Ci siamo chiesti, quando tornerà a giocare Sinner in che condizioni fisiche sarà, quanto tempo ci vorrà prima che riprenda a vincere? Non abbiamo risposte dirette, perché ogni fisico ha i propri tempi per entrare in forma, conservarla o perderla e poi ritrovarla. Per dare una risposta abbiamo quindi pensato più utile analizzare cosa è successo in passato ad altri giocatori, anche loro sospesi per questioni legate al doping.
E’ emerso che i ritorni dopo squalifica per doping variano molto in base alla durata della sospensione, alla condizione fisica e mentale del giocatore e al supporto del suo team. Mariano Puerta e Sara Errani sono esempi di ripartenze fulminee, mentre casi come quello di Sharapova evidenziano che periodi più lunghi possono rallentare il recupero. Quanto accaduto alla Swiatek, poi è altro elemento da tenere in conto. Anche sanzioni relativamente brevi possono avere conseguenze pesanti sul ranking, soprattutto se si è al vertice e si ha la pressione di difendere un ampio numero di punti guadagnati nei tornei recenti.
Essere n. 1 o n. 2 del ranking e quindi di un tabellone dello Slam non è cosa secondaria. Nel primo caso, qualora si proceda secondo logica e pronostico, in semifinale si dovrebbe incontrare il n. 4 del ranking. Ben più difficile una semifinale giocata tra il n. 2 e il n. 3. Quindi perdere la testa del ranking potrebbe anche significare maggior tempo per tornare al vertice se non addirittura la possibilità di non tornarci più. Forse proprio per questo la maggior parte dei commentatori sono attenti ai progressi dei due maggiori avversari del giocatore sudtirolese nei tornei che stanno giocando.
Ma entriamo ne dettaglio con una panoramica di alcuni casi significativi di tennisti che, dopo una squalifica per doping, sono riusciti a tornare in campo e a vincere.
1. Mariano Puerta
- Contesto: L’argentino Puerta fu squalificato per doping nel 2004 con una sospensione di 9 mesi.
- Ritorno e risultati: Dopo la sospensione, Puerta tornò in campo e, nel 2005, raggiunse la finale del Roland Garros, dimostrando un ritorno spettacolare.
- Tempistica: In meno di un anno, dalla sospensione alla finale di un Grande Slam.
2. Sara Errani
- Contesto: Errani fu coinvolta in un caso di doping legato a una contaminazione accidentale da letrozolo nel 2017.
- Ritorno e risultati: La sospensione fu breve (alcuni mesi) e la tennista fece il suo ritorno partecipando ai tornei di qualificazione e poi vincendo partite importanti in tabelloni principali e su circuito ITF.
- Tempistica: La sua ripartenza fu relativamente rapida, con vittorie già nelle prime fasi del suo rientro dopo la sospensione.
3. Maria Sharapova
- Contesto: Anche se non sempre citata come “doping” nel senso classico, Sharapova fu squalificata per 15 mesi a seguito del caso meldonium nel 2016.
- Ritorno e risultati: Al suo rientro nel 2017, nonostante un periodo di inattività di oltre un anno, Sharapova riuscì a vincere alcuni incontri e a mostrare il suo talento, pur non riuscendo subito a replicare i suoi traguardi del passato.
- Tempistica: Con una sospensione più lunga, il percorso per tornare al top richiese tempo, ma le prime vittorie arrivarono già pochi mesi dopo il rientro.
4. Daniel Evans
- Contesto: Evans fu squalificato per un anno a seguito di un test positivo per cocaina (pur trattandosi di una sostanza non classica per il doping migliorativo, il caso fu comunque mediatico).
- Ritorno e risultati: Al suo rientro nel 2018, Evans ricominciò a competere e a ottenere vittorie, dimostrando di poter recuperare la forma nonostante il periodo di inattività.
- Tempistica: Dopo una sospensione di circa 12 mesi, riuscì a reinserirsi nel circuito e a vincere incontri nelle fasi di qualificazione e nei tabelloni principali.
5. Iga Swiatek
Nel novembre dello scorso anno, l’allora n.1 mondiale ha accettato una sospensione di un mese a seguito del test positivo per il trimetazidine, una sostanza proibita. Secondo le autorità, la presenza di trimetazidine era stata rilevata in dosi minime, e la spiegazione avanzata dalla tennista era che si trattava di una violazione non intenzionale, senza alcun vantaggio competitivo reale. La sanzione breve le ha permesso di riprendere la sua attività nei tornei successivi, mantenendo alta la sua competitività sul circuito mondiale. La mancata partecipazione a tornei di alto livello le ha comportato una significativa perdita di punti nel ranking. In un circuito dove ogni partita conta, la breve interruzione ha avuto un impatto notevole sulla classifica, facendole perdere la testa della classifica mondiale.
