Sopralluogo Mondiale Imola 2020: “Duro e spettacolare”

Davide Cassani, Diego Ulissi e Andrea Bagioli sono tutti concordi nel dire che non sarà un mondiale per scalatori, ma duro e spettacolare.

Sopralluogo Mondiale Imola 2020: “Duro e spettacolare”

IMOLA – La ricognizione, nella giornata di oggi, di Diego Ulissi e Andrea Bagioli sul percorso del Mondiale Strada di Imola rivela un elemento non secondario: non sarà un mondiale per scalatori. Francesi, quindi, apparentemente fuori gioco, visto che i transalpini possono schierare una buona serie di grimpeur.

Ma se non sarà un mondiale per scalatori, che mondiale sarà?

Cassani, Ulissi e Bagioli dicono in coro: “duro e spettacolare…”. Abbiamo già capito che c’è il rischio serio di vedere sotto lo striscione per la quarta volta Pete Sagan. Oppure ancora un francese: Julien Alaphilippe. O anche Van Aert. Oppure Van de Poel. Chiunque sia, non è italiano ed è sicuramente un campione.

Per sfogliare la margherita dei campioni c’è tempo. Per ora concentriamoci sulle dichiarazioni di Cassani, Ulissi e Bagioli.

Per il CT Davide Cassani è un percorso duro, ma non per scalatori puri, perché non ci sono salite così lunghe e impegnative: “Abbiamo effettuato un giro del percorso senza entrare nell’Autodromo. Abbiamo la consapevolezza che ne uscirà un mondiale duro perché c’è poca pianura. Ci sono due salite, la prima Mazzolano e l’atra Gallisterna che si faranno sentire. Dopo la seconda salita ci sono quasi tre chilometri di sali e scendi e anche in autodromo non c’è poi cosi tanta pianura. Questo vuol dire che i tempi di recupero saranno ridotti.

Non è un percorso per scalatori puri, perché le salite, per quanto impegnative, sono brevi. Sono certo che ne uscirà un mondiale spettacolare.”

Naturale gettare uno sguardo sugli uomini che comporranno la Nazionale. “Ho in testa quella che pensavo per la Svizzera, salvo Ciccone, naturalmente. Con lui si perde una pedina importante. Per la prova a cronometro il percorso sarà diverso: pianeggiante con un paio di strappetti sul finale e misurerà 32 km.”

Stesse impressioni per Diego Ulissi: “E’ un percorso un po’ diverso da quello che ci aspettava in Svizzera anche se dislivello e chilometraggio restano notevoli. Le due salite sono durissime. Necessita di uomini bravi ad interpretare le diverse situazioni, con un buon fondo, perché il circuito non aiuta il recupero. Sarà necessario gestire bene la prima parte della gara; stare davanti senza rischiare di subire la corsa, correre al coperto per evitare un eventuale recupero che potrebbe consumare energie preziose. Penso che la gara si animerà a tre giri dal termine. Il finale? E’ aperto a varie soluzioni”.

Andrea Bagioli: “Durissimo, non pensavo! Ci sono solo due salite con poche curve a cui seguono tanti sali e scendi. Non c’è il tempo di respirare. Dopo 9 giri nelle gambe un circuito di questo genere certamente farà selezione. Secondo me la seconda salita sarà quella che, nelle tornate conclusive, deciderà la gara.”.

Andrea Bagioli è uno dei giovani più in evidenza in questo scorcio di stagione, ma per il Mondiale ci sono ancora tanti corridori italiani che potrebbero trovare posto nella Nazionale: “Ci sono corridori più esperti rispetto a me… Oggi è stato un onore rispondere alla convocazione di Davide ed effettuare il sopralluogo sul circuito.. Secondo me verrà fuori una corsa spettacolare”.

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