Bruno Brunod, 54 anni, valdostano doc di Chatillon, campione del mondo di skyrunning e leggenda della corsa in montagna, si racconta in Skyrunner, il corridore del cielo (Mondadori Electa, pag. 144, € 19,90, dal 26 luglio in libreria), libro che vuole essere un omaggio alla salita, un’alleata preziosa, una compagna fedele, come lui stesso la definisce. “Salire significa impegnarsi nella vita e crescere”, ed è grazie ai suoi primi passi in montagna e all’abitudine alla fatica della salita che Brunod ha stabilito i record di ascesa di molte cime nel mondo, diventando testimonial dei valori dello sport e della montagna e un esempio per i più giovani come Kilian Jornet Burgada, che del suo maestro scrive:

“Bruno insegna con un grande sorriso, contagioso – dice Gabriele Accomero che, insieme a Luca Masia, ha affiancato l’autore nella redazione del libro –. Parla della sua terra, delle sue montagne, e poi alleggerisce tutto con le battute di spirito, le storie divertenti, la gioia della vita. Questa è la persona dietro al mito, l’uomo che quando lo conosci ti impressiona più per gli occhi e il sorriso che per il valore delle imprese sportive perché Bruno è capace di scaldare il cuore della gente e nessuno può fare a meno di volergli bene. Probabilmente senza saperlo ha fatto volare uno sport: lo skyrruning. Bruno è riuscito a dare una forma alla corsa nel cielo: una dimensione mitica e una visibilità che ha portato le generazioni future a scoprire questo sport”.

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