Sport turismo territorio: schema vincente, non solo per il Trentino

Sport turismo territorio: schema vincente, non solo per il Trentino

La città di Arco è riuscita a realizzare lo schema proposto dal convegno Sport turismo territorio

Il Trentino è una delle principali provincie italiane che fanno del turismo il motore della propria economica. E tra le tante forme di turismo ha individuato proprio nello sport uno dei maggiori volani per la promozione e conoscenza del proprio territorio. Per questo motivo il convegno «Sport turismo territorio. Schema vincente?», organizzato da Trentino Marketing alla Cantina LaVis di Lavis (Trento) realizzato giovedì scorso è stato forse “tardivo” rispetto a quanto già sta realizzando da tempo la provincia. Si è trattato di una presa d’atto, più che un programma futuro. In questo senso la presenza di tre presidenti di Federazioni (Basket, Ciclismo e Sci) conferma la capacità del Trentino di offrire uno standard qualitativo elevato nell’offerta turistica, sportiva e nella comunicazione specifica. Difficilmente si possono ammirare, infatti, tre “big” insieme sul palco lontano dai saloni del CONI. Anche questo è un successo di cui la provincia può andare fiera. Da notare, come piccola pecca, che mancava soltanto il calcio per completare il quadro degli sport che portano turisti e prestigio alla provincia. La stagione dei ritiri, infatti, porta attenzione, pubblico e turisti nei principali centri del Trentino, concentrando l’attenzione dei media sportivi in modo quasi totale. L’esempio di Pinzolo è da questo punto di vista emblematico.
«Ormai da un decennio circa – ha esordito l’assessore Mellarini, che ha svolto anche le funzioni di padrone di casa – lo sport è stato scelto come importante veicolo per la promozione del nostro ambiente e del paesaggio. La vacanza attiva è la risposta a chi programma un periodo di villeggiatura all’insegna del benessere fisico e psicologico. Il sistema turistico trentino ha saputo scegliere con accuratezza i propri punti di forza e ha saputo promuoverli. È il caso, ad esempio, del boom del cicloturismo, che porta sul nostro territorio 4,2 milioni di passaggi. Questa eccellenza nell’organizzazione di grandi eventi la si deve anche al contributo insostituibile garantito dal mondo del volontariato, turistico e sportivo. Ognuno di noi, ogni Trentino, è il primo promotore della propria provincia».
La pratica sportiva muove numeri importanti in Trentino: «Lo sport ha fatto conoscere il Trentino nel mondo grazie ad oltre 4 miliardi di contatti internazionali finalizzati – ha spiegato Maurizio Rossini, direttore marketing di Trentino Marketing – che portano il 65% dei nostri ospiti a sceglierci proprio per una vacanza all’insegna della pratica sportiva. Il nostro comparto turistico fattura oltre 250 milioni complessivi, in una provincia che ama lo sport a tutti i livelli, come testimoniano le 17 mila giornate di attività all’anno che riguardano oltre 50 discipline».
Questi dati fanno della provincia di Trento la punta di diamante, insieme a quella di Rimini, della particolare classifica delle provincie preferite dai turisti sportivi, come ha indicato tempo Econstat (divisione Sport&Turismo) in un lavoro presentato dal prof Tomesani, anche alla scuola dello Sport del CONI (scaricabile qui).
«Soprattutto qui in Trentino – ha detto Flavio Roda, presidente nazionale della Fisi – questo binomio fra sport e turismo è vincente, viste le ricchezze naturali che vanta questa terra. Il Trentino è un luogo privilegiato non solo per i suoi aspetti naturali, ma anche perché è bene amministrato e vanta ottime strutture».
Strutture che hanno potuto utilizzare anche le nazionali di basket, quella sperimentale e quella maggiore, in ritiro a Folgaria nell’estate scorsa. «Non solo ci siamo trovati benissimo, ma il Trentino ci ha anche portato fortuna nelle gare di qualificazione agli Europei – ha ricordato Dino Meneghin – Penso che tutto lo sport si possa vivere all’aria aperta e poterlo fare in una terra che offre così tanto dal punto di vista naturalistico e delle infrastrutture è ancora meglio».
«Io, come tutto il mondo del ciclismo, in Trentino siamo di casa – ha aggiunto Renato di Rocco, numero uno della Federciclismo – qui c’è cultura sportiva e si respira sport in ogni vallata. E non solamente per le grandi dinastie che avete regalato al pedale italiano, penso ovviamente ai Moser, ma anche per la grande capacità che avete di dare spazio alla bicicletta come stile di vita e di organizzare grandi eventi nazionali ed internazionali».

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