CiclismoTirreno Adriatico 2026: Van der Poel domina a Martinsicuro, Pellizzari nuovo leader

Tirreno Adriatico 2026: Van der Poel domina a Martinsicuro, Pellizzari nuovo leader

Tirreno Adriatico 2026
La volata vincente di Van der Poel a Martinsicuro (foto RCS/LaPresse)

Lo strappo di Tortoreto via Badetta, 1600 metri con pendenze vicine al 10%, ha fatto la selezione decisiva della terza tappa della Tirreno Adriatico. Alla fine ha vinto sua maestà Mathieu van der Poel che si prende il quarto successo nella corsa dei due mari. il secondo di questa edizione. Ma la notizia pesante, per il ciclismo italiano, è il secondo posto di Giulio Pellizzari nella volata ristretta tra i migliori 14. Un piazzamento che vale i 6″ di abbuono e la testa della classifica generale. Nell’ultimo chilometro si è visto in azione anche Filippo Ganna, che ha provato a sorprendere il gruppo, facendo in questo modo le prove generali di un ipotetico arrivo alla Milano Sanremo. Sulla sua ruota si porta Andrea Vendrame, forse il più veloce del gruppetto dei fuggitivi che, però, quando viene ripreso dallo scatenato van der Poel, si siede e non continua nell’azione. Sembra quasi, a guardarlo dall’alto, che il suo unico scopo fosse quello di marcare Ganna. Misteri delle volate.

Fatto sta che l’olandese ancora una volta ha dimostrato di essere una spanna sugli altri. Ha vinto con una bici di vantaggio uno sprint ad alto tasso di difficoltà. Giulio Pellizzari, che era rimasto al coperto fino ad allora, ha giocato bene le sue carte e non ha ripetuto l’errore di due giorni fa: è partito nel momento migliore e con il suo scatto ha scavato il vuoto sugli altri, prendendosi un secondo posto pesante.

Se c’è un errore, in questa giornata, lo commette Del Toro. Il messicano esaurisce energie preziose nell’alimentare la fuga dei 14 in qualche modo inspiegabilmente. Il suo diretto avversario nella generale, Pellizzari, è stato tutto il tempo li accanto a lui, nascosto ma presente, come anche Roglic, terzo in classifica. Non si capisce il motivo di tanta foga quando poi, alle spalle e con grande fatica, è rientrato anche un suo compagno di squadra, Christen. Una volta formatasi la coppia UAE, Del Toro, dopo lungo confabulare, ha lanciato il compagno in un improbabile tentativo e, una volta ripreso, si è disinteressato della volata. Così si è lasciato sfilare la maglia dall’avversario di sempre, quel Pellizzari con cui battagliava anche tra i dilettanti. Oggi è stato il marchigiano la star della corsa. Domani, però, si torna a salire ed è un altro giorno.

La cronaca

Dopo il via, diversi corridori hanno provato ad anticipare il gruppo e, dopo circa venti chilometri, si è formata una fuga di undici uomini. Tra loro corridori esperti e abituati agli attacchi da lontano come Jonas Abrahamsen, Iván García Cortina, Dries De Bondt, Larry Warbasse, Laurenz Rex e Jakub Otruba, insieme a Tibor Del Grosso, Timo Kielich, Mattia Gaffuri, Diego Pablo Sevilla e Liam Slock.

Il gruppo ha lasciato spazio all’azione, consentendo ai battistrada di accumulare oltre due minuti di vantaggio mentre la corsa affrontava le prime salite di giornata, tra cui quella verso Ovindoli. In questa fase Sevilla ha raccolto punti importanti al GPM, mentre dietro la situazione rimaneva sotto controllo grazie al lavoro della UAE Team Emirates-XRG, impegnata a difendere la posizione del leader Isaac del Toro. Con il passare dei chilometri il vantaggio della fuga ha iniziato a diminuire. Il gruppo, guidato prima dalla UAE e poi da altre squadre interessate al finale, ha progressivamente recuperato terreno.

Dopo il passaggio sul Valico delle Capannelle e una lunga fase in discesa, la corsa è entrata nella parte decisiva della tappa con il gruppo ormai vicino ai fuggitivi. Gli ultimi uomini in avanscoperta sono stati ripresi a circa 15 chilometri dall’arrivo, poco prima dello strappo di Tortoreto via Badetta.

Sul breve ma duro muro finale, 1600 metri con pendenza media del 9,4%, il ritmo imposto ha fatto una selezione naturale. Molti velocisti puri hanno perso contatto mentre davanti sono rimasti soltanto i corridori più forti e completi. In cima alla salita si è formato un gruppo ristretto con 14 corridori, tra cui i grandi protagonisti della giornata: Mathieu van der Poel, Wout van Aert, Filippo Ganna, Ben Healy, Primož Roglič, Giulio Pellizzari, Isaac del Toro, Andrea Vendrame e altri uomini capaci di reggere sia gli strappi sia un eventuale sprint. Negli ultimi chilometri il gruppo di testa ha iniziato a studiarsi. A due chilometri dall’arrivo un secondo drappello inseguiva a circa 25 secondi, mentre davanti nessuno voleva esporsi troppo.

Diversi corridori hanno provato a sorprendere gli avversari: Matteo Jorgenson ha tentato un allungo, poi Christen ha provato ad anticipare, ma ogni attacco è stato immediatamente chiuso. L’ultimo chilometro è stato giocato sul filo del tatticismo. Filippo Ganna ha provato a lanciare la volata lunga, con Vendrame incollato alla sua ruota, mentre Van Aert e Van der Poel restavano coperti in attesa del momento giusto.

Van der Poel: “E’ stata una giornata dura, con una fuga molto forte che ci ha obbligati a tenere un ritmo molto alto tutto il giorno. Potevo bluffare, anche perchè ho già vinto una tappa, e mi aspettavo che qualcuno provasse ad anticipare lo sprint come ha fatto Ganna. Forse ho lanciato lo sprint un po’ troppo presto, anche perchè c’era vento contrario. Per fortuna sono in una condizione ottima, e ho resistito fino al traguardo”.

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