
Jannik Sinner è in semifinale a Wimbledon. Il numero uno del mondo batte Jan-Lennard Struff 7-5 7-6(4) 6-3 e si porta a due vittorie dalla conferma del titolo conquistato dodici mesi fa sui prati dell’All England Club. Non è stato il Sinner più brillante del torneo, né quello più continuo da fondo campo, ma è stato ancora una volta il Sinner dei punti che pesano. Freddo, lucido, chirurgico quando la partita ha rischiato di cambiare verso. Bisogna dire che in questa edizione dei Championship l’altoatesino non ha ancora brillato. Sbaglia ancora troppo, lo ricorda anche lui in sala stampa: “Se voglio andare avanti e superare le semifinali è meglio che aggiusti qualche cosa.”
L’azzurro giocherà venerdì la terza semifinale in carriera a Wimbledon, la decima complessiva in uno Slam. Di fronte avrà il vincente del quarto tra Novak Djokovic e Felix Auger-Aliassime. Un altro esame di livello massimo, dopo una partita in cui Sinner ha dovuto più gestire che travolgere. Struff, numero 74 del mondo prima del torneo e protagonista della miglior corsa Slam della carriera, ha confermato di essere un avversario scomodo sull’erba. Serve forte, accorcia gli scambi, scende a rete, toglie ritmo.
Sinner lo sapeva e ha impostato la partita con pazienza. Nel primo set il tedesco regge fino al 5-5, poi Jannik alza il livello in risposta. Tre palle break, due annullate da Struff con il servizio, la terza trasformata dall’azzurro. È il passaggio che decide il parziale. Sinner conferma il break e chiude 7-5, senza bisogno di accelerare oltre misura.
Il secondo set è il vero nodo della partita. Sinner trova subito il break nel terzo game, ma lo restituisce immediatamente. Struff cresce, spinge con il dritto, cerca la rete con maggiore convinzione e sul 5-4 arriva anche a set point. È lì che Sinner tiene in piedi il match. Prima robusta, ace, altro servizio vincente. Tre colpi secchi, tre messaggi. Il tedesco spreca l’occasione, il set scivola al tie-break e lì il numero uno del mondo torna padrone della scena: mini-break, vantaggio gestito, 7-4.
Da quel momento la partita cambia temperatura. Struff resta in scia, ma non trova più la stessa continuità al servizio. Sinner invece sale con la battuta, tiene i propri turni con autorità e aspetta il momento giusto. Arriva sull’ultimo turno di servizio del tedesco, quando l’azzurro si prende il break del 5-3 e va a chiudere dopo 2 ore e 35 minuti.
Il dato tecnico più importante è proprio il servizio. Sinner chiude con 16 ace, due doppi falli e un rendimento altissimo con la prima palla. Un colpo che oggi non è stato soltanto una soluzione diretta, ma il vero salvagente nei passaggi complicati. In sala stampa Jannik lo ha riconosciuto: la prestazione è stata “molto solida”, soprattutto per la capacità di servire bene nei momenti importanti. Ha spiegato che sul servizio il lavoro degli ultimi due anni non ha riguardato solo la velocità, ma la qualità della scelta: il movimento, il lancio di palla, il tempo, soprattutto il servizio giusto nel momento giusto.
Il secondo set resta la chiave emotiva del match. “Poteva finire in un altro modo”, ha ammesso Sinner dopo la partita. Vincere quel parziale ha cambiato completamente il peso della giornata: un conto è andare un set pari contro un giocatore aggressivo come Struff, un altro è salire due set a zero e poter gestire il terzo con maggiore libertà.
Sinner ha parlato anche della gestione fisica, tema inevitabile dopo quanto accaduto al Roland Garros: “Oggi, nonostante il caldo e una partita non semplice, mi sono sentito bene. E’ vero, fa caldo, ma non è quel caldo umido dell’Australia, con il calore che sale anche dal cemento.” poi, non perdendo la proverbiale ironia (e questo è positivo), ha detto: “Grazie di avermi ricordato di Parigi…”. Quella sconfitta, quella sofferenza è ancora una ferita aperta, che lavora sottotraccia nella testa del ragazzo. Forse per questo non siamo ancora riusciti a vedere il rosso che ci ricordavamo dominatore e determinato.
In conferenza ha ricordato che arrivare agli ultimi turni di uno Slam “non è mai normale” e che più il torneo va avanti, più gli piace giocare. È forse la frase più significativa della giornata: Sinner continua a vincere dando l’impressione di non aver ancora acceso tutto il motore.
