
Jannik Sinner è a una partita da un altro pezzo di storia. Domenica 3 maggio, non prima delle 17.00, il numero uno del mondo affronterà Alexander Zverev nella finale del Mutua Madrid Open, sul Manolo Santana Stadium della Caja Mágica. In palio non c’è soltanto il titolo del Masters 1000 spagnolo, ma la possibilità per l’azzurro di diventare il primo giocatore capace di vincere cinque tornei consecutivi di questa categoria, dopo i successi a Parigi 2025, Indian Wells, Miami e Monte-Carlo 2026. L’orario ufficiale della finale è confermato dall’ATP: domenica 3 maggio, non prima delle 15.00.
La partita sarà visibile in Italia su Sky Sport Uno e Sky Sport Tennis, con streaming su NOW. Per chi non è abbonato, la soluzione in chiaro non arriva dall’Italia ma dalla Spagna: RTVE ha annunciato la diretta su Teledeporte e RTVE Play, piattaforma gratuita del servizio pubblico spagnolo. La disponibilità dello streaming può dipendere dalle restrizioni territoriali, ma il riferimento ufficiale per l’estero, in particolare dalla Spagna, è quello.
Sinner arriva alla finale con una striscia aperta di 22 vittorie consecutive e con un percorso che, dopo il set perso all’esordio contro Benjamin Bonzi, è diventato sempre più netto. L’azzurro ha infilato dieci set consecutivi, fino alla semifinale vinta contro Arthur Fils per 6-2 6-4, una prova di controllo tecnico e mentale contro uno dei giocatori più in forma del momento. Reuters ha ricordato come il successo su Fils abbia confermato la corsa di Sinner verso il quinto Masters 1000 consecutivo e verso la prima finale della carriera a Madrid.
Di fronte ci sarà però un avversario che a Madrid ha sempre trovato condizioni favorevoli. Zverev ha già vinto due volte il torneo, conosce bene l’altura della capitale spagnola e ha costruito la sua finale soprattutto attorno al servizio. Nei quarti contro Flavio Cobolli e in semifinale contro Alexander Blockx ha superato l’80% di punti vinti con la prima, dato che spiega bene quale sarà una delle chiavi della partita: se il tedesco riuscirà ad accorciare gli scambi e a tenere alta la percentuale di prime, potrà provare a spostare la finale su un terreno meno comodo per Sinner.
La storia recente, però, dice altro. Sinner conduce 9-4 nei precedenti e ha vinto gli ultimi otto confronti diretti. Zverev lo ha incrociato nelle ultime quattro tappe Masters 1000, sempre perdendo in semifinale: Parigi, Indian Wells, Miami e Monte-Carlo. A Madrid il duello si alza di un gradino, perché questa volta il titolo è in palio e perché il tedesco ha nel torneo spagnolo uno dei luoghi più importanti della propria carriera.
Zverev, alla vigilia, ha riconosciuto il livello dell’avversario: “È il numero uno del mondo e non perde una partita dall’inizio di febbraio. In questo momento è sicuramente il miglior giocatore del mondo. Dovrò giocare un tennis molto, molto buono per avere una possibilità”. È una fotografia onesta del momento: il tedesco ha il servizio, l’esperienza e il rapporto speciale con Madrid; Sinner ha continuità, fiducia e una capacità sempre più evidente di trovare soluzioni diverse dentro la stessa partita.
Il dato più interessante della crescita dell’azzurro, infatti, non è soltanto la solidità da fondo. A Madrid Jannik ha mostrato più variazioni, palle corte, cambi di ritmo, gestione del campo in avanti. Non è più soltanto il giocatore che soffoca l’avversario: è un numero uno che sta imparando a vincere anche togliendo riferimenti, senza perdere la sua identità aggressiva. “Mi piace giocare seguendo l’istinto”, ha spiegato parlando dei momenti importanti. “Preferisco andare sulla palla e sbagliare piuttosto che aspettare l’errore dell’avversario”.
La finale di Madrid arriva anche in un momento pesante per il ranking. Il ragazzo di San Candido ha già allungato su Carlos Alcaraz nella classifica live, mentre lo spagnolo è fermo per infortunio nel resto della stagione sulla terra. Zverev, dal canto suo, ha consolidato la terza posizione mondiale e cerca il terzo titolo in carriera a Madrid. La sensazione è che la finale sia soprattutto un referendum sulla nuova dimensione dell’italiano: vincere anche qui significherebbe chiudere il cerchio dei grandi tornei sulla terra prima di Roma e Roland Garros, confermando una superiorità che ormai non riguarda più una superficie sola.
