
Isaac Del Toro mette il sigillo nella Tirreno-Adriatico 2026. Il giovane messicano della UAE Team Emirates XRG ha conquistato la tappa San Severino Marche-Camerino (188 km), rafforzando la propria leadership in classifica generale e mettendo una seria ipoteca sulla vittoria finale della “Corsa dei Due Mari”.
La frazione si è accesa nel finale, sull’arrivo impegnativo di Camerino. Negli ultimi chilometri hanno provato ad anticipare Ben Healy e l’idolo di casa Giulio Pellizzari, protagonista di un attacco proprio sulle strade della sua città. Del Toro però ha gestito con freddezza la situazione, senza inseguire immediatamente gli scatti, aspettando il momento giusto per colpire.
La svolta è arrivata a 500 metri dal traguardo, quando la Maglia Azzurra ha lanciato il contrattacco decisivo. Solo Matteo Jorgenson ha provato a resistere alla progressione del messicano, ma negli ultimi duecento metri ha dovuto cedere. Sul traguardo Del Toro ha preceduto Tobias Halland Johannessen, con lo stesso Jorgenson terzo.
Per il corridore della UAE si tratta del primo successo di tappa alla Tirreno-Adriatico e di una vittoria che consolida ulteriormente la sua leadership nella corsa.
Pellizzari difende il podio per un secondo
La tappa marchigiana ha avuto anche un forte sapore italiano grazie alla prova di Giulio Pellizzari, protagonista nel finale davanti al pubblico di casa. Il marchigiano della Red Bull-Bora-Hansgrohe ha provato a sorprendere i rivali con un attacco negli ultimi chilometri e resta pienamente in corsa per il podio.
In classifica generale Pellizzari conserva il secondo posto a 42 secondi, resistendo per appena 1 secondo alla rimonta di Matteo Jorgenson, terzo a 43”. Più staccati Tobias Halland Johannessen (a 1’15”) e Primož Roglič (a 1’21”).
Del Toro: “Ho corso di testa”
In conferenza stampa Del Toro ha spiegato la strategia con cui ha costruito il successo a Camerino.
«È stato uno sforzo molto intenso, con un arrivo duro dopo una tappa molto veloce. Nel finale non volevo andare fuori giri, per questo non ho seguito subito gli attacchi di Healy e Pellizzari. Dovevo correre di testa e non di istinto. Quando siamo rientrati su Pellizzari ho capito che era il momento giusto per contrattaccare».
Il messicano ha poi sottolineato anche il rapporto con il corridore italiano: «Sarebbe stato bello per lui vincere nella sua città, siamo amici, ma anche questo fa parte del nostro lavoro. È stata una settimana molto positiva e la squadra ha lavorato benissimo».
