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Sinner ha Alcaraz nel mirino: lo swing sulla terra può fare la differenza

Sinner Alcaraz - Immagine realizzata con AI

Jannik Sinner si gode il momento. Il successo al Miami Open del 2026, arrivato due settimane dopo Indian Wells, gli consente non solo di completare il “Sunshine Double”, ma anche di riaprire in modo concreto la corsa al numero 1 contro Carlos Alcaraz.

La vittoria di Miami è il tredicesimo “Big Title” in carriera per la ‘volpe rossa’, a due sole lunghezze dai 15 di Alcaraz. Il dato si inserisce in una tendenza precisa: dalla finale persa agli US Open 2025 proprio contro lo spagnolo, l’azzurro ha conquistato quattro titoli di questa categoria, tra cui il Rolex Paris Masters, le ATP Finals e i due Masters 1000 di Indian Wells e Miami. Nello stesso periodo, Alcaraz ha aggiunto solo l’Australian Open. Sinner sale così a sette titoli nei ATP Masters 1000, eguagliando Alexander Zverev tra i giocatori in attività e portandosi a una sola lunghezza dallo stesso spagnolo. I due sono ora appaiati anche nel totale dei titoli ATP: 26.

Oltre al palmarès, è la classifica a raccontare il cambio di scenario. Dopo Miami, Sinner ha ridotto il distacco dal numero 1 mondiale a 1.190 punti nel ranking ATP live. Un margine ancora significativo, ma nettamente inferiore rispetto ai 3.150 punti che separavano i due prima di Indian Wells.

La dinamica è legata anche al calendario e ai punti in scadenza. Sinner non difendeva nulla tra Indian Wells e Miami e ha capitalizzato al massimo, aggiungendo 2.000 punti con un mese perfetto, chiuso con un bilancio stagionale di 19 vittorie e 2 sconfitte. Al contrario, Alcaraz ha perso terreno con la semifinale in California contro Daniil Medvedev e l’eliminazione al terzo turno in Florida contro Sebastian Korda.

Il passaggio decisivo potrebbe arrivare ora sulla terra. Alcaraz dovrà difendere 4.300 punti nello swing europeo, frutto dei successi al Monte-Carlo Masters, agli Internazionali BNL d’Italia e al Roland Garros, oltre alla finale a Barcellona. Sinner, invece, ha appena 1.950 punti da difendere e non ne perderà fino a Roma. In questo contesto, la pressione si sposta sullo spagnolo. Alcaraz inizierà la sua 65ª settimana da numero 1, una in meno rispetto alle 66 già accumulate da Sinner, ma con un margine che potrebbe ridursi rapidamente nelle prossime settimane. A questo aggiungiamo le voci che vogliono il ritorno di Ferrero nello staff, a poco meno di tre mesi dalla fine del rapporto. Una soluzione che sinceramente non crediamo possibile, anche perché seppur perdendo terreno nei confronti di Sinner, Alcaraz nei mesi in cui ha giocato ‘libero’ dal coach tiranno, ha mostrato forse il suo miglior gioco e una testa libera da pensieri. Riguardo questo vale la pena ricordare lo scambio di battute con il proprio team durante la partita persa contro Korda: “Posso anche tirare alle lunghe – il senso delle sue parole – ma voglio tornare a casa, mi sono scocciato di stare qui!” a dimostrazione che il murciano ha bisogno ogni tanto di staccare la spina e tornare al calore della propria gente. Proprio quello che Ferrero gli contestava.

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