Test match rugby: Italia strapazza la Russia, il Galles sul tetto del mondo

Largo successo degli azzurri contro l'improbabile Russia. Il Galles supera l'Inghilterra e scalza dal vertice del ranking mondiale la Nuova Zelanda, che si è vendicata della sconfitta di otto giorni fa strapazzando i wallabies.

Test match rugby: Italia strapazza la Russia, il Galles sul tetto del mondo

Non è stata una partita seria Italia Russia di rugby. Troppa distanza tra le due nazionali e troppo basso il livello di gioco. In questo fine settimana caratterizzato da diversi test match, passare dal quasi contemporaneo Sud Africa Argentina (24-18) alla partita di San Benedetto del Tronto è stato un supplizio, per gli appassionati e amanti del rugby.

Troppo distanti le tipologie di gioco, la velocità di esecuzione, la scelta delle giocate. Un divario che ci ha confermato, ancora una volta, che qualcosa nel nostro sistema rugby non funziona. L’Argentina ha bruciato le tappe e la distanza rispetto alle “big three”, noi siamo crollati anni luce dalle prime del nostro emisfero.

E non si dica che il rugby del sud sia migliore di quello che vediamo al Sei Nazioni. Oggi, con il successo contro gli “odiati” inglesi (13-6), il Galles ha spodestato dal vertice del ranking mondiale la Nuova Zelanda, nonostante gli All Blacks si siano vendicati, con gli interessi, della sconfitta di 8 giorni fa contro l’Australia, asfaltando i mal capitati wallabies (36-0).

Al veleno, anche se ricco di fair play, il commento di Eddie Jones dopo la sconfitta contro i gallesi: “Sono la squadra n. 1 al mondo, sono loro i favoriti del prossimo mondiale…”. E pensare che quando Eddie prese il timone dell’Inghilterra ebbe a dichiarare: “Scalzeremo gli All Blacks dal trono mondiale.” Ultima chances proprio la Coppa del Mondo in Giappone, poi gli resterà solo di cambiare aria. Intanto gli ha risposto, con identico fair play Warren Gatland, coach del Galles: “E’ sempre un piacere battere l’Inghilterra.. è una di quelle cose che ti fa sentire bene!”

In tutto questo “bel rugby” ci stavamo quasi dimenticando della partita dell’Italia, che non ha avuto storia e ha messo in mostra, per quanto valido possa essere il test contro la Russia, un ritrovato Minozzi, reduce da un anno di stop. Efficaci tutte le fasi, sia in difesa che negli schemi di attacco.

Sblocca il risultato la Russia che al primo affondo conquista un calcio piazzato che Gaysin realizza dalla linea dei 22 metri difensivi azzurri che vale il momentaneo 0-3. Passano pochi minuti e l’Italia ribalta prontamente il risultato: touche conquistata a 10 metri della linea di fondo avversaria, ovale che arriva a Jake Polledri che sfrutta la sua fisicità per guadagnare metri utili prima di consegnare l’ovale a Luca Morisi che si infila tra le maglie della difesa russa portando – con la successiva trasfomazione di Tommaso Allan – sul 7-3 al 10’. Al 16’, dopo un calcio piazzato fallito da Gaysin, l’Italia raddoppia con una grande azione nuovamente di Polledri che riesce ad aprirsi la strada giusta che porta alla seconda meta azzurra firmata da Parisse che raccoglie l’assist di Tito Tebaldi spostando il risultato sul 14-3 con la trasformazione di Allan. Due minuti più tardi il XV di Jones approfitta di una disattenzione difensiva degli Azzurri con Golosnitsky che raccoglie il calcio all’ala di Gaysin accorciando le distanze sul 14-8. Nella fase centrale del primo tempo la squadra di Conor O’Shea esprime il suo gioco migliore e con Mattia Bellini – one man show tra il 26’ e il 28’ – va in meta in due occasioni con l’ala padovana che sfrutta al meglio la propria velocità: parziale: 26-8. La Russia prova una timida redazione ma nel finale di tempo l’Italrugby approfitta degli spazi concessi dagli avversari andando in meta nuovamente per due volte tra il 38’ e il 40’ con Minozzi e Hayward con il primo tempo che va in archivio sul 38-8.

L’inizio del secondo tempo riprende la falsa riga della prima frazione andando subito in meta con Allan che si invola in solitaria al 42’ con lo stesso numero 10 che successivamente trasforma per il 45-8. Cinque minuti più tardi arriva la seconda meta personale in carriera con la Nazionale per Simone Ferrari che, appena entrato, raccoglie l’assist di Tebaldi per il 53-8 dopo la trasformazione di Allan. Dopo la girandola di cambi che ha coinvolto le due squadre – con Alessandro Zanni che raccoglie in campo i gradi di capitano da Sergio Parisse, sostituito da Sebastian Negri – la squadra di Conor O’Shea gioca sul velluto e con i propri velocisti trova altre due mete con Minozzi prima, su azione solitaria, e Padovani poi che si impossessa dell’ovale dopo una mischia per involarsi verso i pali avversari. L’estremo delle Zebre, come Bellini e Minozzi, raddoppia il proprio score personale di lì a poco raccogliendo un intercetto di Campagnaro per andare in meta in solitaria. Al minute 73’ arriva il tris sul proprio tabellino per Matteo Minozzi che conclude un’azione ben orchestrata dai propri compagni raccogliendo l’ovale ancora da Campagnaro andando in meta accanto alla bandierina. Nel finale arrivano le mete di Fedotko e Canna che inchiodano il risultato sull’85-15.

