
Santiago del Cile – Solo un campione in grado di correre 250 chilometri la mattina e vincere una gara in pista la sera (Europei Monaco 2022) poteva immaginare, e realizzare, un’impresa come quella che ha regalato alla storia del nostro sport Elia Viviani.
Dopo aver annunciato ai quattro venti che l’Eliminazione di oggi, una delle ultime gare dei Mondiali di pista di Santiago del Cile, sarebbe stato il suo ultimo ballo, ha pensato bene anche di vincere nuovamente, e per la terza volta, il titolo mondiale.
Così il ragazzo veronese diventato Profeta ha raccolto una doppia dose di applausi: alla partenza, quando lo speaker ha annunciato che questa sarebbe stata la sua ultima gara, e al termine di un mondiale mai così vibrante ed emozionante. Gli occhi lucidi, nel Velodromo cileno, si sprecavano, per questa storia di amore e passione che si è conclusa come una bella favola: l’eroe che sul viale del tramonto dà l’addio al suo pubblico con lo scettro di re saldo nella mano.
«Non potevo immaginare un modo migliore per chiudere la mia carriera – ha detto –. Sapevo di poter dire ancora qualcosa e per questo ho voluto concludere la mia carriera al Mondiale. Sono orgoglioso di quello che ho fatto in questi anni e ringrazio il pubblico di Santiago per il tributo che mi ha riservato. Quando ho iniziato a correre su pista ero solo; adesso, accanto a me, ci sono tanti giovani che hanno già dimostrato di valere. Lascio a loro il compito di continuare il lavoro».
Per la Federazione e per tutto lo staff della Nazionale presente in Cile, quella di oggi – giornata conclusiva dei Mondiali su pista – è stata una data speciale, carica di significati. Lo ha ricordato il presidente Cordiano Dagnoni al termine della manifestazione: «A nome di tutto il movimento ringrazio Elia Viviani per quello che ha dato al nostro ciclismo. Quando un grande campione appende la bici al chiodo è sempre un momento particolare. Ci consola sapere che Elia resterà nel nostro mondo. Avremo tempo, insieme, di programmare il futuro. Oggi è il giorno di festeggiare questo nuovo titolo mondiale in una gara entusiasmante, ma anche dei saluti e dei ringraziamenti. Non credo che ci possano essere parole migliori di un semplice, sincero, sentito ‘grazie’, per tutti questi anni e per quello che ci hai fatto vivere oggi!
Il bilancio complessivo dei mondiali è positivo. Le due medaglie d’oro e quella di bronzo nella madison migliorano il bottino dello scorso anno. Abbiamo un settore femminile che continua a vincere e tanti giovani su cui programmare il futuro. Il cammino verso LA2028 è iniziato.».
Questo appuntamento rappresenta un nodo di passaggio importante. Per un grande campione che lascia, vestendo per la terza volta la maglia iridata, ci sono tanti giovani che hanno esordito nell’appuntamento più importante, in un emblematico passaggio di testimone. Il quarto posto di Federica Venturelli e il quinto di Etienne Grimod nell’inseguimento individuale, entrambi ventenni, rappresentano il futuro. E non sono gli unici: una nuova generazione, proprio sulla pista di Santiago, ha iniziato il cammino che porterà a un ricambio generazionale in vista non solo di Los Angeles 2028, ma anche del quadriennio successivo. Il percorso è appena cominciato, nel segno di colui dal quale, in qualche modo, tutto è iniziato.
ITALIA TERZO POSTO NEL MEDAGLIERE
La spedizione azzurra chiude con il terzo posto nel medagliere complessivo grazie alle due medaglie d’oro, dell’inseguimento femminile e di Elia Viviani nell’Eliminazione, e il bronzo di Vittoria Guazzini e Chiara Consonni nella Madison.
In testa al medagliere l’Olanda, con ben 9 ori, quattro dei quali merito del talento di Harrie Lavreysen. Al secondo posto la Gran Bretagna. Alle spalle dell’Italia Danimarca, Giappone e Germania.
