Sport digitale àncora di salvezza o destino forzato per i centri fitness?

Un'indagine dell'Osservatorio Sportclubby sull’impatto del digitale nella ripresa dello sport system italiano dimostra che i centri hanno sostituito la loro offerta in periodo di lockdown. Ma per il futuro potranno tornare a lavorare come prima?

Sport digitale àncora di salvezza o destino forzato per i centri fitness?

Abbiamo, in altro post (uno dei più letti di questi mesi), ospitato il grido di allarme delle palestre e centri fitness (qui). In questi giorni ci è stato recapitato un’indagine dell’Osservatorio Sportclubby sull’impatto del digitale nella ripresa dello sport system italiano, messo in ginocchio dal lockdown.

Il sondaggio ci dice che lo stop forzato del paese ha imposto all’intero sport system un’accelerazione sulla digital transformation della propria offerta.. Il 28% dei centri – quasi 1 su 3 – ha implementato corsi online su diverse piattaforme. Dall’inizio della loro adozione, le iniziative digitali hanno fruttato fino al 91% in più di nuovi clienti rispetto a quelli acquisiti nella prima fase dell’emergenza, quando molte strutture erano ancora aperte.

L’Osservatorio Sportclubby è una piattaforma per prenotare servizi dedicati a qualsiasi tipo di sport, che monitora più di 500 strutture e trainer e oltre 140.000 utenti attivi in Italia. L’indagine ci dice che in un mese l’offerta digitale di corsi di gruppo o individuali è raddoppiata (+101%): i risultati migliori si ottengono al lunedì, che attira ogni settimana fino a un terzo dei nuovi utenti totali.

Cresce anche il numero di club che ha iniziato ad erogare servizi in streaming, sia gratis che a pagamento, aumentato del 66% dall’inizio del lockdown. La digitalizzazione dell’offerta, laddove possibile, non sta solo producendo benefici tangibili al mercato dei servizi sportivi, ma anche alla società: le persone si allenano 1-2 volte in più alla settimana (+18%) rispetto al mese precedente alla serrata.

Potrebbero apparire buone notizie, ma noi abbiamo la sensazione che si tratta di dati che devono essere valutati con attenzione. Infatti questo incremento del workout casalingo porta con sé, a nostro avviso, un corollario. Quando riapriranno le palestre molte persone (sia per il rischio di contagio che per una questione di costi) potrebbero decidere di non ritornare più indietro.

Crediamo che il coronavirus abbia modificato decisamente il mondo che noi conoscevamo e che il futuro non sarà più lo stesso, soprattutto per alcuni settori. Tra questi discoteche e, ci dispiace dirlo, centri fitness. Difficilmente, almeno fino a quando non si troverà una soluzione definitiva al problema, le persone torneranno alle abitudini precedenti. E se potranno sostituirle con altre altrettanto valide, potrebbero non farlo neanche una volta finita l’emergenza.

Pertanto le palestre e centri fitness devono forzatamente ripensare la loro offerta. Non solo per “passare la nottata” (ovvero fino a quando avranno l’autorizzazione per ripartire), ma anche per i prossimi anni.

Da questo punto di vista l’indagine di Sportclubby offre elementi interessanti da cui iniziare. Infatti l’indagine ci dice che da sempre poco utilizzati dalla gran parte dei club e degli sportivi, i pagamenti mobile hanno visto un boom esponenziale nelle ultime settimane e il fenomeno sembra destinato ad entrare nell’uso comune anche dopo l’emergenza.

Tra marzo e aprile si è registrato un incremento degli incassi da app del +7300% rispetto allo stesso periodo del 2019, passando da poche centinaia a decine di migliaia di euro mensili. L’emergenza ha consacrato definitivamente questa forma di pagamento, ormai accettata su larga scala e divenuta mainstream tra gli utenti: da marzo ad aprile il valore delle transazioni è addirittura triplicato.

Quali sport funzionano meglio online?

Gli sport che hanno beneficiato di più da video corsi live nell’ultimo mese sono  fitness e functional training (48% delle prenotazioni) e lo yoga (22%). Pilates, wellness e crossfitsi attestano tutti intorno al 10% delle attività praticate online, mentre una frazione minore riguarda le restanti discipline, in particolare ginnastica, zumba e arti marziali.

Segnali positivi si iniziano a registrare anche tra gli sport acquatici, così come quelli invernali e da campo. Da una parte un numero crescente di istruttori e club inizia ad erogare online attività complementari di potenziamento, dall’altra molti utenti integrano spontaneamente allenamenti funzionali al proprio sport preferito, erogati in streaming da altre palestre e trainer attraverso l’applicazione.

La penetrazione dell’offerta digitale nelle regioni: Lombardia in testa

Tra le regioni con la maggiore concentrazione di utenti e strutture, la Lombardia è quella in cui lo sport digitale segna i più alti livelli di penetrazione: qui tra i centri registrati alla piattaforma, 1 su 3 ha iniziato ad offrire video lezioni ai propri iscritti nell’ultimo mese. Un’ottima percentuale di risposta, considerando che sul totale dei “non digitalizzati” pesa per buona parte il settore delle discipline acquatiche e degli sport invernali e da campo. Accelerano sul digitale anche la Liguria (30%) e il Veneto (27%). Meno marcata la reazione in Emilia Romagna (26%) e Lazio (24%). Più bassi della media nazionale, invece, i livelli di risposta in Piemonte (21%), sebbene il numero di club “digitali” in termini assoluti sia il più elevato tra tutte le regioni.

Lascia il tuo commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.