Covid-19: le proposte di Palestre e Centri Fitness per la Fase 2

Il Mondo dello sport si sta interrogando sui problemi derivanti dall'emergenza sanitaria; pochi si preoccupano (oltre logicamente i diretti interessati) delle Palestre e Centri Fitness spesso tenuti da società a scopo di lucro e pertanto non rientranti nella galassia dell'associazionismo sportivo.

Covid-19: le proposte di Palestre e Centri Fitness per la Fase 2

E’ stato approvato e pubblicato il decreto attuativo per i 600 euro alle collaborazioni dilettantistico sportive. Da oggi, sul sito Sport e Salute, dalle ore 14,00 è possibile presentare la domanda, sempre che si abbiano i requisiti richiesti, illustrati (qui il decreto attuativo e qui le faq per tutti i dubbi).

Ci sono state diverse polemiche riguardo l’importo e il limite di 10.000 euro. Si cercherà di fare meglio il prossimo mese.

Il Mondo dello sport si sta interrogando sui problemi derivanti dall’emergenza sanitaria. Le società sportive di ogni disciplina subiranno sicuramente un danno che starà alle federazioni e alle associazioni riuscire a quantificare. Il mondo del calcio, ricco e arrogante, si preoccupa di tagliare gli stipendi ai calciatori e di riprendere quanto prima il campionato. Ci sono grandi interessi in “gioco”, ma la sopravvivenza dello sport di base non è un problema solo del calcio.

Tutti, chi più chi meno, si erge a paladino degli interessi della propria disciplina sportiva. Pochi quotidiani si domandano quale sarà il destino dei centri fitness e delle palestre. Molte sono gestite da società con scopo di lucro e pertanto non rientrano nell’arcipelago dell’associazionismo sportivo.

Eppure si tratta di un “presidio” di salute pubblica importante per la salute del nostro paese. Oggi abbiamo trovato su La Stampa una comunicazione “a pagamento” da parte degli operatori del settore. Che siano stati costretti a pagare per far sentire la propria voce indica che forse nessuno li prende in considerazione.

Di seguito il testo della comunicazione pubblicitaria che invece a nostro avviso contiene importanti elementi e suggerimenti per poter prefigurare uno sport nella Fase 2 dell’emergenza. Tra le proposte la detraibilità, in Dichiarazione dei redditi, delle spese per l’attività fisica da parte di tutti, senza limiti d’età e di spesa. Sarebbe, solo questa, una misura rivoluzionaria che meriterebbe di essere presa in considerazione seriamente. Con l’effetto benefico di sollevare le famiglie da costi importanti e di portare beneficio a tutto il sistema sportivo italiano, non solo alle palestre e centri fitness.

Jules Elysard

“PROPOSTE DAI CENTRI FITNESS E SALUTE PER LA RIPRESA Illustri Presidente del Consiglio e Ministri,

noi operatori del settore Fitness per lo Sport e la Salute, desideriamo richiamare la Vostra attenzione sull’urgenza di dare risposte forti e concrete al settore del fitness e del wellness colpito in maniera durissima dalla chiusura dei nostri centri in tutta Italia. Parliamo a nome di un settore che conta quasi 25.000 aziende e ha un fortissimo impatto economico e sociale sul Paese:

– 20 Milioni di italiani grazie alle nostre attività si prendono cura della loro salute – Oltre 5 milioni di bambini frequentano i nostri corsi
– 120.000 posti di lavoro
– 12 Miliardi di Euro di giro d’affari annuo

– Ingenti investimenti in innovazione, tecnologie, edilizia e arredi

Se aggiungiamo gli impianti sportivi, le cifre indicate salgono a 100 mila strutture e 1 milione di addetti.

Oltre all’impatto economico generato dalle nostre imprese, il nostro settore crea un enorme valore sociale in termini di educazione ai sani stili di vita e alla prevenzione per combattere i rischi di obesità, soprattutto infantile, malattie cardiovascolari e tumori.

Come affermato in modo forte e chiaro dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’esercizio fisico è un potente farmaco efficace contro le principali malattie croniche, ma troppo spesso ce ne dimentichiamo. La palestra è soprattutto un investimento in salute: star bene conviene. Alle persone, allo Stato, alle imprese.

Proprio in questo momento, tra l’altro, la sedentarietà che la situazione impone incrementa l’esigenza di favorire l’esercizio fisico al fine di rafforzare le difese immunitarie, di migliorare il funzionamento degli apparati cardio- respiratorio e di conservare e, se possibile, migliorare la salute dei cittadini.

La totale chiusura di palestre e centri fitness, dal punto di vista sociale, non consente di raggiungere tali obiettivi e, dal punto di vista economico, sta mettendo in ginocchio l’intero settore.

VI SOTTOPONIAMO QUINDI LE SEGUENTI PROPOSTE CONCRETE:

– L’istituzione di un Comitato tecnico congiunto con il Ministero della Salute per definire insieme le regole che ci consentano di riaprire nei tempi più brevi possibili, mettendo sempre al centro la sicurezza e la salute delle persone.

– Rendere detraibili in Dichiarazione dei redditi le spese per l’attività fisica da parte di tutti, senza limiti d’età e di spesa.

– Estendere e potenziare, fino al momento della riapertura dei centri, gli ammortizzatori sociali per i collaboratori delle nostre aziende in ogni forma: dipendenti, partite IVA, contratti sportivi.

– Estendere al nostro settore finanziamenti a fondo perduto e/o a tassi 0 con ammortamento a 10 anni per permettere, nonostante la crisi di liquidità, gli investimenti in formazione dei collaboratori, in innovazione tecnologica e in consulenza.

– Estendere il credito d’imposta sulle locazioni immobiliari anche alla categoria catastale D6 e D8

In gioco non è solamente una fetta fondamentale dell’economia italiana, ma anche la salute, la qualità della vita dei nostri concittadini e la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale.”

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