
Jannik Sinner continua a confermarsi bestia nera di Alex de Minaur anche se questa volta il tennista australiano è sembrato più vicino all’avversario. L’azzurro l’ha battuto per l’undicesima volta consecutiva in occasione della semifinale del China Open, imponendosi con il punteggio di 6-3, 4-6, 6-2 dopo due ore e venti minuti di battaglia. Con questo successo, il numero due del mondo centra la 30ª finale in carriera a livello ATP e la nona consecutiva sul cemento. Sembra però sofferente, non solo per i crampi che l’hanno infastidito nel secondo set, ma per l’approccio alle partite da qualche settimana a questa parte. La sconfitta contro Alcaraz negli Open ha lasciato qualche strascico nella testa del campione della Val Pusteria che adesso è mano sicuro dei propri mezzi. Anche perché sta provando qualcosa di diverso, consapevole che il suo miglior gioco non riesce ad impensierire il miglior Alcaraz. Quindi si è messo in testa di cambiare qualcosa, e in questi mesi naviga in una terra di mezzo che gli toglie anche fiducia.
La partita ha mostrato, più che in passato, l’equilibrio tra i due: De Minaur ha saputo reagire nel secondo set, sfruttando un calo di intensità dell’italiano e riducendo al minimo gli errori gratuiti (solo otto contro i venti di Sinner). Ma nel parziale decisivo l’altoatesino ha alzato nuovamente il livello, trovando subito il break che gli ha dato fiducia e gli ha permesso di prendere in mano lo scambio con il suo dritto potente e preciso.
«Il livello è stato molto alto, ci sono stati tanti scambi intensi e occasioni per entrambi» ha dichiarato Sinner a fine match. «Nel secondo set non ho sfruttato le mie chance, lui sì. Nel terzo ho provato ad alzare il ritmo e il break immediato mi ha dato fiducia. Sono molto felice perché contro di lui è stata una partita diversa dal solito, molto equilibrata».
Alla fine hanno fatto la differenza l’aggressività da fondo campo e la capacità di Sinner di comandare gli scambi anche nei momenti delicati. Nonostante una percentuale non brillante di prime nel set decisivo (52%), l’italiano ha compensato con un dritto devastante, capace di colpire con qualità (9.8 la media statistica) e precisione, chiudendo la porta a ogni velleità di rimonta del rivale.
Con questo risultato, Sinner diventa il secondo giocatore della storia dopo Novak Djokovic (2012-2015) a raggiungere per tre volte consecutive la finale del torneo di Pechino. Dopo il trionfo del 2023 e la sconfitta contro Alcaraz nel 2024, proverà mercoledì ad arricchire il proprio palmarès contro Daniil Medvedev o il giovane statunitense Learner Tien.
Il 2025 dell’azzurro resta, nonostante le sconfitte contro Alcaraz, impressionante: finale raggiunta in sette degli otto tornei disputati, titoli già messi in bacheca all’Australian Open e a Wimbledon, e l’obiettivo di inseguire il 21° titolo in carriera. A Pechino, inoltre, Sinner si gioca punti preziosi per la corsa al numero 1 di fine stagione, in un duello serrato con Carlitos, che lo precede di 2.590 punti nella Race to Turin.
Per De Minaur, che resta ancora a secco di vittorie contro Sinner, la semifinale cinese rappresenta comunque un passo importante verso la qualificazione alle Nitto ATP Finals: il 26enne australiano sale al settimo posto nella Race, con un margine di 640 punti sul decimo, Felix Auger-Aliassime.
