
Jannik Sinner liquida più velocemente del previsto Francis Tiafoe con un doppio 6–2. Un match senza storia, dominato dall’altoatesino, capace di mettere a referto 32 vincenti e 15 ace, ma soprattutto di dare una dimostrazione di controllo e superiorità tecnica.
Eppure, l’incontro contro Tiafoe presentava un doppio scenario: un rischio e un’opportunità.
Il rischio era rappresentato dalla crescente carica agonistica dell’americano, che avanzando nel torneo sembrava ritrovare il tennis dei giorni migliori. Dall’altra parte c’era però un numero 2 del mondo che, pur avendo sofferto nel turno precedente, continua ad alimentare la propria striscia: con questa vittoria sono 30 i set consecutivi vinti nei Masters 1000, ben oltre il precedente record di Novak Djokovic. La serie resta aperta e potrebbe prolungarsi ancora, con una semifinale che si preannuncia contro Zverev o Cerundolo, già capace di batterlo qui a Miami in passato.
Poi c’era l’opportunità, che Sinner ha colto con la consueta eleganza. Nella coda del match è riemerso un episodio che riportava alla memoria il precedente tra i due, quando Tiafoe aveva colpito ripetutamente Sinner senza poi scusarsi. Questa volta la situazione si è ribaltata: nel penultimo game è stato l’americano a subire una schiacciata, probabilmente involontaria. Sinner si è fermato immediatamente per scusarsi e sincerarsi delle condizioni dell’avversario. Tiafoe ha accennato un sorriso, forse comprendendo la differenza.
A fine partita, l’azzurro ha spiegato così la gestione del match:
“Ho iniziato con un break di vantaggio e questo mi ha dato fiducia. Di fronte alla sua aggressività mi sono concentrato sul mio gioco, ho mantenuto la calma e ho cercato di sfruttare le occasioni”.
Sulle condizioni dopo Indian Wells, Sinner è apparso lucido:
“Non mi manca la voglia di vincere. Ho giocato tanto e affrontato avversari di alto livello, questo mi ha aiutato a restare concentrato. È stata una partita difficile, ma credo che Francis fosse un po’ stanco. Ha provato a sorprendermi con un gioco aggressivo, ma il break iniziale mi ha facilitato”.
