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SportJam e la globalizzazione del ciclismo con Roberto Damiani in Giro

SportJam al Giro di Roberto Damiani, un podcast esclusivo di Sport24h.it, riflette sulla lettera G: Gimondi (Giovane Felice al Tour), Bartali (Gino Giusto) e l’evoluzione internazionale del ciclismo. La Globalizzazione della bicicletta.

Nel ciclismo italiano scegliamo una lettera che pesa più di tutte altre. È la G ed è la scelta dell’alfabeto di Roberto Damiani nell’ottavo episodio di “SportJam – Il Giro di Damiani”, la rubrica podcast di Sport24h che accompagna quotidianamente il Giro d’Italia 2026 attraverso racconti, riflessioni e memoria sportiva.

La G è anzitutto quella di Felice Gimondi. Un nome che per Damiani non rappresenta soltanto un campione, ma un modello umano e professionale capace di attraversare epoche diverse mantenendo stile, eleganza e caparbietà. Mai mollare! Nel racconto del direttore sportivo della Cofidis emerge il valore di una generazione che sapeva interpretare il ciclismo non solo come competizione, ma anche come linguaggio educativo, fatto di rispetto, misura e relazioni. E ci ricorda come Felice era giovane e neo professionista quando vinse il suo Tour.

Damiani utilizza la figura di Gimondi per riflettere sul cambiamento profondo del gruppo internazionale. Un ciclismo che un tempo parlava prevalentemente italiano e francese. Non è un dettaglio marginale: il francese era la lingua ufficiale delle federazioni internazionali e persino del CIO. Anche il lessico tecnico del ciclismo nasceva dentro quella cultura europea che aveva nell’Italia, nella Francia e nel Belgio il proprio cuore pulsante.

Oggi invece il linguaggio dominante è l’inglese. Cambiano le parole, cambiano le dinamiche del gruppo, cambiano persino i rapporti umani tra corridori, direttori sportivi e staff. Il ciclismo contemporaneo è globale, internazionale, tecnologico, e Damiani osserva questo passaggio con l’occhio di chi ha vissuto entrambe le epoche, senza nostalgia artificiale ma con la consapevolezza che insieme alla lingua cambia anche il modo di stare nel gruppo.

La riflessione diventa quasi antropologica quando il diesse della Cofidis racconta come il ciclismo abbia progressivamente perso alcuni codici condivisi che un tempo erano naturali. Le parole del gruppo, le abitudini, le relazioni costruite durante i lunghi trasferimenti e nelle corse a tappe facevano parte di una cultura comune che oggi si frammenta inevitabilmente dentro una dimensione molto più internazionale.

Nel finale dell’episodio torna un’altra G inevitabile, quella di Gino Bartali. Un nome che nel racconto di Damiani assume il valore di simbolo. Anche morale. Bartali non è soltanto il campione delle vittorie e della rivalità con Coppi, ma una figura capace di attraversare la storia italiana facendo del bene senza dirlo. È il ciclismo di un’umanità che continua ancora oggi ad affascinare.

“SportJam – Il Giro di Damiani” continua così a distinguersi per il suo tono diverso rispetto al semplice commento tecnico della corsa. Dentro la cronaca del Giro d’Italia trovano spazio storia, cultura sportiva, identità europea e trasformazioni sociali raccontate attraverso la voce di uno dei direttori sportivi italiani più esperti del panorama internazionale.

Sul fronte del Giro oggi: sul traguardo del Blockhaus arriva il successo di Jonas Vingegaard. Il danese della Visma Lease a Bike conquista una delle tappe più attese del Giro d’Italia precedendo l’austriaco Felix Gall e l’australiano Jai Hindley, protagonisti insieme a lui della grande selezione finale sulla salita abruzzese.

Queste statistiche le serviamo per fare capire bene chi è il pretendente del Giro 109: Jonas Vingegaard!

  • Jonas Vingegaard è il 115° corridore a conquistare almeno una vittoria di tappa in tutti e tre i Grandi Giri: Giro, Tour e Vuelta. Di questi, 20 sono ancora professionisti in attività.
  • Vingegaard ha ottenuto la 49ª vittoria da professionista, raggiungendo, tra i corridori in attività, Diego Ulissi. È il suo 7° successo stagionale, il primo dalla classifica generale della Volta a Catalunya, conquistata 47 giorni fa.
  • Jonas Vingegaard è il 13° danese a vincere una tappa al Giro d’Italia, regalando alla sua nazione il 20° successo complessivo. È inoltre soltanto il terzo danese a imporsi in un arrivo in salita al Giro dopo John Carlsen al Gran Sasso nel 1989 e Chris Anker Sørensen al Terminillo nel 2010. Tutti e tre gli arrivi si trovano sull’Appennino.
  • È la 17ª vittoria di tappa al Giro per il Team Visma – Lease a Bike considerando tutte le sue denominazioni. Lo scorso anno la squadra aveva conquistato 3 tappe (Siena con Wout Van Aert; Viadana e Roma con Olav Kooij).
  • Felix Gall (2°) ha conquistato il suo quarto podio di tappa in un Grande Giro dopo la tripletta ottenuta al Tour de France 2023: vittoria a Courchevel, 2° posto a Le Markstein e 3° a Laruns.
  • Jai Hindley ha conquistato il suo 7° podio di tappa al Giro, il primo dal 3° posto di Aprica nel 2022.
  • Hindley è l’unico corridore nella storia del Giro a chiudere due volte tra i primi tre sul Blockhaus: qui vinse anche nel 2022.
  • Vingegaard è soltanto il secondo danese a guidare la classifica degli scalatori al Giro dopo Jesper Worre nel 1986 (tappe 1-3).

CLASSIFICA GENERALE
1 – Afonso Eulalio (Bahrain Victorious)
2 – Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) a 3’17”
3 – Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team) a 3’34”

4 – Jai Hindley (Red Bull – Bora – Hansgrohe) a 4’25”

5 – Giulio Pellizzari (Red Bull – Bora – Hansgrohe) a 4’28”

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Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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