Storie di sport: il coraggio (e la follia) di Gaetano Iannuzzi e della piena del Tevere

Storie di sport: il coraggio (e la follia) di Gaetano Iannuzzi e della piena del Tevere

Gaetano Iannuzzi

ROMA – Un atto di eroismo o di lucida follia? Chiedetelo a Gaetano Iannuzzi, vi risponderà che è stato l’istinto e la volontà di non vedere andar distrutto tutto il patrimonio sociale perché “ogni barca si ricollega a un caro ricordo”. I devastanti effetti della piena del Tevere non lo hanno spaventato. Gaetano ha trascorso tre ore sul grande galleggiante, mentre quello piccolo affondava con all’interno i quattro di coppia, quattro senza e quattro con, insieme all’allenatore del CC Aniene Matteo Giuffrida per salvare le attrezzature sociali. “Matteo? Matto quanto me, lo ringrazio di cuore per essermi stato vicino nella notte di martedì scorso insieme ai Vigili del Fuoco”.
Gaetano Iannuzzi, 18 Campionati del Mondo da timoniere con all’attivo un oro, quattro argenti e tre bronzi, segue ora il settore giovanile del sodalizio romano. La collega Marta Ponte lo aveva chiamato al telefono alle 19.30 di mercoledì 13 novembre, venti minuti dopo la sua partenza per casa al termine degli allenamenti pomeridiani. “Mi sono recato di corsa sopra Ponte Milvio, chiuso ai passanti. C’era tutto il Circolo Canottieri Aniene: i soci master prendevano le barche e le portavano sul carrello ed il nostro presidente Giovanni Malagò ha seguito tutte le operazioni dandomi continuamente fiducia. E’ stato lui a chiedermi se me la sentivo di provare a salvare le barche perché serviva una persona esperta e leggera. Non mi sono tirato indietro, non ho pensato alle possibili conseguenze ma solo al forte legame con quello che è oggi il mio Circolo. Tra l’altro poco più di un’ora dopo la mia risalita sul Ponte Milvio, il galleggiante si è completamente sgretolato: è andata bene!”. Iannuzzi e Giuffrida, insieme ai Vigili del Fuoco, hanno salvato 24 barche: tutti gli otto, tutti i singoli ed i doppi. Tornando a casa in piena notte, la moglie Rosanna lo ha abbracciato ed insieme hanno dato uno sguardo pieno d’affetto ai figli Ludovica (due anni) e Francesco (sei mesi). Un giorno potranno raccontare loro cosa ha fatto il loro papà quella notte del 13 novembre 2012.
Augusto Martellini

Lascia il tuo commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.