Con i Miami Open che si stanno avviando alla conclusione e l’inizio della stagione della terra battuta, è tempo di fare un po’ di conti riguardo la classifica ATP. Lunedì, quando questa verrà ufficialmente aggiornata con i risultati di Miami, Jannik Sinner sarà ancora largamente in testa con 10.330 punti. Sarà la sua 42^ settimana da leader e, grazie anche alle brutte prestazioni di Zverev e Alcaraz, ha la quasi certezza che non perderà la testa fino al suo rientro, a Roma. Dal punto di vista matematico, però, il tedesco può ancora superare Sinner.
Attualmente, infatti, Sasha ha 7645 punti. I suoi programmi sulla terra rossa prevedono la partecipazione ai Master 1000 di Montecarlo e Madrid e al Master 500 di Monaco. In palio, in caso di vittoria, ci sono 2500 punti. Lo scorso anno Zverev ha raggiunto gli ottavi di entrambi i mille e i quarti di Monaco, totalizzando in tutto 225 punti, che perderebbe. Pertanto, se dovesse vincere tutti e tre i tornei, si presenterebbe agli Internazionali d’Italia con 9920 punti (7645-225+2500). Sinner a quella data potrà contare 9730 punti, quindi circa 200 di meno.
Zverev leader è possibile, ma è anche credibile?
Quanto è credibile, però, che Zverev riesca in questo filotto, dopo averlo visto in azione nelle ultime apparizioni? Difficile immaginare cambiamenti improvvisi della condizione o grande stravolgimenti di valori. Indian Wells e Miami hanno dimostrato che il tedesco ha difficoltà a ritrovarsi, accusando troppo la sconfitta in finale proprio contro Sinner nel primo slam della stagione.
Vi è una generazione di rampanti che non sembra proprio subire la pressione psicologica e pronta quindi a farsi largo senza guarda in faccia nessuno. In California un ritrovato Draper ha battuto tutti i migliori. In Florida invece ragazzi come Fils e Mensik hanno stupito la concorrenza. In tutto questo c’è da registrare il ritorno di Djokovic a livelli elevati e poi la presenza di Alcaraz che dal punto di vista tecnico è il più forte del circuito. Insomma non sarà facile per Zverev riuscire a vincere tutti e tre i Master che gli permetterebbero di sopravanzare Sinner.
Da Roma a Parigi, chi sta meglio?
Commentatori ed appassionati in queste ore stanno gettando lo sguardo anche oltre gli Internazionali di Roma, per cercare di capire se Sinner sarà in grado di conservare la testa del ranking fino a Parigi e chiudere un anno da n. 1, cosa accaduta solo a quattro giocatori prima di lui da quando c’è l’ATP.
Certamente Roma è uno spartiacque. Sinner lo scorso anno sui tornei in terra ha raccolto poco, 0 punti a Roma (non partecipò) e 800 a Parigi (semifinale). Zverev vinse Roma (1000 pt) e fece la semifinale di Parigi (800 pt). Alcaraz si fermò ai quarti a Roma e vinse Parigi, per un totale di 2180 punti. Questi sono i punti che ognuno di loro perderà. Quelli che invece potranno conquistare dipenderà da quello che riusciranno a fare. Pertanto per Sinner sognare di chiudere l’anno da n. 1 è sicuramente possibile anche se la vera incognita riguarda quanto ci metterà a prendere il ritmo di un torneo. Tornare, da questo punto di vista, non è facile.

