AtleticaStraAlessandria cambia il ritmo alla città e non solo

StraAlessandria cambia il ritmo alla città e non solo

Avete mai respirato il silenzio della Maratona dles Dolomites, quando le Dolomiti sono restituite alla natura e basta? Lì è questione di un attimo, minuti forse, solo minuti che precedono l’avvio di una granfondo con 8000 ciclisti che fanno suonare solo il fruscio delle ruote… Avete mai vissuto quello stesso silenzio quando le strade di Milano o di Roma o di Torino dormono costrette allo stop forzato delle auto e delle moto per la Stramilano o per maratone e dintorni? Se vi siete nutriti di questa magia, almeno una volta, capirete di cosa si tratta, se non è mai successo, siete pronti a partecipare anche voi alla StraAlessandria.

Tutto questo lo racconta bene Massimo Brusasco, nella newsletter odierna de IlPiccolo, versione extra, ci racconta che… c’è una città diversa che compare per qualche ora. Una città che rallenta, si ascolta, cambia respiro e si riappropria dei propri spazi. Non è soltanto una corsa podistica, ma un grande rito collettivo che restituisce le strade alle persone, alle famiglie, ai bambini, agli appassionati e anche a chi normalmente osserva da lontano.

Alessandria, per un giorno, si trasforma in una lunga piazza aperta. Le voci sostituiscono i clacson, i passi diventano il sottofondo della città e gli scorci urbani assumono una prospettiva diversa. È la stessa sensazione che si prova nei grandi eventi popolari europei legati alla corsa e alla mobilità lenta: il paesaggio urbano cambia pelle e diventa esperienza condivisa. La StraAlessandria negli anni è cresciuta mantenendo una forte identità popolare. Dentro ci sono sport, benessere, aggregazione, memoria cittadina e anche un modo nuovo di vivere il centro storico. Non serve il cronometro per comprenderne il valore: basta osservare il sorriso di chi partecipa, le famiglie lungo il percorso, i gruppi di amici, le società sportive, le scuole e i volontari che rendono possibile l’evento.

In una stagione storica in cui le città cercano nuovi equilibri tra mobilità, qualità della vita e socialità, manifestazioni come la StraAlessandria assumono anche un significato culturale. Per qualche ora il traffico si ferma e il ritmo cambia. Succede qualcosa di semplice ma ormai raro: la città torna a misura d’uomo. Ed è forse proprio questo il segreto della StraAlessandria. Non soltanto correre, ma vivere Alessandria in modo diverso. Guardandola con occhi nuovi.

Scrive Brusasco: Se non ricordate il nome di nemmeno un vincitore della StrAlessandria, non vi preoccupate, perché questa è una delle poche corse in cui il primo arrivato non fa notizia a parte per: se stesso, l’eventuale allenatore, il gruppo sportivo di appartenenza, genitori entusiasti, orgogliosi parenti, amici sinceri e rivali invidiosi. Con ciò, non si vuole certo sminuire il valore di una gara di pianura che i più veloci esauriscono in una manciata di minuti; il ragionamento però serve a esaltare le finalità che stanno attorno all’evento sportivo, ormai una piacevole caratteristica (prima serale, ora diurna) della primavera alessandrina.

Una città senza auto. Nella città senz’auto, intanto, c’è il “fenomeno aggregativo”, perché si va alla StrAlessandria con l’intento di esserci, di prendere parte a un evento della collettività. È un’occasione per starsene, anzi per muoversi, con famigliari e sodali, ma anche per vivere una città senz’auto, magari immaginando quali vantaggi potrebbe regalare un’isola pedonale allargata. Però la StrAlessandria, come sanno tutti quelli che collezionano le magliette dedicate, ha soprattutto finalità benefiche, grazie a ICS (Istituto Cooperazione e Sviluppo) che fa da traino ad altre associazioni impegnate sul fronte sociale, non a caso nei giorni della corsa si celebra pure la Festa del Volontariato.

Si vede che ad Alessandria, il silenzio, il rallentare, correre ad ogni ritmo… fa bene anche agli altri. Per la 30esima edizione, ovvero quella di domenica, con eventi collaterali anche domani, ICS ha deciso di rivolgere l’attenzione al potenziamento di un centro nascite a Thiarra, nella regione di Kolda, nella zona meridionale del Senegal. L’obiettivo è riuscire a fornire attrezzature e materiali sanitari per rendere quel punto nascite un luogo sicuro, funzionale e in grado di accogliere anche le donne dei villaggi circostanti. In un territorio dove è complicato l’accesso ai servizi per mamme e bambini, garantire condizioni adeguate per il parto vuol dire incidere in modo concreto sulla qualità della vita generale.

Da qui all’Africa: Come spiegano da ICS, il progetto nasce dall’idea che la solidarietà non si divide, ma si costruisce. «Ogni passo compiuto ad Alessandria e ogni iscrizione alla manifestazione – viene precisato – contribuiscono a generare un cambiamento reale anche a migliaia di chilometri di distanza». Accanto a questo intervento internazionale, resta centrale l’attenzione al nostro territorio, con iniziative ad hoc per favorire integrazione e senso di comunità. Dalla Cambogia alla Guinea, fino ad arrivare alle realtà alessandrine: sono questi i luoghi in cui l’associazione ICS ETS, evoluzione dell’ex Consorzio di enti locali, opera dal 2012 con progetti di cooperazione volti allo sviluppo economico e sociale e all’educazione interculturale. L’ente è presieduto da Mohamed Ed Derras, affiancato dal vicepresidente Giovanni Mercurio. A oggi, ICS ha diversi progetti attivi, tra cui la realizzazione di acquedotti, pozzi e infrastrutture idriche in Paesi come Cambogia e Mozambico, percorsi di inserimento sociale, lavorativo e abitativo per migranti, attività con scuole, carcere e territorio.

Gabriele e Sofia: Ma, per finire, torniamo all’inizio e colmiamo una lacuna, la nostra in primis. Siamo andati a cercare in archivio. Gabriele Roselli e Sofia Cafasso sono stati i vincitori della StrAlessandria del 2025. Portacolori rispettivamente dell’Atletica Novese e di Battaglio Cus Torino, si sono imposti nelle classifiche assolute della corsa. Dietro di loro, tra gli uomini, Davide Cane (Frecce Bianche) e Mohamed Rity (Ge042 Team 42195); tra le donne Debora Ferro (Vittorio Alfieri Asti) e Teresa Repetto (Atletica Novese). E ora possiamo cominciare a cercare scarpe adatte per riuscire, domenica, ad arrivare al traguardo in modo decente.

Grazie Brusasco maratoneta di parole, silenzioso, come noi.

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Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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