Foro Italico sognava (a parte forse una finale tutta italiana tra Sinner e Musetti), era questo: Jannik Sinner contro Carlos Alcaraz. Italia contro Spagna. Numero 1 contro numero 3 del mondo. Due dei volti più luminosi del tennis mondiale pronti a scrivere una nuova pagina della loro rivalità in una finale che promette spettacolo, tensione e, soprattutto, storia.
Sarà la decima sfida tra i due e il bilancio pende leggermente dalla parte di Alcaraz, avanti 6-4. Ma i numeri, per quanto parlino chiaro, raccontano solo una parte di questa rivalità già entrata nella storia del tennis contemporaneo. Ogni incontro tra Sinner e Alcaraz è stato un romanzo a sé, fatto di scambi intensi, ribaltamenti emotivi e trame imprevedibili. L’ultimo atto è andato in scena a Pechino, nell’autunno 2024, con una finale tiratissima vinta dallo spagnolo al tie-break del terzo set (7-6, 6-1, 7-6). Nel 2024 ogni volta che si sono incontrati ha sempre vinto il murciano. Sulla terra rossa è rimasta epica la semifinale dei Rolland Garros con un epilogo al quinto setto dopo una battaglia infinita e senza esclusione di colpi 2-6, 6-3, 3-6, 6-4, 6-3. (qui il racconto di tutte le sfide)
D’altra parte all’appuntamento con la finale o la semifinale sempre, proprio dalla seconda metà del 2024 in poi, l’ha mancato Alcaraz, sconfitto anzitempo agli Open (vinti da Jannik), alle finals e poi agli Open di Australia di quest’anno.
“Jannik è un giocatore incredibile, ogni volta che ci affrontiamo so che devo dare il meglio del mio tennis,” ha dichiarato Alcaraz dopo la semifinale. “La nostra rivalità è qualcosa che mi motiva.”
Sinner non è stato da meno: “Con Carlos abbiamo già condiviso grandi battaglie. Giocare una finale qui, contro di lui, è una delle sfide più belle che potessi immaginare. Davanti al pubblico italiano sarà speciale.”
Sfida di stili
A rendere avvincente ogni loro incontro è la complementarità dei loro giochi. Sinner, più solido e verticale, letale quando riesce a prendere il tempo all’avversario con la sua potenza e precisione. Alcaraz, invece, è il funambolo della nuova generazione: variazioni, palle corte, colpi ad effetto, un mix che rende ogni suo match un laboratorio di soluzioni.
Il confronto tra la solidità mentale di Sinner – cresciuta esponenzialmente nell’ultimo anno – e la creatività istintiva di Alcaraz è una delle chiavi tattiche più interessanti. Sul rosso del Foro, sarà fondamentale capire chi riuscirà a dettare il ritmo e chi invece sarà costretto a rincorrere.
Più di una volta Alcaraz ha dichiarato di invidiare la continuità di Sinner, frutto di una sicurezza profonda e di una capacità di tenere un livello di gioco costante durante tutta la partita ed anche nell’ambito di un torneo. Cosa che invece il murciano ha fatto raramente, perdendo spesso il giorno dopo incontri di grande spesso.
Sinner sa bene, d’altro canto, come anche lui ha dichiarato in diverse occasioni, che Carlitos ha un bagaglio naturale di colpi superiore al suo. Una fantasia e una voglia dello show che, quando funzionano, rubano l’occhio. Se ispirato Alcaraz è praticamente impossibile da fermare.
La prova di questo dualismo si evince anche dalla leadership del ranking ATP. Alcaraz è stato precoce, veloce a raggiungere il vertice, ma poi l’ha perso in breve. Sinner da quando è diventato n. 1 è rimasto saldamente in sella. Difficile, molto difficile, sarà scalzarlo, anche dopo i Rolland Garros.
Quindi oltre al titolo degli Internazionali d’Italia, c’è in palio anche un pezzo di supremazia nella rivalità più importante del tennis attuale. La sfida di domani (domenica 18 maggio, ore 17:00, diretta Sky Sport e NOW) è più di una finale: è un manifesto del tennis del presente e del futuro. E Roma, per una volta, si sentirà davvero al centro del mondo.

