
La Strade Bianche 2026 è stata vinta da Paul Seixas capace di staccare Isaac Del Toro nelle fasi finali e giungere solitario a Piazza del Campo. No, non siamo impazziti. Sappiamo bene che il primo a tagliare il traguardo è stato, per la quarta volta, Tadej Pogačar, ma non abbiamo già detto che lo sloveno non conta, che fa un altro sport?
Oggi effettivamente il ciclismo è entrato in una nuova dimensione. Quella del campionissimo che, a parte rarissimi casi, non ha avversari: gioca in un’altra categoria. La cronaca, che troverete di seguito, è sempre la stessa da tre anni a questa parte nella classica degli sterrati. Ad un certo punto Pogačar accende il turbo e saluta tutti; per il resto del gruppo è buio pesto. In questa edizione delle Strade Bianche favorito anche da un parterre di avversari sicuramente non alla sua altezza. E’ evidente, infatti, che solo Van der Poel e Vingegaard, e in alcuni casi Ganna, possono reggere il passo di Tadej nelle classiche di un giorno. Van Aert, oggi presente a Siena, non è ancora (o forse non più) il campione che abbiamo ammirato. Tutti gli altri, a parte Del Toro e Seixas, sono lontani anni luce.
Proprio la coppia dei giovanissimi ha in qualche modo reso interessante la contesa. Il messicano, compagno di squadra di Pogačar, non ha potuto che contenere gli scatti e la veemenza della stellina francese. Abbiamo avuto, in alcuni momenti, soprattutto quando il vantaggio di Pogacar diminuiva, la sensazione che se anche Isaac avesse militato in altra formazione, si sarebbero riportati sul fuggitivo. Che non avrebbe significato, poi, un esito diverso, ma soltanto una gara diversa. Invece la UAE oltre ad avere il corridore più forte al mondo, ha anche la squadra più completa. Così, nella splendida Piazza del Campo, si porta a casa il primo e il terzo gradino del podio. Dal punto di vista statistico la fuga odierna, di 78 chilometri, è la seconda più lunga del ragazzo sloveno. Per pochi chilometri non ha battuto il record delle Strade Bianche di due anni fa.
D’obbligo i ringraziamenti alla squadra: “E’ doveroso ribadire i ringraziamenti alla squadra. I miei compagni hanno svolto un lavoro incredibile fin dall’inizio, controllando la fuga e imponendo un gran ritmo. Sono felice di aver vinto, soprattuttto per loro. Paul Seixas ha cercato di seguirmi sul Monte Sante Marie, non è stato facile distanziarlo. Mi sono detto che sarei dovuto andare a tutta fino in cima e così è stato. E’ il modo migliore di iniziare la stagione”.
La cronaca Strade Bianche 2026
La gara si accende nel punto che ormai è diventato il vero spartiacque della classica toscana: il settore di Monte Sante Marie. Dopo una prima parte di corsa controllata dalla UAE Team Emirates-XRG e una fuga iniziale con nove corridori, il gruppo arriva compatto sul tratto sterrato più duro della giornata. Qui la corsa esplode.
A 78 chilometri dall’arrivo arriva la stoccata decisiva. Pogačar cambia ritmo con una progressione brutale: provano a reagire Paul Seixas, Isaac Del Toro e Matteo Jorgenson, ma il tentativo dura poco. Il giovane francese Seixas prova a restare a ruota, ma presto va fuori giri e lo sloveno rimane solo al comando. Da quel momento comincia un monologo.
All’uscita del settore lo sloveno ha già una manciata di secondi di vantaggio che cresce rapidamente. Dietro si formano piccoli gruppi di inseguitori con nomi di primo piano: Pidcock, Jorgenson, Grégoire e Del Toro, mentre più indietro si muovono anche Van Aert, Vermeersch e Healy. Ma nessuno riesce davvero a organizzare un inseguimento efficace.
Pogačar continua a spingere e a macinare settori sterrati uno dopo l’altro: Monteaperti, Colle Pinzuto e Le Tolfe scorrono via senza problemi. Il vantaggio si stabilizza oltre il minuto e mezzo, mentre dietro la corsa si spezza definitivamente e gli inseguitori iniziano a marcarsi tra loro.
Nel finale il campione del mondo è ormai in pieno controllo. A meno di 25 chilometri dall’arrivo affronta il settore di Montechiaro con circa 1’35’’ di margine sui primi inseguitori, mentre il resto della corsa è sparpagliato a oltre due minuti.
Seixas prova a forzare i tempi per la piazza d’onore, con Del Toro sempre francobollato. In questo frangente il vantaggio del fuggitivo cala, ma non sembra mai in pericolo l’esito della fuga. Nelle fasi finali il francese stacca Del Toro e si prende i meritati applausi che merita il vincitore… primo degli umani.
Le fughe iconiche di Pogacar
| Pos. | Gara | Km in Solitaria | Anno |
| 1 | Strade Bianche | 81 km | 2024 |
| 2 | Strade Bianche | 78 km | 2026 |
| 3 | Campionato Mondiale (Zurigo) | 51,5 km | 2024 |
| 4 | Strade Bianche | 50 km | 2022 |
| 5 | Il Lombardia | 48,5 km | 2024 |
| 6 | Campionato Mondiale (Kigali) | 42 km | 2025 |
| 7 | Giro dell’Emilia | 38 km | 2024 |
| 8 | Giro d’Italia (Tappa 20) | 36 km | 2024 |
| 9 | Liège-Bastogne-Liège | 34,8 km | 2024 |
| 10 | Il Lombardia | 31 km | 2023 |
