L’Italia del Basket e della Pallavolo, nella serata di Tokyo di questo tre agosto, sono accomunate dallo stesso destino: eliminate ai quarti.

Il basket italiano ha fatto quanto nelle sue possibilità attuali, forse anche di più. Ha eliminato la Serbia, in casa sua, nel torneo di qualificazione preolimpica e superato abbastanza agevolmente la fase ai gironi. Si è fermata alla prima vera difficoltà e chiude con un bilancio di due vittorie e due sconfitte. Siamo lontani da quanto realizzato l’ultima volta che abbiamo calcato un parquet olimpico, ma già è tanto averlo fatto.

Il volley italiano esce di scena più mestamente. Ha perso con la Polonia nella fase iniziale, ma sembrava una sconfitta fisiologica, contro i campioni del mondo e senza che questa mettesse in discussione il passaggio del turno. L’uscita di scena contro l’Argentina è una brutta storia: dopo tante edizioni in cui siamo sempre andati in finale o semi non raccogliamo nulla. E pensare che qualcuno ci aveva dato addirittura per favoriti.

La verità è che anche il volley italiano si è fermato alla sconfitta contro l’Olanda ad Atlanta. Eravamo i favoriti ed invece andò come sappiamo. Da allora non siamo più stati in grado di ricostruire quella macchina perfetta (o quasi) pensata da Velasco e perfettamente condotta da campioni irripetibili. Siamo andati vicini, saliti sul podio, anche vinto mondiali. Ma le Olimpiadi sono rimaste un sogno proibito: sfiorate due volte, nel 2004 e 2016. La sconfitta di oggi segna la fine definitiva del progetto Blengini.

Se proviamo a rovesciare la prospettiva, l’uscita di scena delle due Italie, in sport di squadra dall’alto valore simbolico, assumono un sapore ancora diverso. Il basket italiano, per esempio, saluta come vittoria (essere a Tokyo ed uscita ai quarti) la dimostrazione di una sconfitta federale ormai radicata. Quando si gioisce per risultati così deludenti, allora vuol dire che il livello di partenza è veramente basso. Del resto ci corre in soccorso ancora una volta Mou, il “vate” del calcio, che parlando dei suoi risultati negli ultimi anni ha detto: “Da me ci si aspetta tanto, quello che per gli altri sarebbe il successo di una vita, nel mio caso lo considerate un insuccesso”. Se rovesciano la prospettiva ci sembra che il discorso torni: il basket italiano considera un successo quello che un’altra nazionale, per esempio la Slovenia, considererebbe deludente.

Rovesciamo la prospettiva anche per quanto riguarda il volley italiano. Solo il nostro inguaribile provincialismo ci ha portato a credere che potessimo ripetere il miracolo di Rio. Da quattro anni a livello di Nazionale non riusciamo a salire sul podio ed anche a livello di club non siamo più uno dei paesi di riferimento.

Ma pur consapevoli che esistono differenze per ognuno di questi due sport, un elemento ci appare comune: l’Italia soffre (ed ormai da tempo) negli sport di squadra. Appare un paradosso scriverlo all’indomani del successo della Nazionale di Mancini agli Europei di calcio, ma siamo convinti di questo: Basket, Volley, Rugby, Pallamano, Baseball… e calcio fino a poco tempo fa. Domani ci attende il doppio confronto con la Serbia nella pallanuoto maschile e volley femminile, a loro il compito di smentirci. Forza!

Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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