Jannik Sinner vince gli US Open risolvendo la pratica Taylor Fritz con una facilità forse maggiore rispetto alla semifinale contro l’amico Draper. Il punteggio finale è 6/3 6/4 7/5.
Con questo successo il rosso del tennis mondiale si prende il secondo major dell’anno, consolida la leadership APT, mette una grande ipoteca riguardo la stessa posizione nel ranking anche a fine anno, e, soprattutto, pareggia il conto degli slam nel 2024 con il suo vero antagonista generazionale, ovvero Carlitos Alcaraz.
Ultimo, ma non meno importante, per una notte si mette dietro le spalle la brutta storia di doping, che ha agitato le sue notti estive (“durante Wimbledon non ho dormito per alcune notti per la preoccupazione” ha affermato). Sarà una notte di festa per poi attendere la mezzanotte di lunedì, quindi ancora 24 ore, per archiviare definitivamente questa brutta storia. Soltanto allora, infatti, la WADA non potrà più impugnare la decisione della ITIA (qui la decisione).
Ma lasciamo i fantasmi di una eventuale impugnazione e poi di squalifica (con effetti devastanti anche per l’immagine complessiva) per tornare al match di oggi. Parte bene Sinner, che strappa il servizio all’americano subito. Neanche il tempo di festeggiare, però, che Fritz si riprende il break e viaggia in parità fino al 3 pari. Poi Sinner, con apparente e irrisoria facilità, si prende due break e il set, in quasi 40′.
Il secondo parziale segue il copione del primo, con una unica differenza: Fritz improvvisamente inizia a servire bene, anche meglio di tutto il torneo. Porta a casa i giochi di servizio sempre a zero, mentre Jannik è costretto a soffrire un po’ di più nei suoi turni, complice anche una percentuale di prime bassa. Sembra, quindi, che in difficoltà sia l’italiano. Ma quando Fritz va a servire per rimanere nel set, improvvisamente perde efficacia nei servizi e cede il set. Sembra un calo dell’americano ma in sostanza è Sinner che alza il ritmo nel momento che conta. Inoltre l’italiano dimostra di aver compreso come anestetizzare il servizio dell’americano, attendendo più lontano dalla linea di fondo, sia nella prima che nella seconda.
Il terzo set appare ancora più drammatico. Si viaggia appaiati fino al 4 pari. Sinner, dopo aver sprecato due palle break, si trova a cedere il proprio servizio con tutto lo stadio in piedi a sostenere il beniamino locale. Fritz va sul 5 a 4 e, con il servizio a disposizione, si appresta ad allungare la partita. Ma questo non accade. Il Rosso italiano infila tre giochi di seguito e chiude il match con un 7/5 nell’ultimo parziale.
Sul Arthur Ashe Stadium cala il silenzio. La delusione, per il popolo Usa è palpabile. Sinner, con la consueta grazia nei saluti finali, ringrazia il pubblico e lo stadio per la correttezza. Poi dedica la vittoria alla zia, gravemente malata: “C’è qualcosa di più importante del tennis e delle vittorie, è la salute. La cosa più bella che posso augurare a tutti voi – rivolgendosi al pubblico – è quella di poterla conservare il più a lungo possibile. Non sempre è così.”
Sono tanti i record di Sinner: è il primo italiano nella storia a vincere gli US Open, è il quarto giocatore a fare doppietta nello stesso anno Open Australia e Open Usa, succede a Djokovic nell’albo d’oro. Proprio l’assenza del serbo nel 2024 in uno dei quattro slam ci dice anche che è finita un’epoca, quella dei fab 4 (Federer, Nadal, Murray, Djokovic), ed è iniziata quella di Sinner Alcaraz.
Guardando avanti, ai prossimi appuntamenti, preso atto dell’assenza in Coppa Davis (pare concordata con Volandri, ma stona dopo il forfait alle Olimpiadi), Sinner ha come obiettivo una serie di Master 1000 e, soprattutto, le Finals di Torino, che dovrebbero definitivamente sancire chi è stato il migliore tennista del 2024 tra lui e il giovane spagnolo.
Sempre che WADA non decida di fare ricorso. Attendiamo martedì per festeggiare.
