The Luka Magic: cosa gli manca per divenire MVP?

E' già entrato nella storia di questo sport come il miglior rookie ai play off. Conosciamolo meglio

The Luka Magic: cosa gli manca per divenire MVP?

E’ senza dubbio la sorpresa di questi play off: Luka Dončić, 21 anni, 201 cm, guardia, già campione europeo con la Slovenia e l’uomo della provvidenza per i Dallas Meverics.

E’ già entrato nella storia di questo sport come il miglior rookie ai play off. Conosciamolo meglio

La giovane stella di Dallas quanto è distante dal diventare una super-star alla LeBron?

Siamo onesti: nessuno avrebbe mai immaginato che Luka Dončić sarebbe divenuto la stella più splendente di Dallas. Due anni or sono avevamo occhi solo per l’iconico Dirk Nowitzki, la cui carriera volgeva al tramonto, e forse non il tempo necessario per accorgerci che lo sloveno ex Real Madrid aveva già tutte le carte in regola per far parlare di sé nonostante la giovanissima età. Una volta che Wunderkind si è ritirato, ci siamo destatidal nostro torpore e siamo saliti sul carro dei vincitori osannando il nuovo fenomeno texano. Se non smetteremo mai di fare mea culpa per non esserci accorti subito delle potenzialità dello sloveno, possiamo comunque provare a espiare il nostro peccato descrivendoviil tipo di giocatore cheè il numero 77 e cosa secondo noi gli manca per assurgere a incontrastatonumero uno.

Un fenomeno nel far girare la palla e che cifre!

Se valessero ancora oggi le categorie che si utilizzavano nel basket degli anni ’80-’90 per definire un cestista, diremmo che Luka Dončić è un play-maker, ma siccome la pallacanestro è cambiata e non poco saremmo tentati di affermare che è anche un’ottima ala piccola in grado di segnare tanto (29,6 punti di media e debutto con 42 punti nei play-off) e di far segnare tanto (8.6 assist in post-season). Ciò che ci colpisce di lui, e ha colpito il pubblico che ama il basket d’oltreoceano, è la sua abilità nel riuscire a far girare la palla in modo da trovare sempre il compagno libero pronto ad armare la mano. Gli appassionati più attenti avranno notato che lo sloveno contro i Clippers qualche palla la perde (11 nel primo match contro L.A.), vero ma pensate se ciò non succedesse! Dallas in quel caso lotterebbe per il titolo e Luka sarebbe un MVP che ancora oggi non è.

Dove può migliorare

Dopo avervi snocciolato alcuni numeri, che definiremmo da brividi, relativi al sophomore di bellissime speranze Luka Dončić è giunto il momento di cercare il pelo nell’uovo, come si suole dire, utile per comprendere fino in fondo cosa manca allo sloveno per divenire l’MVP dei prossimi dieci anni almeno. Il 21enne nativo di Lubiana secondo noi deve innanzitutto crescere sotto il profilo caratteriale perché se desidera in futuro anche lontanamente paragonarsi a stelle del firmamento cestistico NBA quali LeBron James o Kawhi Leonard deve imparare a non cedere alle facili provocazioni. Gli avversari sul parquet di gioco sanno benissimo che il numero 77 di Dallas oggi dà facilmente in escandescenze per cui sono soliti provocarlo, o come direbbero gli americani, “pushing him over the edge”. Non solo: Luka, come detto in precedenza, è certamente un fenomeno nello smistare la palla arancione ma nel corso della regular season, quando i match sono stati spesso punto a punto e“in the clutch”, lo sloveno non ha offerto quel contributo decisivo per portare a casa la partita, magari con un tiro allo scadere della sirena. Se parliamo solo ed esclusivamente della stagione regolare ci viene in mente il derby texano Rockets vs Mavericks. In mano a Dallas fino a pochi secondi dal termine, tale sfida è stata letteralmente buttata alle ortiche dal team di Luka Dončić che ha rimesso in carreggiata un avversario sportivamente morto che poi si è imposto nell’overtime. Pazzesco, ma questo è il bellodella National Basketball Association, che potrete seguire in ogni istante all’interno di un blog scommesse ben fatto come quello di Marathonbet. Per fortuna nei play-off questa tendenza sta venendo meno, forse perché il ragazzo sta maturando e non poco: il 2 a 2 con i Clippers, ottenuto ai tempi supplementari, è frutto di una sua prestazione monstre, 43 punti, 17 rimbalzi e 13 assist, che lo ha portato a essere anche il game winner allo scadere. E addio clutch time! Finalmente Luka, confrontandosi con i migliori all’interno di un mini-torneo come quello della post-season che è tutt’altra cosa rispetto a quello regolare, sta per contraddire parte della nostra analisi e di questo non possiamo che esserne felici.

Il tempo è dalla sua parte

Quando parliamo del numero 77, e osiamo pure criticarlo, forse dimentichiamo che ha solo 21 anni e che il tempo è dalla sua parte. Al di là degli ampi margini di miglioramento ancora a disposizione, siamo certi che se il feeling con “la spalla” Porziņģis migliorasse davvero, Dallas diverrebbe un serio competitor per quanto concerne la conquista dell’anello nei prossimi anni. E Luka forse si trasformerebbe nel giocatore più forte di tutti i tempi. E quando ciò accadrà, perché accadrà, potremo dire che noi l’avevamo detto con largo anticipo!

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