Ma basterà questo in Coppa del Mondo?

Test Match Italia v Russia 85-15 (38-8 p.t.)

I marcatori
Italia. 13 m. 8′ Morisi 15′ Parisse 25′ 28′ Bellini 38′ 60′ 74′ Minozzi 40′ Hayward 42′ Allan 48′ Ferrari 56′ 67′ Padovani 80′ Canna; 6 tr. Allan 4 tr. Canna. Russia: 2 m. 18′ Golosnitsky 79′ Fedotko; 1 tr Kushnarev 1 c.p. 3 Gaysin

Italia: 15 Jayden Hayward, 14 Mattia Bellini, 13 Michele Campagnaro, 12 Luca Morisi, 11 Matteo Minozzi, 10 Tommaso Allan, 9 Tito Tebaldi, 8 Sergio Parisse (cap.), 7 Jake Polledri, 6 Abraham Steyn, 5 Federico Ruzza, 4 David Sisi, 3 Tiziano Pasquali, 2 Luca Bigi, 1 Andrea Lovotti
A disp. 16 Federico Zani, 17 Simone Ferrari, 18 Marco Riccioni, 19 Alessandro Zanni, 20 Sebastian Negri, 21 Callum Braley, 22 Carlo Canna, 23 Edoardo Padovani

All. Conor O’Shea

Russia: 15 Vasily Artemyev (cap.), 14 German Davydov, 13 Vladimir Ostrouhsko, 12 Dmitry Gerasimov, 11 Kirill Golosnitsky, 10 Ramil Gaisin, 9 Dmitry Perov, 8 Viktor Gresev, 7 Tagir Gadzhiev, 6 Nikita Vavilin (Sale Sharks), 5 Andrei Ostrikov, 4 Andrei Garbuzov, 3 Kirill Gotovtsev, 2 Stanislav Selsky, 1 Valery Morozov (Sale Sharks)
A disp.  16 Evgeny Matveev, 17 Andrei Polivalov, 18 Vladimir Podrezov,19 Bogdan Fedotko, 20 Vitaly Zhivatov, 21 Vasily Dorofeev, 22 Yuri Kushnarev, 23 Vladislav Sozonov

Galles Inghilterra 13-6

Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Hadleigh Parkes, 11 Josh Adams, 10 Dan Biggar, 9 Gareth Davies, 8 Ross Moriarty, 7 James Davies, 6 Aaron Wainwright, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Jake Ball, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Nicky Smith
A disposizione: 16 Elliot Dee, 17 Wyn Jones, 18 Dillon Lewis, 19 Aaron Shingler, 20 Josh Navidi, 21 Aled Davies, 22 Jarrod Evans, 23 Owen Watkin

Marcatori Galles
Mete: George North (32)
Conversioni: Dan Biggar (33)
Punizioni: Dan Biggar (26), Leigh Halfpenny (75)

Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Anthony Watson, 13 Jonathan Joseph, 12 Piers Francis, 11 Joe Cokanasiga, 10 George Ford (c), 9 Willi Heinz, 8 Billy Vunipola, 7 Lewis Ludlam, 6 Courtney Lawes, 5 Maro Itoje, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Luke Cowan-Dickie, 1 Ellis Genge
A disposizione: 16 Jamie George, 17 Joe Marler, 18 Kyle Sinckler, 19 George Kruis, 20 Jack Singleton, 21 Ben Youngs, 22 Owen Farrell, 23 Manu Tuilagi

Marcatori Inghilterra
Punizioni: George Ford (51, 57)

Sud Africa Argentina 24-18

19’ c.p. Jantjies (3-0), 27’ c.p. Bonilla (3-3), 33’ m. Nkosi (8-3), 40’ m. Petti tr. Bonilla (8-10); 49’ m. Nkosi tr. Jantjies (15-10), 57’ c.p. Urdapilleta (15-13), 60’ c.p. Jantjies (18-13), 65’ m. Matera (18-18), 69’ c.p. Jantjies (21-18), 78′ c.p. Jantjies (24-18)

Sud Africa: 15 Warrick Gelant, 14 Sbu Nkosi, 13 Jesse Kriel, 12 André Esterhuizen, 11 Dillyn Leyds, 10 Elton Jantjies, 9 Cobus Reinach, 8 Marcell Coetzee, 7 Rynhardt Elstadt, 6 Siya Kolisi, 5 Lood de Jager, 4 RG Snyman, 3 Vincent Koch, 2 Schalk Brits (c), 1 Thomas du Toit

A disposizione: 16 Scarra Ntubeni, 17 Lizo Gqoboka, 18 Wilco Louw, 19 Marvin Orie, 20 Marco van Staden, 21 Kwagga Smith, 22 Faf de Klerk, 23 Frans Steyn

Argentina: 15 Joaquin Tuculet, 14 Sebastián Cancelliere, 13 Jeronimo de la Fuente, 12 Lucas Mensa, 11 Ramiro Moyano, 10 Joaquín Díaz Bonilla, 9 Felipe Ezcurra, 8 Javier Ortega Desio, 7 Marcos Kremer, 6 Pablo Matera (c), 5 Tomas Lavanini, 4 Guido Petti, 3 Santiago Medrano, 2 Julian Montoya, 1 Mayco Vivas.

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