Sport e Turismo un rapporto in evoluzione: la lezione della Romagna

Due giorni in Valconca, il Montefeltro e la Valmarecchia per conoscere l'entroterra romagnolo, che guarda con interesse anche ai nuovi modi di vivere la bicicletta.

Sport e Turismo un rapporto in evoluzione: la lezione della Romagna

RICCIONE (12/7) – Per uno dei tanti casi della vita, siamo stati invitati al primo evento annuale “Emilia-Romagna Cycling Networking Event”, un Press Trip organizzato da APT Servizi Emilia Romagna in collaborazione con il Consorzio Terrabici: ospiti 23 giornalisti da tutta Italia, la maggior parte di loro specializzati nel mondo bike e cicloturismo.

Così abbiamo pedalato insieme a diversi colleghi tra la Valconca, il Montefeltro e la Valmarecchia. La riviera di Rimini e Riccione è, in questo periodo, abbastanza caotica. Basta però addentrarsi nell’entroterra, sudare un poco su qualche salita (neanche troppo impegnativa) e si aprono scenari suggestivi, di calma secolare e tranquillità. Scenari che hanno affascinato anche Dante, uno dei primi turisti di questi luoghi, come ci ha raccontato lo storico locale Angelo Chiaretti.

A noi interessa ragionare su come lo sport, nel senso più ampio del termine, rappresenti per questa regione l’elemento qualificante della propria offerta turistica. E, partendo dalle esperienze di questi luoghi, scoprire le nuove tendenze del turismo outdoor.

Sarebbe semplicistico affermare che l’Emilia Romagna scommette sul turismo in bicicletta per ripartire dopo il lockdown. Ma non sarebbe corretto, perché la Regione da tempo ha puntato sul turismo attivo per far conoscere il proprio territorio. La precedente giunta, sempre a guida Bonaccini, fece, già qualche anno fa, una scelta chiara quando scelse Davide Cassani come presidente dell’APT, lanciando un messaggio al mondo: lo sport al centro del sistema turistico regionale. A questo aggiungiamo che la provincia di Rimini dal oltre 15 anni è la provincia con la maggiore offerta turistica sportiva, primato condiviso con Bolzano.

Questi posti hanno colto al volo, oltre 20 anni fa, le nuove tendenze che vedevano un calo della richiesta “classica” di mare ed una maggiore attenzione al benessere e al divertimento attraverso l’attività fisica all’aria aperta: non più spiagge affollate di gaudenti vacanzieri sotto l’ombrellone, ma la pratica di tutte le attività fisiche che il mare può offrire, windserf, kiteserf, beachvolley.. ed anche la bicicletta per allenarsi e mantenersi in forma.

“Hanno iniziato a venire da noi i tedeschi, gli austriaci e gli olandesi – ci dice il titolare di un noto albergo di Riccione mentre condividiamo allo stesso tavolo piadina e prosciutto “..la migliore della Romagna!” -. Invece di andarsi ad allenare in Spagna, nei mesi primaverili, venivano qui.” Questa domanda ha modellato una forma di offerta per la quale ogni albergo ha il proprio gruppo di guide, in grado di consigliare i percorsi più belli o difficili per un allenamento adeguato.

Ma adesso è cambiato qualcosa. “L’ebike ha trasformato la richiesta. Dall’estero arrivano per vivere le esperienze e se queste sono vere, familiari, a km 0, è ancora meglio. Per capirci, non ci chiedono più il percorso per allenarsi, ma il turista vuole vivere un pezzo della nostra vita: come cuciniamo, le nostre amicizie, il rapporto con le nostre tradizioni, il nostro modo di vivere…” E’ il turismo esperienziale di cui si parla da tempo. E la bicicletta?

“La bicicletta è un pretesto per legare tutte queste cose e offrirle ad una clientela che vuole restare a contatto con la natura e con l’ambiente, senza ansia, senza fretta. L’elemento della prestazione è secondario, se non completamente assente. Dobbiamo imparare a raccontare il nostro territorio, non più in termini di chilometri, salite e discese, ma di storie delle persone che incontriamo…”.

In questi due giorni in Valconca, Montefeltro e Valmarecchia siamo stati immersi in un caleidoscopio di colori, odori e sensazioni, come spesso accade pedalando per il nostro Paese. Ma ci sono alcune storie, tratte dalla vita personale di chi abbiamo incontrato, che ci sono rimaste impresse e che ci sembrano il paradigma ideale per raccontare questa nuova offerta turistica.

A Mondaino (splendi borgo di confine tra la Romagna e le Marche, se vi capita fateci un salto) ci ha accolto Angelo Chiaretti, erudito locale che ha raccontato la storia di questo centro, un tempo ricco punto di commercio del sale. “Mondaino è un piccolo comune diviso tra la parte romagnola, ricca, e quella marchigiana, più povera. Io avevo una bella casa nella piazza centrale – zona Romagna – che ho venduto per comprarne un’altra, altrettanto bella, zona Marche. La mia mamma ancora me lo rinfaccia come se fosse il tradimento di una famiglia”. Se stiamo attendi alle sfumature, dietro queste poche parole c’è una storia che racconta un territorio meglio di un qualsiasi giro turistico.

Verucchio

La seconda storia è quella di Andrea, giovane e fantasioso imprenditore Verucchio. Siamo in Valmarecchia, in uno dei borghi più belli d’Italia. Andrea ha appena aperto il suo albergo, uno dei 40 che fanno parte del circuito Bike Hotel. É un gioiello che lui stesso presenta con orgoglio: ristrutturato riportando in vita la vecchia grotta adibita a sala del ristorante: “Ci è costato tanto, anche a causa dello stop della pandemia.. Il futuro è incerto, ma a noi resta l’orgoglio di quello che abbiamo fatto”. E la bicicletta? “E’ nel nostro cuore; adesso le ebike sono in grado di portare fin quassù anche famiglie e altre tipologie di turisti…”. Lo sguardo di Andrea volge lontano all’orizzonte, ad un futuro tutto da costruire. Ed è bello, come il panorama che si può godere dalla splendida terrazza del suo B&B.

Lascio la Romagna con la conferma che lo sport, declinato in tutte le sue forme, è ricchezza, voglia di vivere e fiducia nel futuro. Una lezione che molti amministratori illuminati stanno ormai mettendo in pratica. Perché infondo non bisogna per forza inventare qualcosa, a volte basta saper copiare.

Antonio Ungaro

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