varieSkipass 2025-2026, prezzi alle stelle: rincari fino al 13% da Livigno a...

Skipass 2025-2026, prezzi alle stelle: rincari fino al 13% da Livigno a Zermatt

L’inverno 2025-2026 conferma un trend che ormai sembra inarrestabile: sciare costa ogni anno di più. Lo rileva Altroconsumo, che ha analizzato 44 località sciistiche italiane e alcune stazioni di riferimento oltreconfine, evidenziando un aumento medio del 4% per lo skipass giornaliero e del 4,4% per l’abbonamento da cinque giorni. Numeri che raccontano una stagione destinata a pesare sempre di più sul portafoglio delle famiglie e degli appassionati, con differenze marcate tra regioni, comprensori e Paesi.

Quanto si spende per sciare: il costo reale di una giornata

https://www.cronacheturistiche.it/wp-content/uploads/2025/12/altro-consu1.jpeg

Il dato più immediato è il prezzo giornaliero dello skipass, il titolo più acquistato da chi sale in montagna anche solo per un weekend. Nel campione esaminato, in Italia si va dai 36 euro di Champorcher agli 86 euro di Dolomiti Superski, mentre una famiglia di tre adulti deve mettere in conto da 188 a 260 euro solo per accedere agli impianti. All’estero la forbice si allarga ulteriormente: a Zermatt, con il collegamento verso Cervinia, la spesa giornaliera può arrivare a 370 euro.

Una dinamica resa ancora più evidente dalle immagini di sintesi pubblicate da Altroconsumo, che mostrano una crescita omogenea in molte aree del Paese ma con picchi sensibili soprattutto in Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige e nei comprensori internazionali.

Dolomiti e Trentino-Alto Adige: tariffe ormai da “élite”

La porzione più costosa della Penisola resta quella dolomitica. In Trentino-Alto Adige la gran parte delle località principali aumenta da 77 a 80 euro: Plan de Corones, Alta Badia, Tre Cime e Val Gardena viaggiano ormai stabilmente nella fascia più alta del mercato. L’aumento non è enorme in percentuale, ma pesa il livello già elevato delle tariffe.

A Madonna di Campiglio l’incremento è più deciso: da 79 a 85 euro (+7,6%). In Veneto, Cortina d’Ampezzo sceglie una strategia più “soft”: crescita del 3,9%, ma il giornaliero vola comunque a 80 euro.

Dolomiti Superski, con un salto da 83 a 86 euro (+3,6%), consolida di fatto il primato tra i comprensori italiani più costosi.

Sport24h su Telegram
Entra nel canale ufficiale
Notizie essenziali, risultati in tempo reale e analisi selezionate. Niente spam. Solo sport.
Iscriviti al canale

Piemonte: Alagna vola a +13%

Il Piemonte presenta una situazione più sfaccettata. Limone e Bardonecchia restano ferme, mentre la Vialattea sale da 54 a 57 euro. Il balzo più significativo è però quello di Alagna Valsesia, che passa da 54 a 61 euro: +13,1%, uno dei rincari più alti dell’intera indagine.

Lombardia: Livigno tra i casi più critici

In Lombardia il rincaro medio è del 5%, ma è Livigno a emergere come caso emblematico: da 65 a 71 euro (+10,1%). Una crescita a doppia cifra che porta la località valtellinese stabilmente nella fascia più alta del mercato nazionale. Decisamente più contenuto il ritocco a Bormio (+1,7%).

Valle d’Aosta: dagli estremi di Champorcher agli 87 euro di Cervinia

La Valle d’Aosta rimane la regione con la maggiore variabilità interna. Champorcher, pur aumentando da 35 a 36 euro, conferma lo skipass più economico d’Italia. Sull’altro versante, il collegamento Cervinia-Zermatt raggiunge 87 euro acquistando in Italia, mentre dal lato svizzero lo stesso ticket tocca l’equivalente di 125 euro, risultando di fatto il più caro dell’intera indagine.

