Non c’è salita, né sterrato, né caduta che ferma Tadej Pogacar, che vince le Strade Bianche 2025. Il terzo trionfo dello sloveno arriva a -20 chilometri dalla conclusione, sul 15º settore di sterrato della corsa toscana che porta a Colle Pinzuto. Pogacar fino a quel momento aveva entusiasmato soltanto quando mancavano 50 chilometri alla fine. Su un tratto di asfalto abbastanza tranquillo, in discesa, con una curva che piegava a sinistra, lo sloveno, che in quel momento conduceva e menava per tentare di stancare Pidcock, è scivolato via nel campo, fortunatamente per lui, ricco di vegetazione.
L’inglese in quel momento ha evitato lo sloveno, si è guardato indietro, ha capito della caduta e ha spinto via. Inutile fare favori e gesti di fair play: questa corsa, come tutte le classiche, non lo permette e la fortuna conta quanto la bravura. Un colpo della sorte che il campione olimpico di cross-country ha cercato di sfruttare al meglio. Pogacar, però, non ha concesso nulla. È salito subito sulla bici ed è ripartito. Aveva perso circa 35” e la paura di non riuscire a fare il tris lo ha portato a forzare come mai aveva fatto fino ad allora in gara. Dopo un chilometro, su un tratto di sterrato, si è fermato per cambiare la bici, poi è ripartito. Regalando spettacolo.
In breve, nello spazio di 5 chilometri, è tornato nuovamente sul battistrada. Il quale, a sua volta, capendo che non avrebbe potuto vincere il duello a distanza con il campione del mondo, ha rallentato e ha atteso.
Una volta riformatasi, la coppia ha pedalato insieme per una trentina di chilometri, con un ritmo che ha permesso anche agli inseguitori di avvicinarsi, seppur di pochi secondi. Ma era evidente che i due si stavano studiando. O, alla luce di quanto accaduto poi, lo sloveno si stava solo leccando le ferite, non profonde ma sicuramente dolorose, e recuperando un po’. Poi, ai meno 20, l’attacco decisivo di Pogacar, a Colle Pinzuto, nell’ultimo tratto di sterrato.
“Non so, forse non attaccherò su Colle Sante Marie” aveva detto alla vigilia. E forse era proprio questo lo scenario che si era proposto. Poi, lì dove negli anni passati aveva costruito le sue due vittorie, Tom Pidcock ha deciso di anticipare l’avversario. Si sarà detto: “non si sa mai…”. Così è stato, ma l’unico effetto, quando mancavano ancora ottanta chilometri alla conclusione, è stato quello di far collassare il gruppo e di lanciare in avanscoperta i due, in compagnia di Swift, destinato poi a sparire nei chilometri conclusivi.
Lo scatto secco di Tadej, ci diranno l’analisi dei dati dei watt, è sicuramente di quelli che entrano nella storia. Pidcock è tornato sulla terra, mentre il dio del pedale è tornato sull’Olimpo, dopo aver regalato per circa 200 chilometri l’illusione di essere anche lui umano.
Si è sentita, ed anche tanto per lo spettacolo, l’assenza di Van der Poel, l’unico, crediamo, che in questo momento possa contrastare Pogacar nelle prove in linea. Quella di oggi è stata una prova generale della Sanremo, che attende anche di vedere il fenomeno sloveno transitare primo sotto il traguardo.
La caduta di oggi, i cui effetti sono ancora presto da valutare per capire che conseguenze abbiano lasciato sui muscoli di Pogacar, potrebbe rovinare i sogni di vittoria del campione del mondo. Ma, rendendolo più vulnerabile, potrebbe anche regalare maggiore incertezza sul risultato finale.
Di una cosa, però, siamo certi. Con questa vittoria Pogacar raggiunge Cancellara nell’albo d’oro delle Strade Bianche. Oltre al cippo che gli verrà intestato, Tadej porta a casa una convinzione, che noi tutti già avevamo: potrà, quando vorrà, stravincere anche la Parigi Roubaix, come ha fatto in passato proprio la Locomotiva di Berna.
