
Da Soragna a Lerici sono quasi 250 chilometri. In mezzo ci sono la pianura parmense, l’Appennino Reggiano, la Garfagnana e la Lunigiana. È uno dei due itinerari che Turbolento suggerisce per settembre e ottobre tra le Strade Zitte, la raccolta di percorsi su strade secondarie che ha superato quota 350 in tutta Italia. Il viaggio si divide in due o tre giornate. Comincia con un poeta e finisce con altri due.
Da Soragna la traccia raggiunge Parma per strade di campagna e lungo la ciclabile del Taro, poi lascia la pianura in direzione di Montechiarugolo e Traversetolo. Le prime salite portano a Vetto e a Castelnovo ne’ Monti. Qui si chiude la prima giornata, ai piedi della Pietra di Bismantova.
La Pietra di Dante

Il blocco di arenaria sale fino a 1.041 metri e compare nel quarto canto del Purgatorio. Dante lo accosta a San Leo e a Noli, luoghi dove si arriva in cima con la sola fatica delle gambe: “montasi su in Bismantova e ‘n Cacume / con esso i piè”. Il monte che deve scalare con Virgilio, invece, chiede di volare. Chi ci arriva in bicicletta ha già nelle gambe la prima parte dell’Appennino.
Il secondo giorno la strada scende al Secchia e torna a salire verso Ligonchio e il Passo di Pradarena, a 1.575 metri. È il punto più alto del viaggio e segna il confine tra Emilia-Romagna e Toscana. Dal valico parte la discesa verso la Garfagnana, con le Alpi Apuane di fronte, fino a Fivizzano, in Lunigiana, dove si può dormire la seconda notte.
Nel golfo di Shelley e Byron
L’ultimo tratto passa per Fosdinovo e Montemarcello e tiene la bici lontana dal traffico del fondovalle. L’arrivo è a Lerici. Il nome Golfo dei Poeti lo conia Sem Benelli il 30 agosto 1910, nell’orazione funebre per Paolo Mantegazza, e il pensiero va soprattutto agli inglesi dell’Ottocento.
Percy Bysshe Shelley prende in affitto Villa Magni, a San Terenzo, nell’aprile del 1822. Con lui c’è la moglie Mary, l’autrice di Frankenstein. L’8 luglio Shelley riparte da Livorno sulla sua goletta, l’Ariel, e muore nel naufragio. Il corpo riaffiora sulla spiaggia di Viareggio. Un’epigrafe sul muro della villa ricorda Mary e l’amica Jane Williams che lo aspettano sotto il portico. Anche Byron frequenta quella casa: la tradizione vuole che raggiunga gli amici a nuoto partendo da Porto Venere, oltre otto chilometri di mare. Il lungomare tra San Terenzo e Lerici oggi porta il nome di Benelli.
Cavlera, una giornata di salita
Chi preferisce concentrare la fatica in poche ore trova sulle Prealpi Bergamasche un anello di 56 chilometri con circa 1.650 metri di dislivello. Si parte da Selvino e si scende a Nembro. Da lì la ciclabile della Val Seriana risale il corso del Serio fino a Vertova, all’imbocco della valle che porta lo stesso nome.
La salita verso Cavlera comincia qui e concede poche pause. L’alpeggio si apre tra prati, boschi e case sparse, con una piccola chiesa e, sul crinale verso Bondo, uno dei roccoli usati un tempo per l’uccellagione. Le auto sono rare, le pendenze severe. Si ridiscende a Vertova e si chiude risalendo a Selvino dal versante di Orezzo. È un percorso per ciclisti allenati: la difficoltà la misurano i metri, più dei chilometri.
Le tracce GPX di entrambi gli itinerari si scaricano dal sito di Turbolento dopo una registrazione gratuita. I percorsi si cercano per regione, lunghezza, dislivello e tipo: strada, gravel, e-bike e cicloalpine, dove qualche tratto si fa con la bici in spalla. Da poco la ricerca comprende anche i tour a tappe e le raccolte, come i Navigli milanesi, l’Oltrepò Pavese e Dolomiti & Dintorni. A tracciare le nuove strade sono gli autori entrati nel progetto. Sul sito li chiamano ‘gregari’.

