
La seconda tappa di The Ocean Race Europe ha vissuto le prime, intense 24 ore di navigazione. Dopo una partenza spettacolare da Cowes domenica sera, con vento portante e velocità oltre i 20 nodi nel Solent e nella Manica, la flotta si è improvvisamente ritrovata bloccata in una zona di calma piatta al largo di Ushant.
Il gruppo, che si era allungato fino a 40 miglia, si è compattato nel giro di poche ore, trasformando la regata in una nuova partenza. Biotherm aveva aperto le ostilità conquistando il massimo dei punti al Needles scoring gate, davanti a Paprec Arkéa. Ma proprio quest’ultimo, con un azzardo tattico nel canale di Ushant, ha pagato caro il calo di vento: mancato l’ingresso al gate di marea per meno di un’ora, l’equipaggio di Yoann Richomme è scivolato dal comando in coda al gruppo.
Diversa la scelta di Biotherm, Team Malizia e Canada Ocean Racing, che hanno optato per la rotta più sicura a nord, mantenendo il controllo della corsa. Per Canada, guidata da Scott Shawyer, è arrivato anche un momento da leader, prima del ricompattamento generale.
La notte è stata durissima per tutti. «Non abbiamo dormito per nulla», ha ammesso Thomas Ruyant di Allagrande Mapei. «Ora il punto è uscire il più velocemente possibile da quest’area», ha aggiunto Alan Roura di Team AMAALA, mentre Alan Roberts (Holcim-PRB) ha definito il passaggio nelle calme “la fase chiave della tappa”.
Con il ritorno del vento da nord-ovest a metà mattina, le barche hanno ripreso a correre sopra i 15 nodi in rotta verso Capo Finisterre. Alle 12:00 UTC, Team Malizia, Biotherm e Holcim-PRB guidavano affiancati la flotta, lanciata verso il Golfo di Biscaglia. Solo otto miglia separavano il primo dall’ultimo, segno che la regata resta apertissima.
L’arrivo a Porto per il fly-by è previsto mercoledì, prima del rush finale verso Cartagena.
