Sinner e Alcaraz: le dichiarazioni prima della finale

Le dichiarazioni di Sinner e Alcaraz alla stampa nelle 24 ore precedenti alla finale di oggi: cosa pensano i due tennisti uno dell'altro e della finale?

Una rivalità, perché sia tale, deve mettere a confronto stili e caratteri diversi e contrapposti ma di pari valore. E’ il caso di Sinner e Alcaraz che oggi si troveranno uno contro l’altro per il titolo agli Internazionali di Roma, che nessuno dei due ha mai vinto.

Carlos Alcaraz nelle ultime 24 ore ha deciso di non nascondersi e soprattutto di evitare buonismi inutili: “Non siamo amici. È difficile avere un’amicizia stretta con un tuo rivale, qualcuno che voglio battere.” I giornali italiani aggiungono anche che durante il periodo di sospensione dell’italiano non vi sono stati scambi di messaggi. Un’osservazione per certi versi banale, ci domandiamo infatti, perché ci sarebbero dovuti essere? Qualsiasi frase poteva sembrare ipocrita. Contano, a nostro avviso, le dichiarazioni pubbliche e da questo punto di vista Alcaraz non ha mai preso posizione: né colpevolista, né innocentista. Forse è stata la cosa migliore.

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Riguardo la finale di oggi, il murciano ha detto: “Non vedo l’ora di giocare la mia prima finale a Roma, sono soddisfatto del mio livello”. Effettivamente mai come in questo inizio di stagione Carlos sembra aver trovato continuità e condizione. Il suo vero obiettivo, come quello anche di Sinner, però, sono i RG. Quello di Roma è un passaggio. Sulla stampa inglese ricordano che il Carlos ha grande rispetto per Jannik: “Every time I play against him, it’s always a battle (ogni volta è una battaglia). I need to make sure my standards don’t drop, keep my body injury-free, and just try and do the right things.”

Da parte sua, il campione di San Candido riparte dalla partita incerta contro Tommy Paul: “Ogni partita è diversa, devo sperare di mettere i pezzi insieme per domenica, così da giocare ad un buon livello.”

C’è stato un problema che l’ha assillato per buona parte del torneo, dovuto forse proprio alla mancanza di giocare ad alti livelli in questi tre mesi, una vescica ai piedi: “Dalla terza partita ho una piccola vescica sotto il piede che non mi permette di muovermi bene in alcuni momenti” ma, come ricorda la stampa inglese, questa non può essere considerata una scusa: “There are no excuses and for Sunday, I am 100 per-cent not concerned.”

Redazione
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