Mar, 10 Febbraio 2026
EditorialiI successi dell'Italia nello sport: un 2021 tra record e omissioni

I successi dell’Italia nello sport: un 2021 tra record e omissioni

E' vero che è stato l'anno dell'Italia? In quali sport siamo andati meglio? Siamo per questo diventati migliori? Alcune considerazioni di fine anno.

In diverse occasioni il presidente del CONI Malagò ha dichiarato che questo 2021, dal punto di vista sportivo, è stato l’anno dell’Italia perché per numero di successi complessivi, alle spalle degli USA ci siamo stati proprio noi. A conferma di questo anche la bella pagina dedicata dall’Equipe (il giornale sportivo più autorevole al mondo) ai tanti successi del nostro Paese e il titolo “La forza Italia”.

Quindi è stato un anno fantastico per lo sport italiano.. ma sarà vero? Difficile smentire l’affermazione perentoria di Malagò. Non ho trovato classifiche dettagliate in rete sul numero complessivo di medaglie conquistate in tutte le manifestazioni sportive; né per quanto riguarda l’Italia né di altri paesi. Difficile quindi poter fare un raffronto e dichiarare che abbiamo vinto, nel complesso, più di Cina, UK o Francia. Il CONI ha database collegati al CIO che a sua volta ha dati da tutte le federazioni internazionali. Probabile quindi che il presidente del CONI parli a ragion veduta, anche se qualche dubbio lo conservo.

Spulciando velocemente sul web ho trovato questo sito GSN (Greatest Sporting Nation) che realizza statistiche tenendo conto dei risultati di tutti gli sport in tutto il pianeta e stila una classifica. Quella del 2021 vede primeggiare gli USA davanti al Giappone. Terza Francia e quarta Italia. I commentatori riconoscono al nostro Paese un grande exploit rispetto agli anni passati, anche se non ci vedono al secondo posto, come invece racconta il presidente del CONI. Per capire se la classifica è affidabile ho provato a spulciare le classifiche dei singoli sport, quelli a noi più noti. Mi è sorto qualche dubbio nel vedere, per esempio, che nel calcio il primo posto è occupato dal Canada (!) ma nel complesso mi sembra ben fatto. Secondo GSN l’Italia è quarta: in qualsiasi caso un bel risultato.

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Partendo da questo dato acclarato (i successi internazionali dei nostri atleti) mi chiedo se questo significhi la rinascita sociale del nostro Paese. Non so rispondere. Vivo a Roma e la visione complessiva, in questo angolo di mondo, mi sembra parziale. Le strade sono ancora ricche di immondizia, che si confonde con le foglie ingiallite e non raccolte. Quando piove la città si allaga e non si può circolare. La metro, ridicola per una grande capitale mondiale, funziona a singhiozzo e ogni tanto qualche bus prende fuoco. Mentre mi dico che il nuovo sindaco ha bisogno di tempo per cambiare le cose, una parte di me, sempre più insistente, mi dice che Roma è l’emblema del nostro Paese. Siamo travolti ancora dalla pandemia, che invece speravamo di esserci messi alle spalle. Per il secondo anno consecutivo impauriti da una nuova variante di cui ancora non capiamo nulla. Quando finalmente riusciremo a prendergli le misure o sarà sparita oppure soppiantata da un’altra, che ci farà ancora paura. Nel mezzo, però, avremo anche nel 2022 un’estate relativamente tranquilla e come cicale cercheremo di bruciare quel che resta della nostra voglia di vivere, noncuranti dell’inverno. Magari nel frattempo saremo alle prese con un Presidente del consiglio e della Repubblica impersonificati nella stessa figura, in un rigurgito di bonapartismo che mi richiama alla mente zio Karl: “la storia si ripete, la prima volta in tragedia, la seconda in farsa”.. e la terza?.

Ma torniamo al 2021. Se l’Italia ha assunto un ruolo primario nello scacchiere internazionale (sarà vero?) grazie a Jacobs, Mancini e ai Maneskin (sic!) c’è un paese che ha definitivamente perso il ruolo di leader, nonostante i successi sportivi. Mi riferisco agli USA, che a gennaio del 2021, con l’assalto al Congresso, hanno mostrato il volto di un paese che neanche quelli confinanti del sud America. Se quei fatti fossero accaduti a Grenada e non a Washington scommetto che sarebbero piombati i marines per mettere ordine. E forse non l’avrebbero fatto a favore del presidente eletto, ma di quello perdente che gridava ai brogli, come accaduto in Cile nel 1973 o, ancor prima, in Spagna nel 1936. La staffetta 4×100 usa, miseramente sesta nelle semifinali olimpiche, mi sembra che in qualche modo rappresenti fedelmente questo declino.

E’ difficile ricordare tutti i successi sportivi dell’Italia in questo 2021. In molti ci hanno provato e alla fine, inevitabilmente, si sono dimenticati di qualcuno. Pertanto per segnalare le discipline che hanno maggiormente contribuito ai nostri successi ricorro ancora una volta alla classifica di GSN. Una standing ovation quindi per karate, calcio, nuoto, pallacanestro, ginnastica artistica, sci, scherma, ciclismo, atletica e canoa, citati rigorosamente in ordine di importanza. Avrei detto diversamente, ma a qualcosa ci dobbiamo pur sempre affidare, come del resto ha fatto Sport e Salute nell’assegnare i contributi statali alla Federazioni per il 2022.

Al riguardo Cozzoli ha detto: “l’algoritmo usato è democratico e giusto… premia gli sport che più degli altri hanno saputo lavorare sui territori e sviluppare lo sport di base.” Sarà, ma trovo difficile immaginare un popolo di pescatori o danzatori. Il bello, però, arriva dopo (da intervista di Marco Bonarrigo su il Corriere della Sera): “i dati sono quelli dichiarati dalle stesse federazioni.”. Non sorge il dubbio che alcune federazioni abbiano forzato un po’ la mano? Consiglio a Sport e Salute di andare ancora una volta a vedere la citata classifica di GSN che, con tutti i limiti del caso, ha anche il pregio di calcolare il valore dei successi “pro capite”, ovvero diviso per il numero di abitanti di un paese. La classifica ci rivela qualcosa di interessante e che in molti sapevano già. Ai vertici troviamo la Slovenia, seguita dai paesi scandinavi. L’Italia è al 26 posto, peggio di Francia e Australia, ma meglio di Germania e Gran Bretagna (gli Usa veleggiano lontano, ancora più dietro). Chissà se nel conteggio avranno tenuto conto anche dei nostri tanti pescatori e danzatori…

Buon 2022 a tutti!

Antonio Ungaro
Antonio Ungaro
Giornalista sportivo e blogger. I primi ricordi sportivi sono le imprese di Gimondi al Giro d'Italia e il 5 Nazioni raccontato da Paolo Rosi. Dietro ad ogni sportivo c'è una storia da raccontare; tutte insieme raccontano un Paese che cambia. Sono convinto, parafrasando Mourinho, che chi sa solo di uno sport non sa nulla di sport.

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