Courmayeur resta tra le località più costose della regione a 69 euro, mentre le fasce intermedie – Pila e La Thuile a 58 euro – si mantengono su livelli più accessibili.

Friuli-Venezia Giulia: l’unica regione senza aumenti

Piancavallo, Sella Nevea, Zoncolan e Tarvisio scelgono la linea della stabilità: 44 euro come nella stagione precedente. Una strategia difensiva, ma anche vincente dal punto di vista della competitività, soprattutto nei confronti dei grandi comprensori alpini.

Appennino: tra stallo e accelerazioni

La dorsale appenninica presenta una media del +3,8%, ma con politiche molto diverse da area a area. Campo Felice e Roccaraso mantengono i listini invariati (43 e 58 euro), mentre Ovindoli adotta uno dei ritocchi più alti dell’intera area: da 42 a 46 euro (+10%). Il Cimone (Sestola) registra un +5,8%, con il giornaliero che sale a 55 euro.

Oltreconfine: Zermatt e Sankt Moritz guidano i rincari

All’estero, Chamonix sorprende per la stabilità dei suoi 71 euro. Molto diversa la situazione in Austria e Svizzera: Kranjska Gora sale a 49 euro, Nassfeld a 70. A Sankt Moritz si arriva a 103 euro, mentre Zermatt passa da 94 a 106 euro (+13,1%).
Il collegamento Zermatt-Cervinia, già citato, diventa l’emblema della stagione: 125 euro giornalieri e +13,2% in un solo anno.

https://staticfanpage.akamaized.net/wp-content/uploads/sites/33/2025/12/image003.jpg

Cinque giorni in pista: risparmio minimo, prezzi massimi

La dinamica dei rincari si riflette anche sugli abbonamenti di cinque giorni, con un aumento medio del 5,8% sull’Appennino e del 4,4% complessivo. Il risparmio rispetto alla somma di cinque giornalieri è sempre più contenuto: in media solo il 12%, cioè poco più di 40 euro.

Il pacchetto più economico resta quello di Champorcher (160 euro), seguito dalle località del Friuli-Venezia Giulia ferme a 182,50. Sul versante opposto, le cifre diventano impegnative: Livigno sfiora i 315 euro, Dolomiti Superski arriva a 380, Madonna di Campiglio a 373, mentre il Superskirama Dolomiti Adamello-Brenta tocca i 386 euro.
All’estero i numeri lievitano ulteriormente: Sankt Moritz arriva a 463 euro, mentre Zermatt-Cervinia conquista un triste primato a 469 euro, il più caro del campione.

Sciare resta un lusso? La fotografia di una stagione

L’indagine Altroconsumo mette in luce un quadro chiaro: la montagna continua ad affascinare, ma l’accesso alle piste diventa ogni anno più oneroso. Le differenze territoriali restano notevoli, ma il trend è uniforme: si spende di più ovunque, con punte che in alcune località superano il 10% in una sola stagione.

A incidere sono i costi energetici, la gestione degli impianti, la crescente necessità di neve programmata e – non ultimo – un mercato turistico che punta sempre più a un’offerta di fascia alta. Per chi ama sciare, la realtà è che programmare in anticipo, valutare comprensori meno blasonati e monitorare eventuali promozioni online sono ormai strategie indispensabili per contenere la spesa.

LEGGI ANCHE

Redazione
Redazione
Il team editoriale di Sport24h è composto da giornalisti e analisti sportivi impegnati nella selezione e verifica quotidiana delle notizie. Questo profilo gestisce i flussi informativi provenienti da agenzie, comunicati ufficiali e uffici stampa, garantendo un’informazione accurata e aderente ai fatti. Ogni contenuto è supervisionato dalla nostra direzione per assicurare il rispetto degli standard editoriali della testata.

Calendario sportivo 2026

Ultimi articoli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui