Stati Generali del ciclismo amatoriale: “un esempio per lo Sport italiano”

Stati Generali del ciclismo amatoriale: “un esempio per lo Sport italiano”

Gianluca Santilli, Luigi Simonetto, Renato Di Rocco Si sono tenuti ieri a Roma gli Stati Generali del ciclismo amatoriale, promossi dalla Federazione Ciclistica Italiana per illustrare le nuove norme del settore amatoriale. Norme condivise e discusse, prima dell’approvazione, da tutte le componenti del ciclismo e che rappresentano, per il futuro, il paradigma per la pratica sportiva amatoriale, non solo nel ciclismo.
La Federazione Ciclistica – ha detto in apertura dei lavori, nel portare il proprio saluto, il presidente della FCI Renato Di Roccoin questi ultimi anni ha affrontato un percorso di grandi cambiamenti. L’appuntamento di oggi rientra in questo processo: l’introduzione di questa normativa mira soprattutto alla riscoperta dei valori positivi legati allo sport. Una normativa che avrà successo soltanto se sarà condivisa da tutte le componenti che operano nel settore e che ho il piacere di salutare oggi, presenti a questo incontro.”
Lo stesso Presidente Di Rocco ha poi letto la lettera inviata dal presidente del CONI Giovanni Malagò: “Sport uguale etica, è un assioma incontrovertibile che rappresenta l’architrave dei valori su cui è fondato il nostro movimento… ringrazio il qualificato, appassionato impegno profuso dal responsabile dell’attività cicloamatoriale, Gianluca Santilli, nel percorso che ha portato all’affermazione di questa straordinaria novità, il Presidente Renato Di Rocco e l’intero Consiglio FCI per aver certificato – attraverso l’emanazione del regolamento etico – il rinnovato impegno, a tutti i livelli, dell’Italia contro ogni forma di violazione di un valore sacro del nostro mondo…”.
L’etica nell’attività sportiva – ha ricordato Gianluca Santilli, responsabile del Settore Amatoriale e vero animatore di queste norme – dovrebbe essere la normalità, non certo l’eccezionalità. Questo appuntamento si propone come un momento di confronto e di condivisione delle responsabilità. Ci tengo a ricordare – e la lettera del presidente del CONI lo conferma – che questa normativa, discussa e condivisa tra tutti, risponde ad un’esigenza etica dello sport italiano. Anche l’UCI ha manifestato l’intenzione di promuoverla a livello internazionale. Dobbiamo, con questa norma, riscoprire il gusto di partecipare alle Granfondo nel pieno rispetto del più puro spirito sportivo.“
Gli ha fatto eco il presidente della Consulta del Ciclismo, Davide Ceccaroni, che ha ricordato come gli Enti coinvolti, pur con un ampio e difficile dibattito, hanno accolto con favore questa Normativa: “Solo lavorando tutti insieme possiamo dare forza a questa ambizioso progetto.”
Davide Cassani ha sottolineato come il mondo amatoriale rappresenti la linfa del ciclismo, per passione e voglia di partecipare. Una linfa che deve alimentare le altre componenti, a cominciare dal mondo giovanile.
In attesa di una normativa precisa – ha detto Il dott. Luigi Simonetto, Responsabile della Commissione Tutela della Salute – riguardo il certificato medico, è fondamentale che tutti gli amatori si convincano delle necessità di dotarsi, nell’interesse prima di tutto loro, di una certificazione in linea con quanto previsto dalle linee guida scientifiche, ovvero di sottoporsi ad un controllo più approfondito di quello previsto per il rilascio di un certificato di sana e robusta costituzione”.
Ha concluso l’intervento il Procuratore Federale Giovanni Grauso che ha ricordato alle componenti presenti la ferma volontà, da parte della FCI, di perseguire tutte le violazioni della normativa in presenza di denunce circostanziate, con il fine di mettere nelle condizioni la Procura federale di operare velocemente per l’accertamento degli accadimenti oggetto di indagine.
Il dibattito che ne è seguito, partecipato e per nulla di circostanza, ha toccato aspetti fondamentali della nuova normativa, come l’autocertificazione: “Non potevamo fare diversamente – ha detto Santilli nelle risposte – senza gravare su presidenti di società e organizzatori. L’autocertificazione è un istituto giuridico previsto dall’ordinamento italiano che, se violato, prevede sanzioni di carattere penale. Mi auguro che quanti vogliano truffare mentendo, invece di sentirsi furbi si rendano conto che sarebbero stupidi, perché una loro eventuale dichiarazione falsa sarebbe scoperta in poco tempo, grazie al contributo di tutti, e li metterebbe automaticamente in una posizione difficile, sia dal punto di vista sportivo che penale.”
L’altro aspetto su cui si è dibattuto è stato quello della “denuncia” di eventuali infrazioni da parte di altri tesserati. Il Procuratore federale Grauso ha ricordato che per battere il muro di omertà serve il contributo di tutti, soprattutto con esposti-denunce che siano circostanziati e non frutto di vendette private.
In generale il clima della platea era improntato all’ottimismo e positivamente verso questa legislazione, confermando che lo stesso mondo amatoriale sentiva l’esigenza di fare chiarezza e ripartire per un nuovo inizio, che permetta di riscoprire i valori più profondi dello sport.

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